SpaceX oggi atterra sul Nasdaq 100. Morgan Stanley vede il titolo a 300 dollari

SpaceX oggi atterra sul Nasdaq 100. Morgan Stanley vede il titolo a 300 dollari

Dopo l’Ipo oggi il debutto al Nasdaq. I fondi che replicano l’indice dovranno fare posto al nuovo arrivato. Raffica di giudizi positivi anche dagli analisti, dopo la fine del periodo di silenzio pre-quotazione arrivano le prime valutazioni ufficiali. Consensus orientato all'acquisto nonostante multipli elevati, una valutazione già superiore ai 2.000 miliardi di dollari e un titolo ancora molto volatile

La nuova matricola del Nasdaq

Oggi SpaceX, società di razzi, connettività e AI fondata da Elon Musk, entrerà a far parte dell'indice Nasdaq-100 prima segnando una delle più rapide aggiunte all'indice di riferimento per il settore tech statunitense dopo la sua recente offerta pubblica iniziale (IPO) da record.

Space Exploration Technologies Corp è stata quotata in borsa il 12 giugno, raggiungendo una valutazione di quasi 2.000 miliardi di dollari. Le azioni hanno aperto vicino a $150, ben al di sopra del prezzo dell'IPO fissato a $135.Il rally iniziale ha portato il titolo SPCX a un massimo storico di $225,64. Tuttavia, il titolo ha successivamente subito un forte ritracciamento. è sceso di circa il 29% nelle ultime settimane.

JPMorgan stima che SpaceX avrà un peso di circa l'1,3%, classificandosi verso la 21ª posizione, dietro nomi come Nvidia, Walmart, Intel e Tesla.

`Ma più bassa è la percentuale di peso che un singolo titolo ha nell'indice, minore sarà la quantità di azioni che chi intende replicare l'indice dovrà detenere,` ha spiegato a CNBC Mike Khouw, chief strategist di OpenInterest.PRO.

Nel frattempo, la scadenza dei blocchi per gli insider potrebbe influenzare negativamente gli acquisti. Le restrizioni sugli insider verranno meno a scaglioni tra 70 e 135 giorni dopo l'IPO del 12 giugno. Le azioni detenute da Elon Musk e da altri grandi investitori rimarranno bloccate per 366 giorni.

Scade il quiet period: analisti positivi

A poche settimane dal debutto al Nasdaq, SpaceX ha già conquistato la fiducia di Wall Street. Con la scadenza del quiet period – il periodo durante il quale le banche coinvolte nella quotazione non possono pubblicare ricerche sul titolo – sono arrivate le prime raccomandazioni ufficiali degli istituti che hanno guidato la più grande IPO della storia recente. Il verdetto è pressoché unanime: il titolo merita un giudizio positivo, grazie alle prospettive di crescita di lungo periodo legate non solo alle attività spaziali, ma anche all'intelligenza artificiale e alle infrastrutture digitali.

Tra i nomi che hanno avviato la copertura figurano Morgan Stanley, Goldman Sachs, UBS, Oppenheimer, Wedbush e altri intermediari internazionali, tutti accomunati dalla convinzione che SpaceX rappresenti un investimento unico nel panorama tecnologico globale, pur riconoscendo che il titolo incorpora già aspettative molto elevate.

Una società che va oltre i razzi

Ridurre SpaceX a un semplice produttore di lanciatori spaziali sarebbe ormai fuorviante. Fondata da Elon Musk nel 2002, la società ha costruito negli anni un ecosistema industriale che spazia dai lanci commerciali con Falcon 9 e Falcon Heavy alla capsula Dragon, dai contratti con la NASA e il Dipartimento della Difesa americano fino alla costellazione satellitare Starlink, oggi uno dei principali operatori mondiali della connettività satellitare.

Se dovessimo spacchettare oggi il business di Spacex avremmo 4 aree che abbiamo riassunto in questa tabella riportando descrizioni e multipli

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Negli ultimi mesi il gruppo ha inoltre accelerato l'integrazione tra infrastrutture spaziali e intelligenza artificiale. Secondo Morgan Stanley, proprio questa convergenza rappresenta il vero elemento distintivo della società. La combinazione tra la rete Starlink, i futuri lanci di Starship e una piattaforma proprietaria di elaborazione dati, definita `SpaceXAI`, potrebbe consentire all'azienda di diventare uno dei principali fornitori di infrastrutture per la nuova economia dell'AI.

L'idea è quella di realizzare una piattaforma integrata capace di collegare reti terrestri, satelliti e capacità di calcolo distribuite, offrendo servizi sia ai consumatori sia alle imprese in un mercato destinato a espandersi rapidamente nei prossimi anni. Un progetto ambizioso che, secondo gli analisti, potrebbe trasformare SpaceX da leader dell'industria spaziale a protagonista delle infrastrutture tecnologiche globali.

Il debutto in Borsa e l''andamento del titolo

La società ha esordito al Nasdaq lo scorso giugno con un prezzo di collocamento di 135 dollari per azione, raccogliendo circa 75 miliardi di dollari nell'ambito di un'operazione che ha portato la valutazione iniziale del gruppo vicino a 1.800 miliardi di dollari, poi rapidamente salita oltre i 2.000 miliardi durante le prime sedute di contrattazione.

