STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un ribasso del -0,1%. Poco mossi anche i futures sull’S&P 500 (-0,1%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,2%).
I mercati globali hanno avviato il terzo trimestre con un andamento incerto, caratterizzato da un arretramento sia dell'obbligazionario sia dell'azionario. A pesare è stato soprattutto il nuovo calo del comparto dei semiconduttori, con il Philadelphia Semiconductor Index in ribasso del -6,3%. A influenzare il sentiment hanno contribuito anche alcuni dati macro statunitensi inferiori alle attese, mentre lo S&P 500 ha chiuso in calo del -0,2% e lo Stoxx 600 ha perso il -0,4%. Al di fuori del comparto tecnologico, il quadro si presenta più favorevole. Lo S&P 500 Equal Weight ha infatti aggiornato un nuovo massimo storico con un rialzo del +0,2%, sostenuto dal ridimensionamento delle aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed.
Uno degli elementi che ha sostenuto il sentiment è arrivato dalle dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, intervenuto al Forum della Bce di Sintra. Pur evitando di fornire indicazioni sulle prossime decisioni di politica monetaria, Warsh ha affermato che i rischi legati all'inflazione si sono ridotti, ribadendo allo stesso tempo l'impegno della banca centrale a garantire la stabilità dei prezzi. Le sue parole hanno spinto gli operatori a ridurre le aspettative di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio: la probabilità implicita è scesa dal 34% al 27% nell'arco della giornata. Anche le attese per la fine dell'anno sono diminuite, con il mercato che prezza ora appena 36 punti base di rialzi entro dicembre, in calo di -1,4 punti base.
A rafforzare questa revisione hanno contribuito anche gli ultimi dati macro statunitensi, risultati nel complesso più deboli delle attese. A giugno il rapporto ADP ha evidenziato la creazione di 98.000 posti di lavoro nel settore privato, contro una previsione di 120.000. L'indice ISM manifatturiero è sceso a 53,3 punti dai 53,9 attesi, mentre la componente relativa ai prezzi pagati è arretrata ai minimi degli ultimi quattro mesi, attestandosi a 73,0.
L'attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati sul mercato del lavoro statunitense, in programma oggi pomeriggio. Gli ultimi tre report sull'occupazione hanno sorpreso positivamente, portando la media trimestrale dei nuovi occupati a +188.000 unità, il livello più elevato degli ultimi due anni. Gli economisti prevedono per giugno una crescita di +75.000 posti di lavoro, riflettendo un rallentamento dopo la forte espansione registrata nei comparti pubblico e turistico nel mese precedente. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,3%, livello mantenuto negli ultimi tre mesi.
Nell'Eurozona il dato preliminare sull'inflazione di giugno ha sorpreso al ribasso. L'indice generale è sceso al +2,8% annuo rispetto al +3,0% previsto dal consenso, mentre la componente core è rallentata al +2,4% contro attese pari al +2,5%. La pubblicazione ha alimentato l'ipotesi di una Bce meno aggressiva nei prossimi mesi. Alla chiusura della seduta il mercato prezzava appena 19 punti base di rialzi entro dicembre, in calo di -4,3 punti base rispetto al giorno precedente. Nella seduta odierna le attese si sono ulteriormente ridotte a 18 punti base, uno scenario che implica una probabilità di circa un quarto che la Bce non proceda ad alcun ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell'anno.
Anche Christine Lagarde è intervenuta nel panel di Sintra insieme a Kevin Warsh, senza fornire indicazioni capaci di orientare in modo significativo i mercati. La presidente della Bce ha osservato che i rischi di un'inflazione più elevata e quelli di una crescita economica più debole appaiono oggi più equilibrati rispetto a poche settimane fa.
Il ridimensionamento delle aspettative sull'inflazione è stato favorito anche dal nuovo calo del petrolio, dopo le indicazioni positive emerse dai colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi martedì in Qatar. Donald Trump ha dichiarato che gli incontri sono stati molto positivi, mentre l'agenzia AFP ha riferito che funzionari statunitensi e iraniani hanno avviato colloqui tecnici indiretti con la mediazione del Qatar. Successivamente il vicepresidente JD Vance ha confermato che i negoziatori di Washington stanno discutendo con rappresentanti iraniani, qatarioti e di altri Paesi a Doha per definire i dettagli dell'intesa. L'evoluzione dei negoziati ha favorito il calo delle quotazioni del greggio e una riduzione delle preoccupazioni sull'inflazione.
