STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un rialzo del +0,2%. Poco mossi anche i futures sull’S&P 500 (+0,1%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,1%).
Nelle ultime 24 ore i mercati hanno continuato a mostrare una notevole capacità di assorbire le tensioni in Medio Oriente, mantenendo un'impostazione complessivamente positiva. La debolezza dei titoli dei semiconduttori osservata questa mattina in Asia rappresenta l'eccezione principale, mentre il clima generale è stato sostenuto da un nuovo dato sull'inflazione alla produzione negli Stati Uniti inferiore alle attese, elemento che ha rafforzato le aspettative di una Federal Reserve meno restrittiva. La probabilità implicita di un rialzo dei tassi già alla prossima riunione della banca centrale americana è scesa al 10%, il livello più basso dall'ultimo meeting della Fed che aveva alimentato le ipotesi di una stretta imminente.
Nel corso della giornata è intervenuto nuovamente anche il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, ascoltato dalla Commissione bancaria del Senato. Warsh ha ribadito di avere ripetutamente ricordato al presidente Donald Trump l'indipendenza della banca centrale, senza fornire indicazioni rilevanti sulle prossime decisioni di politica monetaria né elementi che lasciassero presagire un rialzo imminente dei tassi. Di tono più restrittivo le dichiarazioni della governatrice Lisa Cook, secondo cui il FOMC può attendere ulteriori dati prima di intervenire, ma è pronta ad agire qualora non emergano presto segnali convincenti di disinflazione.
Anche il mercato petrolifero ha vissuto una seduta caratterizzata da continui cambi di direzione, seguendo il susseguirsi delle notizie provenienti dal Medio Oriente. In una prima fase le quotazioni hanno corretto parte dei recenti rialzi, salvo poi recuperare terreno dopo i nuovi attacchi condotti dalle forze armate statunitensi durante la notte e dopo che il Wall Street Journal ha riferito che Donald Trump starebbe valutando un ampliamento delle operazioni militari contro l'Iran.
Anche Wall Street ha archiviato una seduta positiva, sostenuta dal ridimensionamento delle aspettative sui tassi di interesse e dai risultati societari. BlackRock è stata la seconda migliore società dell'S&P 500 con un rialzo del +6,6%, grazie a risultati superiori alle attese. L'S&P 500 ha così chiuso in progresso del +0,4% (ormai distante appena mezzo punto percentuale dal massimo storico del mese scorso), mettendo a segno la seconda seduta consecutiva di rialzo nonostante la debolezza del comparto dei semiconduttori, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo del -2,1%. Più brillante il resto del settore tecnologico, con il Nasdaq in crescita del +0,6%. I cosiddetti Magnificent Seven hanno registrato un progresso complessivo del +2,3%, trainati da Apple, salita del +4% dopo avere ottenuto l'autorizzazione delle autorità cinesi al lancio di Apple Intelligence nel Paese.
In Europa la seduta si è chiusa con un andamento meno brillante. I rendimenti obbligazionari hanno continuato a salire per effetto delle persistenti preoccupazioni sull'inflazione. Pur in presenza di un petrolio più stabile, i prezzi del gas naturale hanno continuato a crescere, con i future europei che hanno raggiunto un nuovo massimo degli ultimi tre mesi. Sul mercato azionario lo Stoxx 600 è riuscito comunque a chiudere in rialzo del +0,1%, mentre il Dax ha perso il -0,6% e il Ftse Mib il -0,9%.
Nel Regno Unito l'attenzione si è concentrata anche sulle indiscrezioni relative al futuro governo. Con Andy Burnham destinato a diventare primo ministro la prossima settimana, il Financial Times ha riferito che il ruolo di cancelliere dello Scacchiere dovrebbe essere affidato all'attuale ministra dell'Interno Shabana Mahmood.
ASIA E RESTO DEL MONDO
Le vendite sui produttori di semiconduttori hanno continuato a condizionare anche i mercati asiatici. Il Kospi perde il -6,6% e si avvia verso i minimi degli ultimi due mesi, dopo avere ceduto oltre il -25% rispetto ai massimi raggiunti meno di un mese fa. In calo anche il Nikkei, che arretra del -2,5%, mentre in Cina il CSI 300 perde il -0,9% e lo Shanghai Composite il -0,8%. Fa eccezione l'Hang Seng, che avanza del +1,9%.
