Acquisto a sconto e rendimento fino al 18,56% annuo con il certificate di Marex sui colossi bancari europei

Acquisto a sconto e rendimento fino al 18,56% annuo con il certificate di Marex sui colossi bancari europei

Prezzo di acquisto sotto la pari a 970 euro fino a tutto il 9 giugno, data di determinazione dei livelli iniziali dei sottostanti, rendimento potenziale fino al 18,56% annuo, barriere profonde al 60% e durata contenuta a 15 mesi. Sono questi i punti di forza del nuovo certificate di Marex con Isin IT0006776162 costruito su un paniere composto da Banca MPS, Barclays, Commerzbank e Societe Generale. Il rimborso anticipato può attivarsi già dal quinto mese di vita con le barriere di autocall che partono dal 95% e si riducono del 2% al mese fino al 77% finale. Il certificate è stato emesso a 970 euro e prevede un rimborso al valore nominale di 1.000 euro in caso di autocall o a scadenza, permettendo all’investitore di ottenere anche un capital gain lordo del 3,09%, oltre alle cedole mensili.

IT0006776162 – Banca MPS, Barclays, Commerzbank e Societe Generale

Emesso oggi 4 giugno, il nuovo certificate di Marex con ISIN IT0006776162 è scritto su un basket worst-of formato da quattro grandi gruppi bancari europei del calibro di Banca MPS, Barclays, Commerzbank e Societe Generale. Il prodotto è acquistabile a 970 euro, un prezzo inferiore rispetto al valore nominale (1.000 euro), fino a tutto il 9 giugno. Dal giorno successivo il prezzo inizierà a muoversi in linea con l’andamento dei sottostanti, una volta fissati i livelli iniziali dei quattro titoli del paniere.

Il potenziale rendimento annuo è del 18,56% (se si compra oggi a 970 euro), attraverso il pagamento di premi mensili con memoria pari all’1,3% del nominale (1.000 euro) condizionati alla tenuta della soglia bonus, posta al 60% del livello iniziale dei sottostanti, livello che coincide anche con la protezione del capitale a scadenza.

Le cedole sono dotate di effetto memoria, che consente di conservare i premi eventualmente non pagati nelle date intermedie, e di vederli accreditati sul proprio conto alla prima data di osservazione nella quale vengono rispettate le condizioni per il pagamento.

L’acquisto a 970 euro rappresenta uno degli aspetti più interessanti della struttura perché il certificate prevede un rimborso a 1.000 euro in caso di autocall o alla scadenza. Questo consente all’investitore di ottenere, oltre ai premi periodici, anche un capital gain lordo del 3,09%, derivante dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore nominale di rimborso.

Dopo già cinque mesi di vita, a partire dal 9 novembre 2026 e poi con cadenza mensile, è prevista la possibilità di rimborso anticipato con livello autocall posto inizialmente al 95% del valore iniziale dei sottostanti e poi decresce del 2% ogni mese fino al 77% all’ultima data di valutazione del 9 agosto 2027. Il certificate verrà ritirato a 1.000 euro di nominale avendo pagato la cedola del periodo e le precedenti non staccate se tutti i sottostanti quoteranno almeno pari al livello autocall.

La barriera a protezione del capitale, osservata solo a scadenza tra 15 mesi, è profonda e posta al 60% del livello iniziale dei sottostanti. Pertanto, l’investitore riceverebbe il rimborso del valore nominale di 1.000 euro fino a discese del 40% del peggior titolo del paniere. In caso di rottura della barriera a scadenza, la perdita sarebbe direttamente proporzionale alla performance negativa del peggior sottostante. La durata naturale del prodotto è di soli 15 mesi, con scadenza prevista per il 9 settembre 2027.

Il certificate si può comprare da oggi a 970 euro sul mercato secondario. A questo prezzo, il rendimento complessivo a scadenza può raggiungere il 23,20% (18,56% annualizzato) in 15 mesi. Nel conteggio abbiamo considerato 195 euro di premi e 30 euro di capital gain (1.000-970 euro di acquisto).

Qualora, invece, il certificato dovesse essere richiamato anticipatamente alla prima data utile del 9 novembre 2026, l’investitore che compra oggi a 970 euro incasserebbe un totale di 5 cedole da 13 euro ciascuna (65 euro totali) più 30 euro di capital gain, oltre al rimborso del valore nominale di 1.000 euro, con un rendimento del 9,79% in 5 mesi, pari al 23,51% annualizzato.