Negli Stati Uniti è arrivata anche una novità sul piano commerciale. L'amministrazione americana ha annunciato che l'accordo USMCA non sarà rinnovato automaticamente e sarà invece sottoposto a revisioni annuali. L'intesa attuale prevedeva la possibilità di prorogarne la durata di altri sedici anni con il consenso unanime dei Paesi firmatari. Il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha spiegato che Washington non intende approvare automaticamente il rinnovo, sottolineando l'esistenza di questioni sostanziali ancora aperte. L'accordo resterà comunque in vigore per altri dieci anni, salvo un eventuale recesso anticipato di una delle parti, avviando così il conto alla rovescia verso la scadenza del 2036 in assenza di una nuova intesa.
ASIA
In Asia prevalgono ancora le vendite, anche se molti listini hanno recuperato parte delle perdite iniziali. Il Kospi cede il -5,1% e il Nikkei limita il ribasso al -1,6% dopo aver ceduto fino al -2,6% nelle prime fasi della seduta. Il CSI 300 perde il -1,9%, dopo essere arrivato a lasciare sul terreno il -2,5%. Restano invece in territorio positivo l'Hang Seng, in rialzo del +1,2%, e il Topix giapponese, che avanza del +0,6%.
Le autorità giapponesi si preparano a modificare radicalmente la strategia di intervento sul mercato valutario, puntando a rendere meno prevedibili eventuali operazioni di sostegno allo yen. Secondo due fonti vicine al dossier citate da Reuters, Tokyo intende abbandonare la prassi di preparare il mercato con segnali e avvertimenti preliminari, scegliendo invece di intervenire senza preavviso per cogliere di sorpresa gli operatori e aumentare il costo delle posizioni speculative ribassiste sulla valuta.
A differenza di quanto avvenuto in passato, quando il ministero delle Finanze anticipava spesso la possibilità di un intervento attraverso dichiarazioni mirate, la nuova strategia prevede la possibilità di agire direttamente contro le operazioni speculative senza fornire indicazioni preventive. L'obiettivo è anche quello di evitare qualsiasi riferimento a livelli di cambio specifici che possano essere interpretati dal mercato come soglie oltre le quali scatterebbe un intervento ufficiale.
Secondo le fonti, questo cambio di approccio riflette una linea più aggressiva, nella quale il silenzio delle autorità diventa uno strumento per mantenere gli operatori nell'incertezza e scoraggiare le scommesse contro la valuta giapponese. Le stesse fonti spiegano che aumenta quindi il rischio di interventi improvvisi, determinati più dall'accumulo di posizioni speculative ribassiste sullo yen che dal raggiungimento di un determinato livello del cambio. Altre due fonti hanno aggiunto che l'atteggiamento del ministero delle Finanze, insieme all'attuale orientamento restrittivo della Bank of Japan, evidenzia uno sforzo coordinato delle autorità per contrastare le pressioni ribassiste sulla valuta nipponica.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,67%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 73 punti base.
Sul mercato primario è prevista una nuova tornata di collocamenti da parte di Francia e Spagna, che complessivamente offriranno agli investitori fino a 20 miliardi di euro di titoli di Stato a medio e lungo termine.
Il Tesoro francese metterà all'asta fino a 14 miliardi di euro attraverso la riapertura di quattro OAT con scadenza maggio 2036, novembre 2036, aprile 2041 e maggio 2046.
La Spagna offrirà invece fino a 6 miliardi di euro di Bonos nominali con scadenza maggio 2031, aprile 2034 e ottobre 2036, ai quali si aggiungeranno tra 250 e 750 milioni di euro di titoli indicizzati all'inflazione con scadenza novembre 2036.
PETROLIO
Le quotazioni del petrolio registrano la terza seduta consecutiva di ribasso, sostenute dall'aumento dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e dai segnali di avanzamento dei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. Il Brent con consegna a settembre scende sotto i 71 dollari al barile dopo aver perso oltre il -3% nelle due sedute precedenti, mentre il West Texas Intermediate si mantiene in area 68 dollari al barile. Secondo un funzionario statunitense, i flussi di greggio attraverso il passaggio strategico hanno ormai superato i 10 milioni di barili al giorno, evidenziando la limitata capacità di Teheran di interrompere il traffico marittimo. Il presidente Donald Trump ha inoltre espresso soddisfazione per i progressi compiuti nei negoziati.
Il Qatar ha comunicato che il prossimo incontro tra le parti sarà fissato nel più breve tempo possibile dopo le cerimonie funebri dedicate all'ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso in un attacco aereo all'inizio del conflitto. Secondo i media statali iraniani, le commemorazioni prenderanno il via il 4 luglio e proseguiranno per diversi giorni.
Il greggio amplia così le perdite dopo aver archiviato il peggior trimestre dal 2020. Nonostante gli attacchi reciproci registrati nel fine settimana, i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, collegamento fondamentale tra i produttori del Golfo Persico e i mercati internazionali, hanno continuato a crescere. L'offerta complessiva resta ancora condizionata dal conflitto, ma le esportazioni degli Emirati Arabi Uniti sono già tornate sui livelli precedenti alla guerra grazie a soluzioni alternative, mentre le principali qualità di greggio statunitense sono scese a trattare con uno sconto a causa del calo della domanda di petrolio americano.
Secondo Saul Kavonic, senior energy analyst di MST Marquee, i prezzi continuano a diminuire perché l'aumento dei flussi di petrolio in uscita dallo Stretto di Hormuz coincide con il rilascio delle riserve strategiche e con una domanda più contenuta, mentre le nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti restano, almeno per il momento, circoscritte. L'analista fa riferimento ai milioni di barili provenienti dalle riserve petrolifere strategiche utilizzati da diversi Paesi per compensare la perdita di forniture dal Golfo Persico.
Kavonic osserva inoltre che i Guardiani della Rivoluzione iraniani potrebbero essere riluttanti a rinunciare al controllo dello Stretto di Hormuz, poiché la capacità di condizionare il traffico attraverso questa via marittima rappresenta uno dei principali strumenti di pressione a disposizione dell'Iran.
In vista della ripresa dei colloqui in Qatar, Teheran ha ribadito la volontà di mantenere il controllo del traffico navale nello Stretto di Hormuz, confermando che restano aperti alcuni dei principali nodi del negoziato, tra cui il programma nucleare iraniano e il conflitto in Libano, questioni che continuano a complicare il confronto durante la finestra di cessate il fuoco di 60 giorni. Donald Trump ha inoltre ribadito ai giornalisti, durante un incontro in Virginia, che l'Iran non potrà dotarsi di un'arma nucleare.
Negli Stati Uniti le scorte complessive di petrolio sono scese ai livelli più bassi da marzo 2025. Le riserve, escluse quelle strategiche, si attestano intorno a 1,2 miliardi di barili dopo dodici settimane consecutive di diminuzione.
ORO
L'oro prosegue il recupero dopo le dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, che hanno ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi d'interesse negli Stati Uniti nel corso dell'anno per contrastare l'inflazione. Il metallo prezioso arriva a guadagnare fino al +0,9%, portandosi in area 4.066 dollari l'oncia dopo aver chiuso la seduta precedente con un progresso del +0,6%, interrompendo una serie di due giornate consecutive di ribasso. Le parole di Warsh, giudicate meno restrittive rispetto alle attese durante il Forum della Bce in Portogallo, hanno attenuato le preoccupazioni degli investitori sulle prossime mosse della Fed, dopo che il conflitto tra Iran e Stati Uniti aveva alimentato il rialzo dei prezzi dell'energia e delle aspettative d'inflazione. Un contesto di tassi più elevati rappresenta un elemento sfavorevole per un'attività priva di rendimento come l'oro.
Nel suo intervento, Kevin Warsh ha ribadito anche il messaggio già espresso durante la prima conferenza stampa da presidente della Fed, confermando l'impegno della banca centrale a garantire la stabilità dei prezzi e a riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%.
Secondo Ahmad Assiri, analista di Pepperstone Group, il sentiment rimane complessivamente favorevole all'oro. L'analista osserva comunque che il dollaro continua a mantenersi su livelli elevati e che i rendimenti dei Treasury hanno recuperato gran parte del precedente calo, segnale che il mercato non ha ancora una visione chiara dell'orientamento futuro di Kevin Warsh, anche perché il presidente della Fed continua a non fornire indicazioni preventive sulle prossime decisioni di politica monetaria.
Gli ultimi dati macro delineano un quadro contrastato dell'economia statunitense. A giugno l'attività manifatturiera si è espansa per il sesto mese consecutivo, pur mostrando un ritmo di crescita più contenuto. Nello stesso tempo, la creazione di posti di lavoro nel settore privato si è mantenuta solida, completando il miglior trimestre per l'occupazione da oltre un anno. L'attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati ufficiali sul mercato del lavoro statunitense, attesi oggi pomeriggio, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive della politica monetaria della Fed.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
Alle 10:00 l'Istat diffonderà i dati sull'occupazione relativi al mese di maggio. Il consenso prevede un tasso di disoccupazione stabile al 5,1%, invariato rispetto ad aprile.