Sempre in Asia, la Bank of Korea ha deciso di aumentare il costo del denaro per la prima volta dal 2023, alzando i tassi di 25 punti base fino al 2,75%, in linea con le attese del mercato. Nel comunicato l'istituto centrale ha spiegato che l'inflazione dovrebbe rimanere al di sopra dell'obiettivo ancora per un periodo prolungato e che la crescita economica del 2026 dovrebbe superare in misura significativa la previsione del +2,6% formulata nel mese di maggio. La banca centrale ha inoltre lasciato intendere che saranno probabilmente necessari ulteriori rialzi dei tassi.
In Canada, la banca centrale ha invece lasciato invariato il costo del denaro, come previsto dal consenso. Il comunicato ha evidenziato che l'economia sta mostrando segnali di miglioramento.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,90%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 78 punti base.
I dati sull'inflazione statunitense, risultati inferiori alle attese, hanno quasi azzerato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di questo mese. Le probabilità implicite di una stretta sono infatti scese al 10%, rispetto al 43% registrato all'inizio del mese.
Il rallentamento dell'inflazione potrebbe però rivelarsi di breve durata se le quotazioni del petrolio continueranno a salire per effetto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, uno scenario che rischia di alimentare nuove pressioni sui prezzi.
Sul mercato primario dell'Eurozona, la giornata sarà caratterizzata anche dalle aste di titoli di Stato di Francia e Spagna, che offriranno rispettivamente fino a 14 miliardi di euro e 6 miliardi di euro di titoli a medio-lungo termine.
PETROLIO
Il petrolio consolida i recenti rialzi dopo tre sedute consecutive di forti guadagni, mentre gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro l'Iran in risposta alla serie di assalti condotti da Teheran contro le navi commerciali nel corso della settimana. Il Brent viene scambiato sotto gli 85 dollari al barile dopo aver guadagnato il +12% nelle tre sedute precedenti, mentre il West Texas Intermediate resta sotto gli 80 dollari al barile. Le forze armate statunitensi hanno portato a termine nuovi raid sul territorio iraniano e hanno colpito una superpetroliera nei pressi del principale terminal di esportazione della Repubblica Islamica, situato nel cuore del Golfo Persico. In precedenza l'Iran aveva attaccato diverse imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, alimentando le preoccupazioni tra gli armatori e provocando una riduzione del traffico marittimo osservato.
Le quotazioni del greggio hanno raggiunto i livelli più elevati dell'ultimo mese, recuperando parte della flessione di circa il -30% registrata nel secondo trimestre. L'inasprimento del conflitto ha riportato al centro dell'attenzione i rischi per le forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico. A questo scenario si aggiungono i continui attacchi dell'Ucraina contro impianti russi per la produzione di carburanti e contro petroliere, episodi che aumentano ulteriormente le preoccupazioni per l'offerta globale di energia.
`Non solo abbiamo di nuovo perso lo Stretto di Hormuz, ma stiamo perdendo anche il petrolio e le raffinerie russe`, ha dichiarato Jeff Currie, senior adviser di Carlyle Group. Secondo Currie, la situazione del mercato energetico è diventata estremamente critica.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di intensificare i bombardamenti contro l'Iran fino a quando Teheran non interromperà gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e non consentirà la riapertura del passaggio strategico. Il Wall Street Journal ha riferito che Trump starebbe valutando un ampliamento delle operazioni militari e avrebbe discusso anche l'ipotesi di assumere il controllo di Kharg Island, sede del principale terminal di esportazione del petrolio iraniano.
Da parte iraniana non emergono segnali di un possibile allentamento delle tensioni. I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato ieri che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non interromperanno gli attacchi militari e il blocco imposto ai porti iraniani.
Secondo il direttore esecutivo dell'International Energy Agency, Fatih Birol, l'economia mondiale rischia di affrontare una nuova fase di forte difficoltà se il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz non verrà ripristinato entro poche settimane. Lo ha affermato nel corso di un'intervista rilasciata a Bloomberg TV.
Gli attacchi condotti recentemente dall'Iran contro le petroliere stanno compromettendo anche il sistema dei cosiddetti shuttle transfer, attraverso il quale il greggio viene trasferito da una nave all'altra al di fuori dello Stretto di Hormuz. Questa modalità era diventata una soluzione fondamentale per diversi Paesi del Golfo, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, durante il conflitto, anche se l'attuale interruzione potrebbe rivelarsi temporanea.