L'esordio è stato caratterizzato da un forte entusiasmo degli investitori. Dopo il debutto il titolo ha raggiunto un massimo di 225,64 dollari, per poi avviare una fisiologica fase di consolidamento. La chiusura di lunedì a 160,42 dollari, pur rappresentando un calo superiore al 25% rispetto ai massimi, rimane nettamente superiore al prezzo di collocamento, segnale che il mercato continua ad attribuire un premio significativo alle prospettive di crescita della società.

La volatilità osservata nelle ultime settimane riflette soprattutto la difficoltà degli investitori nel determinare un valore corretto per un'azienda che opera contemporaneamente nei settori aerospaziale, delle telecomunicazioni, della difesa e dell'intelligenza artificiale.

Morgan Stanley: «Il potenziale è enorme»

Il giudizio più ottimistico è arrivato da Morgan Stanley.

Gli analisti guidati da Adam Jonas hanno avviato la copertura con rating Overweight e un prezzo obiettivo di 300 dollari, uno dei più elevati espressi finora dal mercato. Rispetto alla chiusura di lunedì, il target implica un potenziale di rialzo di circa l'87%.

Secondo la banca americana, SpaceX dispone di una combinazione difficilmente replicabile di asset industriali e tecnologici. Nel report gli analisti sostengono che l'azienda sia in grado di `trasformare energia in intelligenza su larga scala`, facendo leva su una piattaforma integrata che comprende lanci spaziali, connettività satellitare e servizi AI.

Morgan Stanley delinea inoltre scenari estremamente ampi: nello scenario più prudente il titolo potrebbe scendere fino a 75 dollari, mentre nell'ipotesi più favorevole potrebbe arrivare addirittura a 600 dollari per azione. Le stime prevedono ricavi potenziali pari a 319 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita destinata a proseguire anche nel decennio successivo grazie all'espansione delle attività legate all'intelligenza artificiale e alle infrastrutture spaziali.

Goldman Sachs più prudente, ma resta positiva

Anche Goldman Sachs ha avviato la copertura con un giudizio equivalente a `Buy`, pur adottando un approccio più conservativo rispetto a Morgan Stanley.

Gli analisti della banca fissano infatti un target price di 205 dollari, inferiore di quasi 100 dollari rispetto a quello della concorrente. Il divario non deriva da aspettative operative peggiori, bensì da differenti metodologie di valutazione: Goldman utilizza un orizzonte temporale più breve, mentre Morgan Stanley basa gran parte della propria analisi su un modello di flussi di cassa scontati sviluppato su un periodo di circa quindici anni.

Paradossalmente, Goldman prevede risultati economici persino migliori nel breve periodo, con ricavi destinati a raddoppiare già quest'anno e un EBITDA in forte crescita entro la fine del decennio.

Opportunità e rischi per gli investitori

L'entusiasmo degli analisti non elimina tuttavia le numerose incognite che accompagnano il titolo.

Gran parte della valutazione attuale si basa infatti su tecnologie ancora in fase di sviluppo, come la piena operatività di Starship, i futuri data center orbitali e la capacità di monetizzare le applicazioni di intelligenza artificiale integrate con la rete Starlink. Anche il raggiungimento di una generazione stabile di cassa richiederà diversi anni secondo la maggior parte delle stime.

Le valutazioni restano inoltre particolarmente elevate rispetto ai tradizionali parametri finanziari, rendendo il titolo sensibile sia alle prese di beneficio sia a eventuali ritardi nell'esecuzione del piano industriale.

L''ingresso nel Nasdaq-100 potrebbe sostenere il titolo

Un ulteriore elemento di supporto potrebbe arrivare dall'inclusione di SpaceX nei principali indici azionari statunitensi.

L'ingresso nel Nasdaq-100 comporterà infatti acquisti automatici da parte di ETF e fondi indicizzati che replicano l'indice, aumentando la domanda strutturale del titolo e contribuendo a migliorarne la liquidità. Allo stesso tempo, la presenza nei principali benchmark renderà SpaceX una componente sempre più rilevante dei portafogli istituzionali e degli investitori retail.

Wall Street guarda al lungo termine

La prima tornata di raccomandazioni conferma come gli analisti vedano in SpaceX molto più di una società aerospaziale. Per Wall Street il gruppo di Elon Musk rappresenta una piattaforma destinata a operare in alcuni dei mercati con il maggiore potenziale di crescita dei prossimi decenni: spazio, telecomunicazioni, difesa, cloud e intelligenza artificiale.

Resta da verificare se le aspettative incorporare nelle attuali valutazioni saranno confermate dai risultati operativi. Per il momento, però, il messaggio proveniente dalle principali banche d'affari è chiaro: nonostante una capitalizzazione già record e una volatilità elevata, il consenso continua a vedere nel titolo uno dei principali protagonisti del nuovo ciclo tecnologico di Wall Street.

Luca Ferrari  di Luca Ferrari
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