Start&Stock: pausa negli attacchi tra Usa e Iran, i mercati puntano sulla diplomazia

Start&Stock: pausa negli attacchi tra Usa e Iran, i mercati puntano sulla diplomazia

I mercati aprono la settimana con un clima più disteso dopo la pausa negli attacchi tra Stati Uniti e Iran, che alimenta le speranze di un rilancio della diplomazia, pur in un contesto ancora fragile per le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso. L'attenzione degli investitori si concentra ora sulla riunione della Federal Reserve di mercoledì, chiamata a valutare gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia sulle prospettive dell'inflazione. In primo piano anche la stagione delle trimestrali, con i conti di Microsoft, Meta, Apple e Amazon attesi nei prossimi giorni e destinati a offrire indicazioni sulla tenuta degli investimenti nell'intelligenza artificiale.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo del +0,8%. Tonici anche i futures sull’S&P 500 (+0,9%) e quelli sul Nasdaq 100 (+1,4%).

Anche in Asia prevale un clima più costruttivo. L'S&P/ASX 200 guida i rialzi con un progresso del +1,1%, seguito dall'Hang Seng (+0,8%), dal CSI 300 (+0,3%) e dallo Shanghai Composite (+0,4%). Più deboli invece il Kospi (-0,3%) e il Nikkei (-0,1%), penalizzati dalla debolezza del comparto tecnologico.

L'attenuazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana ha offerto un temporaneo sollievo ai mercati. Dopo 13 notti consecutive di attacchi statunitensi mirati a ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico commerciale marittimo, Washington non ha condotto ulteriori operazioni dalla tarda serata di venerdì. Anche l'Iran ha dichiarato pubblicamente di aver sospeso le azioni di ritorsione. Pur non trattandosi di un cessate il fuoco formale, entrambe le parti descrivono questa fase come un'opportunità per rilanciare la diplomazia. Nel corso del fine settimana sono infatti proseguiti i colloqui mediati dall'Oman, concentrati sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. I funzionari statunitensi, tra cui l'ambasciatore alle Nazioni Unite Mike Waltz, hanno ribadito che tutte le opzioni militari restano disponibili e che il presidente Donald Trump sta semplicemente concedendo più tempo ai negoziati. Secondo indiscrezioni del New York Times e di Axios, all'interno dell'amministrazione sarebbe in corso un confronto sull'efficacia e sui costi di ulteriori attacchi, con alcuni esponenti militari convinti che gli obiettivi principali siano già stati in larga parte raggiunti. Per il momento i mercati interpretano questa pausa come un segnale favorevole, pur in un contesto che continua a essere estremamente instabile.

Il principale elemento di rischio resta legato al settore energetico e ai trasporti marittimi. Il traffico nello Stretto di Hormuz continua a essere fortemente compromesso, mentre il conflitto si è esteso anche al Mar Rosso. Durante il fine settimana le forze Houthi sostenute dall'Iran avrebbero lanciato attacchi con missili e droni contro infrastrutture energetiche saudite nelle aree di Jizan e Yanbu, provocando la risposta militare dell'Arabia Saudita. Questo scenario alimenta il rischio di interruzioni contemporanee lungo le rotte di esportazione del Golfo Persico e del Mar Rosso. La tregua tra i principali protagonisti della crisi rappresenta quindi un elemento positivo, ma resta fragile anche a causa della prosecuzione dei combattimenti indiretti.

La scorsa settimana i mercati azionari hanno mostrato un andamento differenziato. Negli Stati Uniti l'S&P 500 ha perso il -0,6% nell'intera settimana, nonostante il progresso del +0,1% registrato venerdì, segnando così la seconda settimana consecutiva di ribassi per la prima volta da marzo. Il recupero dei titoli dei semiconduttori ha sostenuto il Philadelphia Semiconductor Index, salito del +1,2% nella settimana nonostante il calo del -4,3% nell'ultima seduta. Al di fuori degli Stati Uniti le Borse hanno mostrato una maggiore tenuta. Lo Stoxx 600 ha guadagnato il +0,5% nella settimana grazie al recupero del +0,8% di venerdì, favorito dalle speranze di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran.

