Start&Stock: riprendono gli scontri tra Iran e Israele in Medio Oriente, negoziati sempre più complicati

Start&Stock: riprendono gli scontri tra Iran e Israele in Medio Oriente, negoziati sempre più complicati

In settimana sono attese le decisioni della Bce e il dato sull’inflazione negli Stati Uniti, mentre in Asia emergono segnali di rallentamento dell'economia giapponese e cresce l'attesa per una possibile stretta della Bank of Japan. Sullo sfondo continua a pesare il conflitto in Medio Oriente, con nuovi scontri tra Iran e Israele che mantengono elevata l'incertezza sul futuro dello Stretto di Hormuz, nodo centrale per i flussi energetici globali. Petrolio, gas e oro restano influenzati dall'evoluzione della crisi, mentre i mercati obbligazionari guardano alle prossime mosse delle principali banche centrali.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso del -1,5%. Poco mossi, invece, i futures sull’S&P 500 (-0,1%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,1%).

Con l’avvicinarsi dell’estate, i mercati si trovano a fare i conti con una combinazione di temi che richiamano contemporaneamente il 1999 e il 1990. Dopo l’entusiasmo per le nuove quotazioni, il forte dato sul mercato del lavoro statunitense, la correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale e il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti, Iran e Israele, il contesto resta estremamente complesso a cento giorni dai primi attacchi americani contro Teheran. Sullo sfondo si aggiunge anche l’avvio dei Mondiali di calcio, in programma giovedì.

Le pesanti oscillazioni registrate venerdì hanno riportato l’attenzione degli investitori sulla prospettiva di una Fed più aggressiva. Dopo la pubblicazione dei payroll statunitensi, lo S&P 500 ha perso il -2,64% nella seduta di venerdì e il -2,59% nell’arco della settimana, interrompendo una serie di nove settimane consecutive di rialzi e registrando la peggior giornata dell’anno. Ancora più marcata la correzione del Nasdaq, in calo del -4,18% venerdì e del -4,68% sull’intera ottava. Il comparto tecnologico ha risentito anche dei risultati inferiori alle attese diffusi da Broadcom nei giorni precedenti. L’indice Philadelphia Semiconductor ha ceduto il -10,3%, segnando la peggior seduta dal marzo 2020. Le perdite sui mercati europei sono state più contenute. Lo Stoxx 600 ha chiuso la settimana a -0,5%, con un calo del -0,3% venerdì.

Le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare una fonte di forte instabilità. Nonostante il cessate il fuoco tra Iran e Israele sia formalmente entrato nel suo sessantunesimo giorno, nelle ultime ore si sono registrati nuovi scambi di attacchi. L’Iran ha lanciato missili contro Israele dopo un raid israeliano su Beirut, mentre durante la notte le forze israeliane hanno colpito obiettivi in territorio iraniano. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che le operazioni rappresentano l’inizio di una settimana di attacchi continui.

Esistono comunque segnali che entrambe le parti stiano cercando di evitare un’escalation incontrollata. Axios ha riferito che i raid israeliani sono stati relativamente limitati, mentre i media statali iraniani hanno smentito il lancio di missili contro una base americana in Arabia Saudita dopo un’allerta missilistica. Donald Trump avrebbe invitato Israele a non reagire, dichiarando ad Axios che gli attacchi iraniani non hanno provocato vittime e auspicando l’assenza di ulteriori ritorsioni. Le dichiarazioni del presidente americano evidenziano la volontà di evitare un ampliamento del conflitto. Restano però irrisolti diversi nodi negoziali, tra cui lo sblocco degli asset iraniani congelati, la gestione delle scorte di uranio altamente arricchito, gli sviluppi in Libano e il controllo futuro dello Stretto di Hormuz.

L’evento macroeconomico più atteso della settimana sarà la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo statunitense di maggio, prevista mercoledì. Il dato arriverà a pochi giorni dalla riunione della Fed e dal primo meeting presieduto da Kevin Warsh. Dopo i numeri sull’occupazione diffusi venerdì, le aspettative di un rialzo dei tassi si sono rafforzate sensibilmente.

In Europa l’appuntamento principale sarà la riunione della Bce di giovedì. Gli economisti prevedono un rialzo dei tassi di 25 punti base, ipotesi che il mercato valuta con una probabilità del 99,9%, portando il tasso sui depositi al 2,25%. La priorità per Francoforte continua a essere il controllo dell’inflazione nonostante i segnali di rallentamento della crescita.

ASIA

L’aumento del petrolio, unito alla correzione di Wall Street dopo i payroll, ha pesato sui mercati asiatici. Il Kospi cede il -5,8%, dopo essere arrivato a perdere oltre il -8% e avere attivato una sospensione temporanea delle contrattazioni di venti minuti. L’indice sudcoreano si trova ora circa il -13% sotto i recenti massimi. In calo anche il Nikkei (-3,8%), penalizzato dalla debolezza del comparto tecnologico. Perdite più contenute per Hang Seng (-1,2%), CSI 300 (-1,6%) e Shanghai Composite (-1,3%).