Secondo gli analisti di RBC Capital Markets, la media mobile a sette giorni dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuita di 4,6 milioni di barili al giorno, attestandosi a 3,9 milioni di barili giornalieri dalla ripresa delle ostilità avvenuta una settimana fa. Il calo riflette il fallimento del cessate il fuoco, la ripresa degli attacchi iraniani e il ritorno del blocco navale statunitense.
Gli stessi analisti ritengono che, anche nell'ipotesi di una successiva riduzione della pressione militare da parte degli Stati Uniti, il traffico nello Stretto di Hormuz difficilmente tornerà ai livelli precedenti al conflitto fino a quando gli armatori continueranno a confrontarsi con il rischio rappresentato da mine, missili, droni e dagli eventuali pedaggi imposti da Teheran.
Anche John Woods di Lombard Odier ritiene che il mercato finirà per adattarsi a questo nuovo scenario anziché attendersi un rapido ritorno alla normalità. L'analista ha spiegato che è probabile assistere a interruzioni periodiche e di carattere semi-permanente nei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, una condizione con cui il mercato dovrà imparare a convivere. Secondo Woods, il Brent potrebbe incorporare in modo stabile un premio compreso tra 5 e 15 dollari al barile rispetto ai livelli precedenti.
Nonostante il deterioramento della situazione, il traffico marittimo non si è completamente fermato. Il portavoce del Central Command statunitense, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che nella notte di martedì il numero dei transiti assistiti dalle forze americane è tornato in doppia cifra. Delle circa 300 navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ultima settimana, quasi la metà ha ricevuto supporto operativo dagli Stati Uniti.
Negli Stati Uniti, i dati diffusi ieri dall'Energy Information Administration mostrano che le scorte di greggio sono diminuite di quasi 1,7 milioni di barili nella scorsa settimana grazie all'aumento delle esportazioni, pur restando inferiori ai livelli medi registrati prima dell'inizio del conflitto. Le riserve presenti nel centro di stoccaggio di Cushing, in Oklahoma, punto di consegna del West Texas Intermediate, sono invece tornate sopra la soglia dei 20 milioni di barili, livello generalmente considerato il minimo operativo dell'hub.
ORO
L'oro torna a perdere terreno e cancella il moderato recupero registrato nella seduta precedente, mentre l'escalation delle tensioni in Medio Oriente rafforza i timori che i prezzi dell'energia possano rimanere elevati più a lungo, alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Il metallo prezioso arriva a cedere fino al -0,9%, scendendo in prossimità dei 4.025 dollari l'oncia, dopo che gli Stati Uniti hanno completato un nuovo ciclo di attacchi contro l'Iran. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i bombardamenti proseguiranno fino a quando Teheran non interromperà gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e non riaprirà il passaggio marittimo. L'accordo di pace provvisorio firmato il mese scorso appare ormai vicino al definitivo fallimento.
Nelle ultime settimane l'oro ha continuato a oscillare intorno alla soglia dei 4.000 dollari l'oncia, dopo aver archiviato il secondo trimestre con una perdita del -14%, la peggiore dal 2013. La correzione è stata determinata dal rafforzarsi delle aspettative che la Federal Reserve possa aumentare i tassi di interesse per contrastare le pressioni inflazionistiche alimentate dal conflitto, uno scenario generalmente sfavorevole per un'attività finanziaria che non offre rendimenti.
I dati diffusi ieri sull'inflazione alla produzione negli Stati Uniti hanno mostrato che la componente core dei prezzi a giugno è cresciuta meno delle attese, indicando un rallentamento delle pressioni inflazionistiche prima dell'ultima escalation in Medio Oriente. Questo andamento potrebbe concedere alla Federal Reserve più tempo per valutare le prossime decisioni di politica monetaria, anche se il beneficio rischia di essere limitato dalla nuova impennata delle tensioni geopolitiche. Nella stessa giornata il petrolio ha infatti esteso il rialzo per la quarta seduta consecutiva.
Il presidente della Fed Kevin Warsh ha ribadito che un rialzo dei tassi resta una delle opzioni disponibili per mantenere sotto controllo l'inflazione, pur sottolineando la volontà di procedere con prudenza. Nel corso dell'audizione davanti ai parlamentari di mercoledì, Warsh ha inoltre respinto l'ipotesi che il forte aumento degli investimenti nell'intelligenza artificiale stia alimentando direttamente l'inflazione e ha affermato di avere più volte ricordato al presidente Donald Trump l'indipendenza della banca centrale.
