Bitcoin tra Fed e fondamentali, il mercato mostra i primi segnali di stabilizzazione

Bitcoin tra Fed e fondamentali, il mercato mostra i primi segnali di stabilizzazione

Bitcoin prova a lasciarsi alle spalle le settimane più difficili del 2026. Il rallentamento del mercato del lavoro statunitense ha alleggerito le aspettative di un rialzo imminente dei tassi, mentre il ritorno agli acquisti delle whale e i primi segnali di stabilizzazione degli ETF alimentano l'ipotesi che la principale criptovaluta stia costruendo un minimo di mercato. Resta però fondamentale l'evoluzione della politica monetaria della Federal Reserve.

Bitcoin tra Fed e liquidità globale

Il mercato del lavoro statunitense ha offerto un temporaneo sostegno agli asset più rischiosi, tra cui Bitcoin. Come si legge nel commento di James Butterfill, Head of Research di di CoinShares, il report di giugno sull'occupazione ha mostrato appena 57.000 nuovi occupati non agricoli, un dato nettamente inferiore alle attese del consenso, ferme a 115.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3% al 4,2%.

La reazione dei mercati è stata immediata. Il rendimento del Treasury americano a due anni è diminuito di oltre cinque punti base, gli operatori hanno ridotto le aspettative di un rialzo imminente dei tassi della Federal Reserve e Bitcoin ha recuperato terreno, dopo aver toccato un minimo ciclico nell'area dei 57.700 dollari, tornando a scambiare intorno ai 62.000 dollari. Ancora una volta, secondo l'analisi di James Butterfill, Head of Research di CoinShares, la criptovaluta ha confermato la propria elevata sensibilità, almeno nel breve periodo, alle aspettative sulla politica monetaria statunitense.

Un singolo dato macroeconomico non è però sufficiente a cambiare il quadro complessivo. Alla riunione di giugno la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d'interesse nell'intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, nella prima riunione guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. La decisione è stata accompagnata da un messaggio decisamente più restrittivo rispetto alle aspettative del mercato.

Il nuovo dot plot mostra infatti tassi attesi al 3,8% alla fine del 2026, contro il 3,4% indicato a marzo, mentre quasi tutti i componenti del FOMC continuano a individuare rischi al rialzo per l'inflazione. Tra gli elementi di maggiore attenzione figurano anche le possibili conseguenze del conflitto tra Israele e Iran sui prezzi dell'energia.

In questo contesto, il dato occupazionale concede ai mercati soltanto un moderato sollievo, ma non rappresenta ancora il segnale di una svolta nella politica monetaria americana. Come sottolinea CoinShares, la tesi d'investimento di lungo periodo su Bitcoin continua a poggiare sull'incertezza delle politiche economiche e sul possibile ruolo della criptovaluta come copertura in uno scenario caratterizzato da inflazione persistente. Nel breve periodo, invece, restano determinanti la liquidità globale e l'andamento dei tassi reali.

I segnali che arrivano dalle whale

Se il quadro macroeconomico continua a richiedere prudenza, i dati provenienti direttamente dalla blockchain raccontano una storia decisamente più costruttiva. Come evidenzia Butterfill, dopo aver distribuito circa 39 miliardi di dollari in Bitcoin durante il picco di mercato dell'ottobre 2025, i grandi investitori hanno progressivamente interrotto le vendite, modificando in modo significativo il proprio comportamento.

Nelle ultime due settimane di giugno le cosiddette whale sono tornate ad accumulare con decisione, acquistando circa 270.000 Bitcoin, per un controvalore stimato di 16,7 miliardi di dollari. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto nell'area dei 59.000 dollari, un livello che sembra aver attirato l'interesse degli investitori con orizzonte temporale più lungo.

Anche i dati elaborati da Glassnode confermano questa inversione di tendenza. Gli investitori di lungo periodo sono tornati in una fase di accumulazione netta all'inizio di luglio, interrompendo il processo di distribuzione osservato nelle settimane precedenti. Secondo l'analisi di Butterfill, si tratta di uno dei segnali più incoraggianti dell'attuale fase di mercato, perché indica una rinnovata fiducia da parte degli operatori che storicamente tendono ad anticipare le svolte più importanti del ciclo.

Anche osservando i flussi degli strumenti quotati emergono indicazioni meno negative rispetto a quanto suggerito dal sentiment dominante. Nella prima metà del 2026 gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 3 miliardi di dollari, portando per la prima volta il saldo cumulato in territorio negativo dalla loro introduzione sul mercato, dopo due mesi consecutivi di riscatti particolarmente consistenti tra maggio e giugno.

Secondo Butterfill, questa dinamica non deve però essere interpretata come un abbandono della tesi d'investimento su Bitcoin. Il confronto con gli ingenti afflussi registrati nello stesso periodo dagli ETF dedicati all'intelligenza artificiale suggerisce infatti una spiegazione diversa: molti investitori hanno semplicemente ruotato i capitali verso il tema che oggi domina i mercati finanziari, finanziando il trade sull'AI attraverso la vendita di posizioni in Bitcoin.

In altre parole, la criptovaluta è stata utilizzata come fonte di liquidità, non perché siano venuti meno i suoi fondamentali. Storicamente, osserva CoinShares, questo tipo di rotazioni tende a esaurirsi quando il tema di investimento più affollato perde parte del proprio slancio.

Un primo indizio potrebbe essere già arrivato il 3 luglio, quando gli ETF spot hanno registrato il primo giorno di afflussi dopo dieci sedute consecutive di deflussi, con sottoscrizioni nette pari a 229 milioni di dollari, interrompendo una sequenza che aveva alimentato il pessimismo degli operatori.

ETF e rischi ancora aperti

La prudenza continua comunque a essere necessaria. Come sottolinea Butterfill, la Federal Reserve mantiene un orientamento restrittivo e il mercato resta ancora lontano da uno scenario di allentamento monetario. Di conseguenza, il contesto di liquidità non offre ancora quel supporto che, storicamente, ha favorito le fasi di maggiore espansione di Bitcoin.

Allo stesso tempo, uno dei principali fattori di debolezza osservati nelle ultime settimane sembra essersi attenuato. Il ritorno all'accumulazione da parte delle whale riduce infatti il rischio di ulteriori pressioni di vendita provenienti dagli investitori di lungo periodo, elemento che rappresentava una delle maggiori preoccupazioni del mercato.

L'attenzione si concentra ora soprattutto sugli ETF. Secondo Butterfill sarà necessario osservare una stabilizzazione più duratura dei flussi prima di poter parlare di un vero cambio di tendenza. Soltanto un ritorno costante degli afflussi potrebbe infatti confermare che gli investitori istituzionali stanno tornando ad aumentare l'esposizione verso la principale criptovaluta.

Restano inoltre diversi elementi di incertezza. Tra questi figurano la possibile pressione derivante dalle future vendite di Strategy (MSTR), le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano ad alimentare il premio di rischio incorporato nei prezzi del petrolio e i timori di rallentamento economico globale, oltre a un contesto normativo meno favorevole, con probabilità sempre più ridotte che il CLARITY Act venga approvato entro la fine dell'anno.

Fondamentali più solidi in attesa del prossimo catalizzatore

Nel complesso, il quadro di Bitcoin appare oggi più robusto rispetto a poche settimane fa. I dati macroeconomici hanno offerto un primo sostegno al mercato, ma sono soprattutto i fondamentali della criptovaluta a mostrare segnali di miglioramento.

Il ritorno agli acquisti da parte delle whale, unito ai primi segnali di stabilizzazione dei flussi sugli ETF, rafforza l'ipotesi che il mercato stia costruendo un minimo ciclico, dopo mesi caratterizzati da forti prese di profitto e da un progressivo deterioramento del sentiment.

Come osserva Butterfill, manca ancora un vero catalizzatore capace di innescare una nuova fase rialzista, soprattutto in un contesto nel quale la Federal Reserve continua a mantenere un approccio prudente e restrittivo. Allo stesso tempo, però, gli elementi a sostegno di uno scenario di graduale consolidamento stanno diventando sempre più convincenti, lasciando intravedere un mercato che potrebbe aver già assorbito buona parte delle pressioni negative accumulate nel corso delle ultime settimane.

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