Dal Giappone arrivano segnali di rallentamento dell’attività economica nel primo trimestre dell’anno. La crescita ha perso slancio rispetto ai tre mesi precedenti, risentendo soprattutto della debolezza degli investimenti e delle possibili conseguenze del conflitto in Medio Oriente, considerata la forte dipendenza del Paese dalle forniture petrolifere provenienti dall’area.

La revisione del Pil ha evidenziato un’espansione dell’economia pari all’1,8% su base annualizzata nel periodo gennaio-marzo. Il dato risulta inferiore alla stima preliminare del 2,1%, ma superiore al consensus degli economisti, che prevedeva una crescita dell’1,3%.

Tre fonti hanno riferito che la Bank of Japan sarebbe orientata ad aumentare i tassi di interesse nella riunione del 15-16 giugno, confermando il percorso di graduale normalizzazione della politica monetaria avviato negli ultimi mesi.

SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,78%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 74 punti base, mentre gli investitori guardano già alla riunione della Bce in programma giovedì.

L’attenzione del mercato obbligazionario resta concentrata sulle prossime decisioni di politica monetaria dell’Eurotower e sulle indicazioni che emergeranno dal meeting di Francoforte, in un contesto ancora influenzato dalle tensioni geopolitiche e dalle aspettative sui tassi di interesse.

Sul fronte dell’offerta, in serata il Tesoro italiano comunicherà i dettagli dell’asta di titoli a medio-lungo termine prevista per l’11 giugno, un appuntamento particolarmente seguito dagli operatori per valutare la domanda sul debito pubblico italiano.

Anche gli altri principali emittenti dell’Eurozona tornano sul mercato primario. In Francia il Tesoro proporrà una nuova offerta di Btf.

In Germania, invece, saranno offerte due riaperture di Bubill. La prima riguarda il titolo con scadenza 18 novembre 2026 e cedola pari allo 0,0%, per un importo di 155 milioni di euro. La seconda riguarda il Bubill con scadenza 12 maggio 2027, anch’esso con cedola allo 0,0%, per un ammontare di 341 milioni di euro.

PETROLIO

Il petrolio accelera con forza dopo il nuovo scambio di attacchi tra Iran e Israele, un’escalation che mette sotto pressione la fragile tregua in Medio Oriente e complica ulteriormente i tentativi di arrivare a un accordo per la fine della guerra.

Il Brent è arrivato a guadagnare fino al +5%, toccando quota 97,75 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è balzato in area 95 dollari. Israele ha dichiarato di avere colpito obiettivi militari in territorio iraniano in risposta ai precedenti attacchi missilistici lanciati da Teheran, ignorando l’invito del presidente statunitense Donald Trump che aveva chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu di evitare nuove ritorsioni.

La Repubblica Islamica ha risposto con una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture considerate strategiche, prendendo di mira le basi aeree israeliane di Nevatim e Tel Nof. A riferirlo è stata l’agenzia semi-ufficiale Fars, che ha citato una dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Secondo Teheran, l’operazione rappresenta una risposta agli attacchi condotti da Israele contro diverse città iraniane nella giornata di lunedì.

Prima dell’escalation, Donald Trump aveva invitato l’Iran a tornare al tavolo negoziale dopo i raid israeliani e aveva criticato Israele per gli attacchi compiuti domenica a Beirut, secondo quanto riportato da Fox News. In dichiarazioni separate ad Axios, il presidente americano aveva inoltre assicurato che avrebbe fatto pressione su Netanyahu affinché evitasse ulteriori azioni di rappresaglia.

L’ultima settimana è stata caratterizzata da un nuovo deterioramento della situazione in Medio Oriente, con una ripresa delle ostilità che rischia di compromettere la tregua e rendere ancora più complessi i negoziati per una soluzione del conflitto. La guerra ha provocato una quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz, interrompendo una parte significativa delle forniture globali di petrolio, carburanti e gas naturale.

Secondo Andy Lipow, presidente di Lipow Oil Associates, l’escalation tra Israele e Iran conferma ancora una volta quanto sia fragile l’attuale cessate il fuoco. L’esperto ritiene che l’aumento delle tensioni accresca il rischio che lo Stretto di Hormuz rimanga chiuso più a lungo del previsto e aumenti la probabilità che Teheran introduca nuove restrizioni al traffico marittimo anche nel Mar Rosso.

Domenica il Comando Centrale degli Stati Uniti ha comunicato di avere abbattuto due droni iraniani che rappresentavano una minaccia per il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz. L’episodio è arrivato dopo il lancio di sei missili balistici contro Bahrain e Kuwait nella giornata di venerdì. I vettori sono stati intercettati dalle difese aeree, mentre le forze americane hanno successivamente colpito siti radar costieri iraniani utilizzati per la sorveglianza marittima.

Anche il mercato europeo del gas naturale ha registrato un forte rialzo, riflettendo il timore che un conflitto prolungato possa compromettere ulteriormente le esportazioni mondiali di gas naturale liquefatto in una fase in cui l’Europa dovrebbe ricostituire le proprie scorte energetiche.