Il principale appuntamento della settimana resta comunque la riunione del Federal Open Market Committee prevista per mercoledì. La nuova escalation in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi dell'energia hanno complicato lo scenario dell'inflazione, mentre gli indicatori di mercato sulle aspettative inflazionistiche hanno continuato a salire per effetto delle preoccupazioni sulle forniture energetiche. I responsabili della politica monetaria si trovano così a dover bilanciare i segnali di rallentamento dell'inflazione con il rischio che il rialzo del petrolio possa determinare uno shock inflazionistico più persistente.

È raro che una riunione della Federal Reserve presenti un livello di incertezza così elevato a pochi giorni dalla decisione. I contratti future attribuiscono ancora una probabilità del 34% a un rialzo dei tassi questa settimana, in calo di 4 punti percentuali durante la notte asiatica. Nel precedente ciclo restrittivo successivo alla pandemia, eventuali decisioni inattese venivano spesso anticipate attraverso indiscrezioni diffuse dalla stampa finanziaria durante il periodo di blackout della banca centrale. Nell'attuale contesto questa possibilità appare molto meno probabile.

Anche la stagione delle trimestrali entrerà nella fase decisiva. Questa settimana pubblicheranno i risultati società che rappresentano circa il 35% della capitalizzazione dell'S&P 500. Il comparto tecnologico sarà al centro dell'attenzione con i conti di Microsoft e Meta mercoledì e quelli di Apple e Amazon giovedì. Le quattro società rappresentano complessivamente il 17% dell'indice statunitense e saranno determinanti per valutare se l'entusiasmo degli investitori nei confronti degli investimenti nell'intelligenza artificiale rimanga elevato. Tra le altre società attese figurano Visa e Mastercard nel settore finanziario, ExxonMobil e Chevron nell'energia, Coca-Cola e Procter & Gamble nei beni di consumo.

SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 4%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 86 punti base.

L'ultima settimana di luglio sarà caratterizzata dal tradizionale calendario delle aste di fine mese del Tesoro. Il primo appuntamento è fissato per domani con il collocamento del BTP Short e dei titoli indicizzati all'inflazione, per un importo complessivo pari a 5,5 miliardi di euro. Mercoledì sarà invece la volta dell'asta del BOT semestrale, mentre giovedì è previsto il collocamento dei titoli a medio e lungo termine. I dettagli dell'offerta saranno comunicati questa sera dopo la chiusura dei mercati.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

L'agenda della giornata offre pochi appuntamenti di rilievo. L'indicatore più atteso è l'indagine Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche. Dopo il valore di 85,6 registrato a giugno, in linea con le attese del mercato, il consensus raccolto da Reuters prevede per luglio un ulteriore miglioramento dell'indice a 86.

Negli Stati Uniti l'attenzione sarà rivolta ai dati di giugno sugli ordinativi di beni durevoli, in pubblicazione alle 14:30. Il mercato si attende un aumento dell'1,1% su base mensile per l'indice complessivo e una crescita dello 0,9% per la componente al netto dei trasporti. Alla stessa ora saranno diffusi anche gli ordinativi di beni durevoli al netto della difesa, oltre ai dati sui beni strumentali core, esclusi difesa e aeromobili. Alle 16:30 è inoltre previsto l'indice manifatturiero della Federal Reserve di Dallas relativo al mese di luglio.

Le indicazioni preliminari degli indici Pmi di luglio pubblicate venerdì mattina per Francia, Germania e Area euro hanno sorpreso positivamente gli operatori, alimentando l'idea che l'economia europea stia mostrando una capacità di tenuta superiore alle aspettative.

Venerdì il Fondo monetario internazionale, al termine dell'Article IV Consultation dedicata all'Italia, ha confermato le stime di crescita del Pil italiano per il 2026 e il 2027 al +0,5%. L'istituzione ha inoltre previsto un'espansione dell'economia italiana pari al +0,8% nel 2028.

ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

BANCO BPM, MPS, GENERALI, INTESA SANPAOLO. Proseguono le valutazioni degli advisor impegnati nell'analisi di una possibile aggregazione tra Banco BPM e MPS. Tra le ipotesi allo studio figurano una fusione con incorporazione di uno dei due istituti nell'altro oppure un'offerta pubblica concorrente, che secondo Milano Finanza avrebbe maggiori probabilità di essere promossa da Piazza Meda. Le diverse soluzioni presentano differenze nei tempi di realizzazione, nel ruolo degli azionisti, nei rischi di esecuzione e nella possibilità di anticipare un'eventuale iniziativa di Intesa Sanpaolo.

BANCO BPM, MPS. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, i consigli di amministrazione delle due banche potrebbero riunirsi nei prossimi giorni per esaminare i termini di una possibile fusione, prima delle riunioni ordinarie dedicate ai risultati semestrali previste tra il 5 e il 6 agosto. In caso di aggregazione, Giuseppe Castagna dovrebbe restare amministratore delegato del nuovo gruppo, mentre Luigi Lovaglio potrebbe assumere la presidenza.

BANCO BPM, MPS, GENERALI. Il Corriere della Sera scrive che i consigli di amministrazione straordinari potrebbero essere convocati già domenica prossima. Tra le ipotesi sul tavolo figura una fusione alla pari proposta da MPS, basata su uno scambio di azioni accompagnato da una componente in contanti. Le risorse necessarie potrebbero arrivare dalla cessione di una partecipazione detenuta in Generali.

BANCO BPM, MPS, GENERALI, CREDIT AGRICOLE. Secondo La Stampa, MPS starebbe valutando anche il pagamento di un dividendo straordinario agli azionisti per riequilibrare una fusione alla pari che, in assenza di correttivi, risulterebbe penalizzante a causa della maggiore capitalizzazione dell'istituto senese. Anche in questo caso il dividendo straordinario potrebbe essere finanziato attraverso la vendita di una quota in Generali. Il quotidiano aggiunge che Credit Agricole, principale azionista di Banco BPM, potrebbe chiedere alcune contropartite per sostenere un'operazione destinata a diluire la propria partecipazione. Tra le richieste potrebbero figurare alcuni sportelli eccedenti i limiti antitrust oppure la quota di minoranza detenuta da Banco BPM in Agos.

UNICREDIT, COMMERZBANK. Il presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, ha invitato UniCredit ad avviare un confronto sui termini di una possibile integrazione. L'istituto tedesco avrebbe superato le ultime resistenze all'operazione e sarebbe ora concentrato sull'ottenimento di adeguate garanzie e concessioni.

UNICREDIT. L'Unione europea ha concesso una limitata deroga al regime delle sanzioni che potrebbe consentire a UniCredit di completare una transazione rinviata da tempo e collegata agli imprenditori russi Mikhail Fridman e Petr Aven. La misura è contenuta nell'ultimo pacchetto di sanzioni adottato nei confronti della Russia.

UNICREDIT, GENERALI. L'amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha confermato in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera di aver incontrato l'amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, per discutere possibili collaborazioni industriali. Orcel ha inoltre spiegato che UniCredit guarda con interesse agli eventuali cambiamenti dell'assetto societario del gruppo assicurativo.

ENI. Vitol, il maggiore trader indipendente di petrolio al mondo per volumi, ha comunicato che l'operazione con Eni relativa ad alcuni asset nella Repubblica del Congo è decaduta dopo il raggiungimento della cosiddetta long stop date nel marzo 2026. L'informazione emerge da un documento societario visionato da Reuters.

SAIPEM, ENI. Saipem si è aggiudicata due nuovi contratti assegnati da Eni, uno relativo ad attività in Costa d'Avorio e l'altro in Italia, per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro.

STELLANTIS. Piper Sandler ha abbassato la raccomandazione sul titolo a `underweight` da `overweight` e ha ridotto il prezzo obiettivo a 4 dollari dai precedenti 14 dollari.

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