All'interno della Federal Reserve continuano a emergere valutazioni differenti sull'approccio più efficace per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. La governatrice Lisa Cook ha dichiarato ieri di essere pronta ad agire qualora nei prossimi mesi non dovessero emergere segnali convincenti di disinflazione. Di diverso avviso il presidente della Fed di New York, John Williams, secondo cui l'attuale livello dei tassi di interesse è adeguatamente posizionato per consentire alla banca centrale di raggiungere il proprio obiettivo.
Per il mercato dell'oro, `il quadro tecnico complessivo resta fragile`, ha dichiarato Li Xing Gan, strategist della società di intermediazione Exness. Secondo l'analista, una rottura stabile al di sotto della soglia psicologica dei 4.000 dollari l'oncia rafforzerebbe il momentum ribassista e aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda verso i minimi registrati nel mese di giugno.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
in Italia l'Istat pubblicherà alle 10:00 la lettura definitiva dei prezzi al consumo di giugno. Il consenso prevede un dato invariato su base mensile e una crescita del +3,0% su base annua. Alla stessa ora sarà diffusa anche la lettura definitiva dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo, atteso in aumento del +0,1% su mese e del +3,1% su anno.
Alle 11:00 l'Istat diffonderà inoltre i dati di maggio sulla bilancia commerciale con i Paesi dell'Unione europea e sulla bilancia commerciale complessiva.
Nella Zona euro, sempre alle 11:00, è attesa la pubblicazione della bilancia commerciale di maggio. Il consenso stima un saldo negativo di 1,6 miliardi di euro. Contestualmente sarà diffuso anche il dato relativo alla bilancia commerciale totale.
Negli Stati Uniti, alle 14:30, saranno resi noti i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, attese a 217.000, l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia di luglio, previsto a 13, e le vendite al dettaglio di giugno, per le quali il consenso indica una crescita del +0,2% su base mensile.
Sono inoltre previsti gli interventi dei rappresentanti della Federal Reserve Logan e Schmid. Sul versante societario saranno diffusi i risultati trimestrali di Netflix, Morgan Stanley e Johnson & Johnson.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
BANCA MPS. È attesa la riunione del consiglio di amministrazione della banca senese, chiamato a esprimere una prima valutazione sull'offerta presentata da Intesa Sanpaolo.
UNICREDIT. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che il governo federale non sta ostacolando un'eventuale fusione o acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit, pur precisando di non condividere le modalità con cui l'operazione è stata condotta.
S&P Global ha confermato l'outlook su UniCredit dopo l'offerta lanciata su Commerzbank, sottolineando che l'integrazione delle attività dell'istituto tedesco potrebbe consentire un miglioramento del rating fino a due livelli al di sopra di quello sovrano dell'Italia, attualmente pari a `BBB+` con outlook positivo.
ENI. L'amministratore delegato Claudio Descalzi interverrà oggi, alle ore 13:30, davanti a una commissione parlamentare.
SESA. È previsto oggi il consiglio di amministrazione dedicato all'approvazione del bilancio, cui seguirà la presentazione dei risultati agli analisti finanziari.
STAR7. La società ha comunicato che Anima Sgr ha ridotto la propria partecipazione al di sotto della soglia del 10% in data 9 luglio, uscendo così dal capitale rilevante della società.
BRAGA MORO. La società ha annunciato che, a seguito del completamento dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Power Conversion Holding, le azioni saranno revocate dalle negoziazioni su Euronext Growth a partire dal 22 luglio.
A livello internazionale sono da monitorare:
ABB. Il gruppo svizzero ha raggiunto un accordo per acquisire la britannica Rotork, attiva nella produzione di componenti industriali, in un'operazione che valuta la società circa 5,5 miliardi di dollari di enterprise value. L'acquisizione punta a rafforzare il business dell'automazione di ABB.
SYNGENTA. L'offerta pubblica iniziale da 5 miliardi di dollari prevista a Hong Kong potrebbe subire un rinvio. Secondo fonti vicine al dossier, il gruppo attivo nei sementi e nei pesticidi preferisce attendere condizioni più favorevoli per il settore agricolo prima di procedere con la quotazione.

di Francesco Sicuro














































