Bce, tassi fermi a luglio ma possibile rialzo a settembre

Bce, tassi fermi a luglio ma possibile rialzo a settembre

La Banca centrale europea si prepara a lasciare invariati i tassi nella riunione di giovedì 23 luglio, rinviando ogni nuova decisione restrittiva alle proiezioni di settembre. Il ritorno delle tensioni in Medio Oriente e la risalita dell’energia mantengono aperta la possibilità di un ulteriore rialzo, mentre l’inflazione di fondo continua a rappresentare il principale elemento di attenzione per il Consiglio direttivo.

Una pausa in attesa di settembre

La BCE sembra orientata a rinviare a settembre la decisione su nuove misure di inasprimento monetario. Come si legge nell’analisi di Henry Cook, Senior European Economist di MUFG Bank, la BCE dovrebbe mantenere invariati i tassi nella riunione di questo giovedì, mentre i mercati incorporano soltanto pochi punti base di possibile stretta in vista dell’appuntamento di giovedì.

Neppure la nuova escalation in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi del petrolio greggio sembrano sufficienti a spingere l’Eurotower verso un intervento immediato. Anche i rappresentanti più rigorosi del Consiglio direttivo si sono astenuti dal sostenere che la riunione di luglio possa essere quella adatta per modificare la politica monetaria. Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha dichiarato la scorsa settimana che i tassi si trovano attualmente a un livello «adeguato».

In vista della riunione si percepisce quindi una situazione di relativo equilibrio. L’accordo tra Stati Uniti e Iran era stato firmato poco dopo il rialzo deciso dalla BCE a giugno e aveva determinato una correzione dei prezzi dell’energia. A questo sviluppo era seguito un dato debole sull’inflazione dell’area euro: a giugno il tasso complessivo era rallentato dal 3,2% al 2,8%, portando la media del secondo trimestre a un livello inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto alla previsione della BCE.

Questi elementi avevano costretto i falchi del Consiglio direttivo ad assumere una posizione più difensiva. Ora, però, ogni dubbio sulla giustificazione del rialzo di giugno si è probabilmente ridotto in misura considerevole. L’accordo tra Stati Uniti e Iran è di fatto fallito e i prezzi dell’energia sono tornati a salire, rendendo più difficile sostenere che la decisione adottata il mese scorso sia stata un errore.

Cook ritiene quindi probabile che i membri del Consiglio direttivo si sentano più a loro agio nell’adottare un tono leggermente più restrittivo rispetto a quanto sarebbe potuto accadere alcune settimane fa. Il comunicato dovrebbe mantenere la consueta flessibilità, ribadendo che le decisioni resteranno «dipendenti dai dati e definite riunione per riunione».

Christine Lagarde potrebbe però fornire qualche indicazione sulla possibilità di ulteriori strette monetarie qualora i prezzi dell’energia restassero elevati. Una propensione implicita verso un nuovo inasprimento è già presente. Nel resoconto della riunione di giugno della BCE si legge infatti che «era essenziale mantenere una vigilanza costante ed era importante riconoscere che ulteriori rialzi dei tassi erano incorporati nelle proiezioni di base».

Il rialzo di giugno e il peso delle nuove proiezioni

Le ragioni a favore di un secondo intervento consecutivo sarebbero potute risultare più solide se la BCE avesse presentato il rialzo di giugno come una misura preventiva, da annullare in seguito qualora i rischi inflazionistici avessero iniziato ad attenuarsi.

Lagarde ha però respinto direttamente l’ipotesi che quella decisione rappresentasse un rialzo assicurativo. La presidente della BCE ha sottolineato che si è trattato di «una buona decisione di politica monetaria sui tassi d’interesse», definendola «robusta» in tutti gli scenari elaborati dall’istituto centrale.

Alla luce di questa impostazione, Cook osserva che i responsabili della politica monetaria riterranno utile attendere la prossima serie di proiezioni, prevista per settembre, prima di convalidare sulla stessa base qualsiasi ulteriore intervento restrittivo. La pausa di luglio consentirebbe quindi al Consiglio direttivo di raccogliere nuovi dati e valutare l’evoluzione delle pressioni sui prezzi senza smentire la lettura fornita sul rialzo precedente.

Il Brent viene attualmente scambiato a un livello compreso tra gli scenari “più moderato” e “di base” elaborati dalla BCE a giugno. Entrambe le ipotesi mostravano uno sforamento contenuto, ma persistente, dell’inflazione core. L’aspettativa è che questa dinamica continui a emergere anche nella prossima serie di dati.

L’inflazione complessiva si è attestata al di sotto delle proiezioni formulate dalla BCE a giugno. L’inflazione dei servizi e gli indicatori più ampi relativi alla componente core sono invece risultati in linea con le attese. Questo quadro rafforza l’idea che il rallentamento dell’indice generale non sia ancora sufficiente per dichiarare conclusa la battaglia contro le pressioni inflazionistiche sottostanti.

Per Cook, il tema decisivo non sarà quindi soltanto l’evoluzione dei prezzi energetici, ma soprattutto la persistenza dell’inflazione di fondo. Le nuove proiezioni di settembre offriranno alla BCE una base più completa per stabilire se sia necessario portare la politica monetaria verso un livello ancora più restrittivo.

Un aggiustamento misurato, non un nuovo ciclo restrittivo

Lo scenario centrale resta quello di un nuovo rialzo dei tassi a settembre, giustificato dalla persistente inflazione di fondo che dovrebbe emergere dalle prossime proiezioni economiche. Un intervento di questo tipo porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%, collocandolo al limite superiore dell’intervallo di neutralità stimato dalla BCE.

A parità di altre condizioni, Cook ritiene probabile che i membri del Consiglio direttivo considerino questo livello sufficiente per contrastare i rischi inflazionistici. Il raggiungimento del 2,50% permetterebbe inoltre alla BCE di trovarsi in una posizione adeguata per reagire a eventuali sviluppi avversi, senza dover anticipare ulteriori interventi.

La soglia necessaria per procedere con nuove strette oltre tale livello apparirebbe quindi più elevata. I responsabili della politica monetaria richiederebbero con ogni probabilità segnali più chiari di effetti di secondo impatto sull’inflazione, che fino a questo momento si sono manifestati soltanto in misura molto limitata.

Lo scenario non prevede quindi l’avvio di un vero e proprio ciclo di inasprimento monetario. La previsione resta quella di un «aggiustamento misurato», con rialzi complessivi pari a 50 punti base nel corso dell’anno. La BCE manterrebbe così un orientamento vigile e pronto a reagire, evitando allo stesso tempo di trasformare una risposta mirata ai rischi inflazionistici in una sequenza prolungata di aumenti dei tassi.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche