STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un ribasso del -0,1%. Positivi invece i futures sull’S&P 500 (+0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,6%), mostrando un recupero dopo la debolezza del comparto tecnologico registrata ieri.
I mercati hanno vissuto un’altra seduta caratterizzata da un clima più disteso dopo che il conflitto in Medio Oriente sembra avviato verso una conclusione. Nelle ultime ore è emersa una bozza di accordo di pace in 14 punti tra Stati Uniti e Iran, riportata da Bloomberg, che delinea un ampio pacchetto di de-escalation basato su un cessate il fuoco permanente, sulla rimozione del blocco navale statunitense e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz con l’obiettivo di riportare il traffico ai livelli precedenti alla guerra entro circa 30 giorni. La bozza prevede inoltre deroghe immediate alle esportazioni iraniane di petrolio e prodotti petrolchimici al momento della firma, accompagnate da un più ampio programma di incentivi finanziari che comprende l’accesso agli asset congelati all’estero, con tempistiche ancora da definire, e un piano di sviluppo da circa 300 miliardi di dollari finanziato da capitali esterni. In cambio, Teheran ribadirebbe l’impegno a non sviluppare armi nucleari e a neutralizzare il materiale arricchito, mentre le questioni centrali relative al programma nucleare verrebbero affrontate in una seconda fase negoziale della durata di 60 giorni. I benefici previsti dall’accordo restano subordinati al rispetto degli impegni assunti e numerosi dettagli devono ancora essere definiti prima della firma ufficiale prevista venerdì in Svizzera, confermando che si tratta ancora di un memorandum d’intesa e non di un accordo definitivo.
Prima dei movimenti notturni, i mercati globali avevano archiviato un’altra seduta positiva, pur con una marcata debolezza del settore dei semiconduttori negli Stati Uniti. Il principale fattore di sostegno è rimasto l’evoluzione dei negoziati tra Washington e Teheran. Ulteriori segnali di allentamento delle tensioni sono arrivati dal passaggio di petroliere iraniane attraverso il blocco navale con sistemi di localizzazione attivi per la prima volta da aprile.
La discesa dei prezzi energetici ha sostenuto soprattutto gli asset europei, più esposti agli effetti dello shock energetico. Lo Stoxx 600 ha guadagnato il +0,3%, mentre il Ftse Mib ha segnato un progresso del +1,2%, aggiornando i massimi storici insieme al Ftse 100, che ha chiuso in rialzo del +0,6%.
Negli Stati Uniti l’andamento è stato più eterogeneo. La debolezza del comparto dei chip ha pesato sull’S&P 500, in calo del -0,6%, e sul Nasdaq, che ha perso il -1,2%. L’indice Philadelphia Semiconductor ha ceduto il -5,7% dopo aver raggiunto un record storico nella seduta precedente e dopo un balzo del +15,5% nelle tre sessioni precedenti.
Nonostante il calo delle quotazioni energetiche, restano presenti timori sulle prospettive inflazionistiche. Il capo economista della Bce Philip Lane ha ricordato che l’impatto di quattro mesi di prezzi energetici elevati continua a trasmettersi all’economia reale. Lane ha sottolineato che gli effetti indiretti interesseranno alimentari, beni e servizi sia quest’anno sia nel prossimo. Alla luce di queste valutazioni, il mercato continua a incorporare pienamente un secondo rialzo dei tassi da parte della Bce entro la fine dell’anno, dopo quello deciso la scorsa settimana.
L’attenzione degli investitori è ora concentrata sulla Fed, che oggi annuncerà la propria decisione di politica monetaria nella prima riunione guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Il consenso prevede tassi invariati, ma l’esordio di un nuovo presidente viene spesso accompagnato da una maggiore volatilità, poiché il mercato cerca di comprendere stile comunicativo e funzione di reazione della banca centrale. Gli economisti si attendono che il comunicato elimini il riferimento a una possibile futura riduzione dei tassi e che il dot plot non indichi più un taglio entro la fine dell’anno, come avveniva nelle proiezioni di marzo. In base alle dichiarazioni rilasciate in passato, Warsh dovrebbe evitare una comunicazione eccessivamente orientata alla forward guidance e una dipendenza dai dati di breve periodo. Le attese lo collocano in una posizione intermedia all’interno del comitato, senza sostenere tagli imminenti ma senza escludere ulteriori rialzi.
I futures sui Fed Funds incorporano attualmente 21 punti base di rialzi entro la fine dell’anno. Questa previsione è aumentata di 1,3 punti base nella seduta di ieri nonostante il generale rialzo del mercato obbligazionario, segnalando un ridimensionamento delle aspettative di una comunicazione particolarmente accomodante da parte del nuovo presidente della Fed.
Tra le altre notizie, il Parlamento europeo ha approvato l’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti raggiunto lo scorso anno con 440 voti favorevoli e 151 contrari. L’intesa, concordata inizialmente l’estate scorsa, aveva subito diversi rinvii nel processo di ratifica, compresi quelli verificatisi all’inizio dell’anno durante le tensioni legate alle dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia.
ASIA
I mercati azionari asiatici mostrano movimenti più contenuti. Il Nikkei sale del +0,9%, il Kospi avanza del +0,8% e l’S&P/ASX 200 guadagna il +0,5%. I listini della Cina continentale restano sostanzialmente invariati, mentre l’Hang Seng arretra del -0,4%.
In Giappone arrivano segnali di rafforzamento dell’attività economica e della fiducia delle imprese. Ad aprile gli ordinativi di macchinari, considerati un indicatore anticipatore degli investimenti delle aziende, hanno registrato una crescita dell’+8,7% su base mensile e del +15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente le attese degli analisti che indicavano rispettivamente un aumento del +0,9% e del +9,3%.
Anche il commercio estero ha mostrato risultati migliori delle previsioni. A maggio le esportazioni sono aumentate del +17% su base annua, segnando il nono mese consecutivo di crescita e superando il consenso fermo al +16,2%. Le importazioni sono salite del +12,5%, leggermente al di sotto del +12,8% atteso dal mercato. Il deficit commerciale del mese si è attestato a 378,7 miliardi di yen, inferiore al passivo di 564,6 miliardi previsto dagli economisti.
Indicazioni positive arrivano infine dall’indagine Tankan sulla fiducia delle imprese. A giugno l’indice relativo al comparto manifatturiero è salito a 13 punti dagli 8 della rilevazione precedente, mentre quello riferito al settore dei servizi è aumentato a 32 punti da 29, segnalando un miglioramento del sentiment in entrambe le principali aree dell’economia giapponese.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,62%, su livelli che restano vicini ai minimi delle ultime settimane, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 69 punti base.
Prosegue intanto il collocamento del nuovo Btp Italia Sì, il titolo indicizzato all’inflazione nazionale riservato esclusivamente agli investitori retail. La raccolta riparte oggi alle 9 per la terza giornata di offerta. Al termine della seconda seduta gli ordini complessivi hanno raggiunto 5,36 miliardi di euro.
Il titolo, con durata quinquennale, resterà in collocamento fino a venerdì salvo chiusura anticipata da parte del Tesoro. Il confronto con l’ultima emissione del Btp Italia, collocata nel maggio 2025, evidenzia una domanda al momento più contenuta: alla fine della terza giornata di quell’offerta gli ordini della clientela retail avevano infatti raggiunto 6,52 miliardi di euro.
Sul mercato primario prosegue l’attività di finanziamento dei governi dell’area euro. La Germania torna sul mercato con una riapertura del Bund con scadenza agosto 2053, mentre il Portogallo offrirà il proprio titolo di Stato con scadenza maggio 2027 per un importo massimo di 1,25 miliardi di euro.
PETROLIO
Il petrolio si avvia verso la più lunga serie negativa degli ultimi dieci mesi, penalizzato dalle crescenti aspettative che l’accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz possa liberare nuova offerta e rendere meno teso il mercato globale del greggio.
Il Brent arretra per la quinta seduta consecutiva e scende sotto i 79 dollari al barile, muovendosi vicino ai minimi degli ultimi tre mesi. Il West Texas Intermediate si attesta in area 76 dollari. L’intesa provvisoria, attesa alla firma venerdì, prevede per Teheran ampi incentivi finanziari, incluso il diritto di riprendere immediatamente le vendite di petrolio.
Le quotazioni del greggio hanno registrato una marcata correzione nelle ultime settimane, mentre i tentativi di chiudere il conflitto tra Washington e Teheran hanno alimentato l’aspettativa di un allentamento delle tensioni sui mercati energetici globali. Produttori, compagnie di navigazione e trader stanno ora valutando la solidità dell’accordo e i tempi necessari per ripristinare in modo stabile il transito delle navi attraverso il passaggio strategico di Hormuz.
Secondo Dennis Kissler di BOK Financial Securities, la maggior parte degli operatori ritiene che nelle prime settimane le operazioni navali statunitensi continueranno probabilmente a svolgere attività di scorta e che saranno presenti anche unità impegnate nello sminamento, rallentando il ritorno alla piena normalità del traffico. Kissler osserva che il mercato dei futures tende comunque a guardare oltre la fase immediata e, per il momento, considera in aumento le probabilità di una ripresa dei flussi petroliferi.
Sebbene i dettagli tecnici siano ancora in fase di definizione e alcune formulazioni possano essere modificate, una bozza di memorandum articolata in 14 punti offre il quadro più chiaro finora disponibile sull’intesa. Il documento dovrebbe aprire la strada a 60 giorni di colloqui finalizzati alla conclusione formale della guerra e all’introduzione di nuovi limiti rigorosi al programma nucleare iraniano.
Tra i punti della bozza figura l’obbligo per Teheran di garantire il passaggio delle navi mercantili e quello per gli Stati Uniti di rimuovere il proprio blocco sullo Stretto di Hormuz. Il passaggio collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano e, in tempo di pace, trasportava circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali.
Parash Jain di HSBC ha spiegato che il mercato si trova davanti a una ripresa graduale, non a un ritorno immediato alla normalità. Secondo Jain, le compagnie di navigazione vogliono evitare di impiegare due mesi per ridisegnare le rotte delle proprie flotte per poi doverle modificare di nuovo poco dopo.
La bozza del memorandum prevede anche l’impegno di Washington a concedere deroghe per le esportazioni di greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, insieme a tutti i servizi collegati, compresi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.
Il rapido allentamento del mercato si riflette nel netto restringimento del prompt spread del Brent, cioè la differenza tra i due contratti più vicini del benchmark. Oggi il differenziale è sceso a soli 20 centesimi al barile in backwardation. La struttura resta rialzista, con il contratto più vicino sopra quello successivo, ma il premio era arrivato a 9,65 dollari all’inizio di aprile, quando prevalevano i timori sulle forniture a breve termine.
Il calo del greggio ha contribuito a spingere al ribasso anche i prezzi dei prodotti raffinati, attenuando le pressioni inflazionistiche e il peso sui consumatori. Negli Stati Uniti il prezzo medio nazionale della benzina è tornato verso i 4 dollari al gallone dopo il picco superiore a 4,56 dollari registrato a maggio, secondo i dati dell’American Automobile Association.
L’impatto delle variazioni dei costi energetici sarà uno degli elementi valutati oggi dalla Fed, riunita per decidere sui tassi d’interesse. Per questo meeting non sono attese modifiche al costo del denaro.
Nonostante il mercato sconti ampiamente un ritorno dell’offerta, le scorte di greggio continuano a diminuire rapidamente. Secondo le stime di un gruppo industriale statunitense, le riserve americane sono scese di 8,3 milioni di barili nella scorsa settimana, con una flessione significativa anche nell’hub di Cushing, in Oklahoma. I dati ufficiali sono attesi oggi pomeriggio.
ORO
L’oro mantiene i guadagni accumulati nelle ultime sedute mentre Stati Uniti e Iran si preparano alla firma di un accordo di pace provvisorio che potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni inflazionistiche globali generate dal conflitto.
Il metallo prezioso tratta in area 4.325 dollari l’oncia dopo un progresso superiore al +6% nelle ultime quattro sedute. Emergono intanto nuovi dettagli finanziari relativi all’intesa tra Washington e Teheran, che consentirebbe alla Repubblica Islamica di riprendere immediatamente le esportazioni di petrolio e di ottenere in una fase successiva l’accesso agli asset congelati all’estero.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz potrà tornare pienamente operativo entro venerdì, anche se alcuni alleati europei continuano a esprimere cautela sui possibili rischi residui. La riapertura del passaggio marittimo contribuirebbe ad alleviare la crisi energetica che ha alimentato l’inflazione globale e spinto numerose banche centrali a mantenere invariati i tassi d’interesse o ad adottare ulteriori rialzi, uno scenario generalmente sfavorevole per l’oro, che non offre rendimenti.