Il certificato è ideale per quegli investitori che volessero investire sul settore bancario mantenendo un grado di protezione in virtù delle incertezze geopolitiche. Con l’investimento in un certificato a capitale condizionatamente protetto si mantiene l’esposizione ai quattro titoli sottostanti ma si ottiene una protezione data dalla barriera capitale, e si possono incassare premi periodici anche in caso di scenari laterali o moderatamente ribassisti.

Il certificato è in quotazione da oggi 4 giugno sul mercato SeDeX di Borsa Italiana, con gli orari di negoziazione classici dei certificati a capitale condizionatamente protetto, ovvero dalle 9:05 alle 17:30. Marex, oltre ad essere l’emittente del certificato, fa anche da Liquidity Provider, impegnandosi a mostrare prezzi denaro e lettera sul book di negoziazione in maniera continuativa, con uno spread canonico dell’1% in condizioni di mercato normali.

Caratteristiche chiave - IT0006776162

- Prezzo di emissione: 970 euro

- Valore nominale: 1.000 euro

- Sottostanti: Banca MPS, Barclays, Commerzbank e Societe Generale

- Barriera cedolare e barriera capitale: al 60% del livello iniziale dei sottostanti

- Rimborso anticipato: a partire dal 9 novembre 2026 con livello autocall dal 95% iniziale al 77% finale (step-down del 2% al mese)

- Cedola: 13 euro mensile (15,60% annuo)

- Fixing iniziale: 9 giugno 2026

- Scadenza: 9 settembre 2027

La prima data di valutazione della cedola è il 9 luglio 2026.

Scenari intermedi e a scadenza - IT0006776162

Nelle date di osservazione intermedie gli scenari sono due:

- se il peggior titolo presente nel basket rileva pari o al di sopra della soglia bonus (60%) l’investitore riceve il premio del periodo e l’investimento prosegue;

- se il peggior titolo presente nel basket rileva al di sotto della soglia bonus (60%), l’investitore non incassa la cedola prevista, che viene però conservata in memoria, pronta per essere pagata alla prima data di osservazione nella quale verranno rispettate le condizioni per il pagamento, e l’investimento prosegue.

A scadenza (9 settembre 2027), qualora non si sia verificato il rimborso anticipato durante la vita del prodotto, gli scenari possibili sono due:

- se il peggior titolo presente nel paniere rileva pari o al di sopra della barriera capitale (60%), e quindi non perde oltre il 40% dal livello iniziale, l’investitore riceve il rimborso del valore nominale di 1.000 euro oltre a tutti i premi mensili eventualmente conservati in memoria, per un totale di 195 euro di cedole;

- se il peggior titolo presente nel paniere rileva al di sotto della barriera capitale (60%), registrando quindi una performance negativa di oltre un -40% dal valore iniziale, l’investitore riceve un importo commisurato alla perdita del sottostante worst-of. La formula per il calcolo del valore di rimborso a scadenza in caso di rottura della barriera è la seguente: valore nominale * (prezzo di chiusura del peggior titolo / livello iniziale) + eventuali cedole incassate.

Payoff a scadenza e vantaggi principali - IT0006776162

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Il certificato consente di ottenere cedole mensili di 13 euro, anche in fasi di mercato laterali o ribassiste (entro un -40% dei titoli dai livelli iniziali) ed essendo dotato di effetto memoria, permette di recuperare eventuali premi persi durante le date di osservazione intermedie e a scadenza.

Inoltre, la possibilità di rimborso anticipato, presente a partire dal quinto mese di vita (9 novembre 2026), con livello autocall posto al 95% e poi decrescente del 2% al mese fino al 77%, consente all’investitore di liberare la liquidità e reinvestirla su altri strumenti.

I quattro protagonisti del paniere - IT0006776162

Banca MPS continua a essere una delle storie di rilancio più rilevanti del settore bancario europeo. Nel primo trimestre del 2026 l’istituto senese ha registrato un utile netto di 521 milioni di euro, confermando una solida crescita della redditività e mantenendo l’obiettivo di un risultato ante imposte superiore a 3,5 miliardi di euro per l’intero esercizio. Il mercato guarda inoltre con attenzione all’integrazione di Mediobanca, operazione che potrebbe rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo del gruppo. La combinazione tra elevata generazione di capitale e prospettive di crescita rende il titolo uno dei più osservati del comparto finanziario italiano..