Negli Stati Uniti, in vista della chiusura dei mercati di domani per l'Independence Day, saranno pubblicati con un giorno di anticipo i principali dati mensili sul mercato del lavoro. Secondo la mediana delle stime raccolte da Reuters, a giugno l'economia americana dovrebbe aver creato 110.000 nuovi posti di lavoro, in rallentamento rispetto ai 172.000 del mese precedente. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,3%, mentre i salari medi orari dovrebbero registrare una crescita del +0,3% su base mensile e del +3,5% rispetto a un anno prima.
Le indicazioni diffuse ieri hanno fornito un quadro contrastato. Il rapporto Challenger ha evidenziato un netto calo dei licenziamenti annunciati a giugno, scesi a 45.849 dai 97.006 di maggio. Di segno meno incoraggiante il rapporto ADP, che ha rilevato nel settore privato un aumento di 98.000 occupati nel mese di giugno, al di sotto delle attese del mercato pari a 118.000.
Sono inoltre previsti gli interventi di Mary Daly della Fed, José Luis Escrivá e Piero Cipollone della Bce e Catherine Mann della Bank of England.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
BANCO BPM, UNICREDIT. Il fondo Davide Leone & Partners, titolare di una partecipazione di circa il 5% in Banco Bpm, ritiene che i possibili partner industriali della banca possano essere Crédit Agricole Italia oppure UniCredit. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Davide Leone ha spiegato che il fondo sostiene qualsiasi operazione di mercato che abbia come priorità la tutela e la valorizzazione della rete commerciale e del marchio di Banco Bpm. Riguardo all'offerta promossa da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, Leone ha affermato di considerarla la soluzione migliore, sottolineando che consentirebbe di preservare sia il brand della banca senese sia, auspicabilmente, il suo attuale management.
UNICREDIT. Secondo fonti concordanti riportate da La Repubblica, le adesioni all'offerta pubblica di scambio lanciata su Commerzbank dovrebbero attestarsi intorno al 15%, in aumento rispetto a poco più del 12,5% registrato una settimana prima. Sommando questa quota alla partecipazione già detenuta del 26,7% e al 3,22% rappresentato da strumenti derivati con diritti di voto, UniCredit arriverebbe a controllare circa il 45% dell'istituto tedesco. Una posizione che consentirebbe al gruppo italiano di esercitare un ruolo determinante nell'assemblea prevista per aprile 2027, chiamata a rinnovare gli organi di vertice della banca.
STELLANTIS. A giugno il gruppo ha immatricolato in Italia 39.733 autovetture, con un incremento del +22,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. La quota di mercato si è attestata al 27,1%, secondo le elaborazioni di Reuters sui dati diffusi dal Ministero dei Trasporti. Nello stesso periodo, il mercato automobilistico italiano ha registrato 146.423 immatricolazioni, in crescita del +10,6% su base annua.
TREVI, ICOP. Trevi ha precisato che l'offerta pubblica di scambio promossa da Icop non è stata né richiesta, né discussa o concordata preventivamente con la società. Il gruppo ha aggiunto di aver avviato tutte le attività necessarie per valutare l'operazione e adempiere agli obblighi previsti.
CIR. Il programma di riacquisto di azioni proprie fino a un valore massimo di 70 milioni di euro prenderà il via il prossimo 3 agosto.
A livello internazionale sono da monitorare:
OPENAI. Secondo il Financial Times, OpenAI avrebbe avviato colloqui per valutare l'assegnazione al governo degli Stati Uniti di una partecipazione pari al 5% del capitale della società che sviluppa ChatGPT. L'indiscrezione cita due fonti a conoscenza delle discussioni.
META PLATFORMS. La società sta sviluppando un progetto per entrare nel mercato delle infrastrutture cloud dedicate all'intelligenza artificiale. L'obiettivo è offrire a clienti esterni capacità di calcolo e modelli di IA, entrando così in concorrenza diretta con operatori come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud.
ALPHABET. Google è stata condannata a versare quasi 2 miliardi di dollari all'unità Pricerunner del gruppo Klarna, nell'ambito di una controversia relativa all'abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi di comparazione prezzi attraverso il motore di ricerca.
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di Francesco Sicuro















