L’attenzione degli investitori si sposta ora sulla riunione della Fed, attesa oggi in serata, la prima sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. I mercati cercheranno indicazioni sull’approccio che la banca centrale intende adottare nei confronti dei rischi inflazionistici. Le attese prevalenti indicano una conferma degli attuali livelli dei tassi.
Secondo gli analisti di Standard Chartered, il rafforzamento della correlazione tra l’oro e i rendimenti reali evidenzia come l’attenzione del mercato si stia progressivamente concentrando sulla riunione della Fed. Gli esperti ritengono che il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran favorisca la formazione di un livello di supporto per le quotazioni del metallo prezioso in tempi relativamente brevi.
Gli stessi analisti sottolineano che la volatilità potrebbe comunque restare elevata. A inizio mese l’oro è infatti sceso al di sotto della media mobile a 200 giorni, uno degli indicatori tecnici più monitorati dagli operatori per valutare il trend di lungo periodo, un elemento che continua a influenzare il comportamento degli investitori.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
Nell’agenda dell’Eurozona l’attenzione è rivolta alla pubblicazione dei dati finali sull’inflazione di maggio. Le attese indicano un aumento dello 0,1% su base mensile e del 3,2% su base annua per l’indice generale dei prezzi al consumo. Per l’inflazione core, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, il mercato prevede una crescita dello 0,3% rispetto ad aprile e del 2,3% su base annua.
Negli Stati Uniti sono attese le vendite al dettaglio di maggio, per le quali il consenso stima un incremento dello 0,5% su base mensile. In programma anche la pubblicazione delle scorte settimanali di greggio da parte dell’Eia, con una previsione di riduzione pari a 4,515 milioni di barili nella settimana conclusa il 12 giugno.
Sul fronte delle banche centrali, la Riksbank renderà nota la decisione di politica monetaria insieme al Rapporto di politica monetaria di giugno, seguita dalla conferenza stampa della banca centrale svedese.
La giornata sarà dominata soprattutto dalla Fed. Questa sera il Fomc comunicherà la decisione sui tassi d’interesse e diffonderà il relativo comunicato. A seguire è prevista la conferenza stampa del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, particolarmente attesa dai mercati per indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.
Prosegue a Evian-les-Bains il vertice del G7. Una dichiarazione dei leader ribadisce il pieno sostegno all’Ucraina, con l’impegno ad aumentare le forniture militari e ad accrescere la pressione economica sulla Russia. I Paesi del G7 hanno inoltre accolto positivamente l’accordo tra Stati Uniti e Iran, dichiarandosi pronti a sostenerne l’attuazione.
Nel documento finale viene riaffermato il principio della libertà di navigazione come elemento essenziale per il commercio globale. I leader sostengono inoltre un cessate il fuoco immediato in Libano e il disarmo di Hezbollah, ribadendo la contrarietà a modifiche unilaterali dello status quo, in particolare nell’area di Taiwan.
La Francia spinge per l’adozione di una strategia comune sui minerali critici che includa strumenti per ridurre la dipendenza dalla Cina e proteggere investitori e imprese occidentali da possibili ritorsioni commerciali e pratiche di dumping. Le restrizioni imposte da Pechino alle esportazioni di terre rare hanno infatti evidenziato la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento occidentali nei settori dell’energia, della difesa e della tecnologia.
Tra le misure allo studio figurano meccanismi di sostegno ai prezzi, definizione di standard di mercato, sussidi, programmi di acquisto garantito e incentivi per favorire investimenti e capacità produttiva al di fuori della Cina.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
UNICREDIT. UniCredit ha portato al 42,4% la propria partecipazione in Commerzbank al termine dell’offerta pubblica di scambio da 40 miliardi di euro annunciata a marzo e avviata il 5 maggio.
LEONARDO. Leonardo, insieme ai partner Diehl Defence e General Dynamics Ordnance and Tactical Systems, si è aggiudicata il programma ERAP (Extended Range Artillery Projectile), dedicato allo sviluppo di munizionamento d’artiglieria a lunga gittata.