Barclays è uno dei principali gruppi bancari britannici e beneficia di un modello di business fortemente diversificato tra retail banking, corporate banking e investment banking. I risultati del primo trimestre 2026 hanno evidenziato una crescita dei ricavi e una redditività superiore alle attese, spingendo il management a confermare gli obiettivi strategici di medio termine. La banca ha inoltre annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di sterline, elemento che si aggiunge a una politica di remunerazione degli azionisti tra le più generose del settore europeo.

Commerzbank rimane al centro del processo di consolidamento bancario europeo. L’istituto tedesco ha inaugurato il 2026 con un primo trimestre definito dal management come uno dei migliori della propria storia recente e ha rivisto al rialzo gli obiettivi di redditività di lungo periodo, puntando a un ritorno sul capitale tangibile del 21% entro il 2030. Parallelamente, il titolo continua a essere sostenuto dall’interesse strategico di UniCredit, che nelle ultime settimane ha superato il 34% del capitale della banca tedesca nell’ambito della propria offerta di acquisizione. Il confronto tra le due società rappresenta uno dei dossier più importanti per il futuro del sistema bancario europeo.

Société Générale è uno dei maggiori gruppi finanziari francesi e uno dei protagonisti della trasformazione del settore bancario europeo. Nel primo trimestre del 2026 la banca ha riportato un utile netto di circa 1,7 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuto dal miglioramento dell’efficienza operativa e dalla buona performance delle attività di corporate e investment banking. Il mercato continua a monitorare l’esecuzione del piano strategico guidato dal ceo Slawomir Krupa, che punta a incrementare la redditività e a rafforzare la posizione competitiva del gruppo tra i principali istituti europei.

Fiscalità

È importante sottolineare che, trattandosi di strumenti derivati, qualsiasi plusvalenza generata da un certificato, sia essa data dall’incasso della cedola o dalla differenza positiva tra prezzo di vendita (o valore di rimborso) e prezzo di acquisto, è classificata come reddito diverso, e permette di compensare le minusvalenze, evitando la tassazione del 26% sul capital gain.

È importante, tuttavia, controllare la modalità di compensazione applicata dall’intermediario:

- Compensazione immediata: il controvalore lordo delle cedole incassate o della differenza tra prezzo di vendita (o valore di rimborso anticipato o a scadenza) e prezzo di acquisto viene subito decurtato dalle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale;

- Compensazione a chiusura: la compensazione delle minusvalenze avviene solamente alla chiusura della posizione, sia essa per scadenza naturale, anticipata, o per vendita. In questo caso il valore delle cedole incassate va a rettificare di volta in volta il prezzo medio di carico (PMC) del certificato in portafoglio. Se è necessario compensare minusvalenze entro la fine dell’anno, questo sarà possibile solo se l’investitore vende il certificato entro il 31 dicembre 2026, o se questo rimborsa anticipatamente o scade, generando una plusvalenza rispetto al PMC rettificato.

Rischi

- Rischio di mercato: l’investitore deve tenere presente che l’investimento in un certificato è sempre legato all’andamento dei prezzi dei sottostanti, influenzati da diversi fattori e che potrebbero muoversi diversamente rispetto alle previsioni.

- Rischio di liquidità: in fasi di mercato particolarmente volatili, o in altre situazioni specifiche che possono verificarsi, è possibile che il Liquidity Provider non sia in grado di mostrare prezzi o allarghi lo spread bid-ask.

- Rischio emittente: l’investitore è esposto al rischio che l’emittente (Marex Financial) diventi insolvente e non riesca a rispettare gli obblighi legati al prodotto in termini di pagamenti. È dunque possibile la perdita totale del capitale investito. Il rating a lungo termine di Marex Financial è BBB secondo S&P.

DISCLAIMERQuesto articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali.

Di seguito il link ai documenti, Kid e prospetto informativo del prodotto sulla pagina dell’emittente: https://certificati.marex.com/it/products/IT0006776162/

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