LEONARDO. Il Consiglio dei ministri ha esercitato il golden power autorizzando con condizioni la costituzione della joint venture paritetica tra Leonardo e la società turca Baykar per la produzione di droni. La conferma arriva da una fonte vicina al dossier.
BANCO BPM, BFF. Banco BPM starebbe valutando un’operazione su Bff insieme ad Amco, il servicer controllato dal Tesoro, con una successiva suddivisione delle attività. Secondo quanto riportato da MF, Banco BPM manterrebbe il business dei pagamenti e della banca depositaria, mentre l’attività di factoring verso la pubblica amministrazione verrebbe trasferita ad Amco.
AEFFE. In vista dell’offerta di acquisizione da parte di Oxy Capital prevista entro la fine del mese, Aeffe avrebbe deciso di rinnovare la direzione creativa di Moschino. Secondo indiscrezioni raccolte da MF, Adrian Appiolaza avrebbe lasciato la guida stilistica della maison e sarebbe vicino l’arrivo di Loris Messina e Simone Rizzo, fondatori del marchio Sunnei, usciti dalla società lo scorso anno. La prima collezione della nuova direzione creativa dovrebbe debuttare nella stagione pre-fall 2027 o fall-winter 2027. Moschino, contattata dal quotidiano, non ha rilasciato dichiarazioni.
MAIRE. Nextchem, attraverso la controllata MyRechemical, ha ottenuto da SUSTAERO GP un accordo di licenza per un impianto canadese destinato alla produzione di Sustainable Aviation Fuel (SAF) da biomasse. L’entrata in funzione è prevista nel 2030 e la capacità iniziale potrà raggiungere 144.000 tonnellate annue di carburante sostenibile per l’aviazione, con la possibilità di espandere la produzione fino a quattro volte rispetto al livello di partenza.
A livello internazionale sono da monitorare:
ILLYCAFFÈ. Illycaffè starebbe preparando lo sbarco a Wall Street entro la fine del 2026 o nel primo trimestre del 2027. Secondo La Stampa, il gruppo sta lavorando con almeno tre advisor finanziari per individuare il momento più favorevole per l’ingresso sul mercato azionario statunitense.
SPACEX. SpaceX ha registrato una nuova seduta di forte crescita, superando Amazon per capitalizzazione e diventando il quinto titolo più grande al mondo per valore di mercato. Gli investitori retail della Corea del Sud hanno acquistato quasi 800 milioni di dollari di azioni SpaceX nella prima giornata di contrattazioni del titolo, confermando il forte interesse del mercato per la società guidata da Elon Musk.
SPACEX, CURSOR. SpaceX ha formalizzato l’acquisizione di Cursor, startup specializzata in strumenti di programmazione basati sull’intelligenza artificiale. L’operazione attribuisce a Cursor una valutazione di 60 miliardi di dollari e rafforza la strategia di Elon Musk nel settore dei software per lo sviluppo di codice.
KUAISHOU TECHNOLOGY. Kuaishou Technology sarebbe in trattative con General Atlantic per guidare il primo round di finanziamento della propria divisione dedicata all’intelligenza artificiale video, con l’obiettivo di assicurarsi un investitore statunitense di rilievo in vista di una futura quotazione.
ANTHROPIC. Il segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick ha avvertito Anthropic che sarà necessario ottenere l’autorizzazione del governo per consentire l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati a cittadini stranieri. Nella comunicazione, visionata da Bloomberg, vengono prospettate sanzioni civili e penali in caso di mancato rispetto delle disposizioni.
YUM! BRANDS. Yum! Brands ha raggiunto un accordo per la cessione della divisione Pizza Hut per 2,7 miliardi di dollari, concentrando così le proprie risorse sulle catene KFC e Taco Bell, considerate più redditizie.
ROBINHOOD MARKETS. Robinhood Markets ha annunciato una riduzione del 10% della forza lavoro, pari a circa 300 posti di lavoro, nell’ambito di un piano volto a mantenere una struttura più efficiente e sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti.

di Francesco Sicuro















