Numerosi ostacoli continuano a frenare il raggiungimento di un accordo di pace. Tra i punti più delicati resta il cessate il fuoco parallelo tra Israele e Libano. Teheran considera indispensabile una tregua sul fronte libanese prima di accettare qualsiasi intesa con Washington. Un consigliere della Guida Suprema Ayatollah Mojtaba Khamenei ha recentemente dichiarato alla CNN che la responsabilità di sbloccare la situazione ricade ora sull’amministrazione Trump.

Il presidente statunitense ha dichiarato al Financial Times che il premier israeliano dovrà accettare qualsiasi accordo eventualmente raggiunto dagli Stati Uniti con l’Iran. “Sono io a decidere”, ha affermato Trump, aggiungendo che Benjamin Netanyahu non è colui che prende le decisioni finali.

La scorsa settimana Israele e Libano avevano raggiunto un’intesa per una tregua subordinata alla cessazione delle ostilità da parte di Hezbollah. La milizia sostenuta dall’Iran ha però respinto l’accordo e gli scontri tra le forze israeliane e Hezbollah sono proseguiti anche durante il fine settimana.

Per Haris Khurshid, chief investment officer di Karobaar Capital, il mercato ha sottovalutato la distanza reale che continua a separare le parti coinvolte nel negoziato. Secondo l’analista, le quotazioni del petrolio oscillano continuamente tra la speranza di un accordo e la constatazione che nessuno dei protagonisti ha modificato le proprie posizioni fondamentali. Ogni volta che l’ottimismo supera la realtà dei fatti, il greggio torna rapidamente a salire.

Anche nell’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran, restano numerosi fattori che potrebbero rallentare il ritorno alla normalità dei flussi energetici. Tra questi figurano la necessità di rimuovere le mine presenti nello Stretto di Hormuz, i tempi richiesti per riattivare i giacimenti chiusi durante il conflitto e gli interventi necessari per riparare i danni provocati dagli attacchi con droni e missili alle infrastrutture energetiche.

L’OPEC+ ha approvato un nuovo incremento delle quote produttive per il mese di luglio pari a 188.000 barili al giorno. Una parte significativa dei Paesi aderenti al gruppo potrebbe però non essere in grado di tradurre l’aumento autorizzato in maggiore produzione effettiva a causa delle limitazioni alle esportazioni causate dal blocco dei flussi energetici provenienti dal Golfo Persico.

ORO

L’oro amplia il movimento ribassista dopo il nuovo deterioramento della situazione in Medio Oriente, con Israele che ha annunciato di avere colpito obiettivi iraniani in risposta agli attacchi missilistici lanciati da Teheran, mettendo nuovamente sotto pressione una tregua già considerata estremamente fragile.

Il metallo prezioso è arrivato a perdere fino al -0,7%, scendendo in area 4.300 dollari l’oncia, dopo avere già ceduto quasi il -5% nella scorsa settimana, segnata dalla più grave escalation militare registrata dall’inizio del cessate il fuoco concordato ad aprile.

Le tensioni sono aumentate ulteriormente oggi, quando le Forze di Difesa Israeliane hanno comunicato di avere colpito obiettivi militari situati nell’Iran occidentale e centrale dopo avere intercettato missili lanciati dalla Repubblica Islamica.

Gli attacchi sono avvenuti nonostante l’invito del presidente statunitense Donald Trump a evitare una nuova escalation militare, mentre Washington continua a perseguire una soluzione negoziata del conflitto. Un consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che il lancio dei missili verso Israele nella giornata di domenica rappresentava un “avvertimento” affinché cessassero gli attacchi in Libano, teatro parallelo del conflitto che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli ai negoziati tra Stati Uniti e Iran.

Entrata nel quarto mese, la guerra continua a ostacolare i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, sostenendo le quotazioni del petrolio e alimentando le preoccupazioni per l’andamento dell’inflazione globale. Questo contesto aumenta la probabilità che le principali banche centrali mantengano invariati i tassi d’interesse o procedano con ulteriori rialzi, uno scenario generalmente sfavorevole per i metalli preziosi che non offrono rendimenti periodici.

Secondo Rhona O’Connell, responsabile dell’analisi di mercato di StoneX Group, molte delle questioni chiave legate alla crisi mediorientale restano ancora irrisolte. L’analista ha osservato che l’impostazione ribassista del mercato continua a trovare conferma, pur mantenendo alta l’attenzione sull’eventuale ritorno di acquisti opportunistici da parte degli investitori.

La scorsa settimana l’oro ha azzerato i guadagni accumulati dall’inizio dell’anno dopo che i dati sul mercato del lavoro statunitense hanno rafforzato le aspettative di un aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed nel 2026. La crescita dell’occupazione registrata a maggio ha superato tutte le previsioni degli analisti, provocando un rialzo dei rendimenti obbligazionari e del dollaro, due fattori che hanno esercitato ulteriore pressione sulle quotazioni del metallo prezioso denominato in valuta statunitense.

Gli operatori stanno inoltre valutando i nuovi acquisti di oro effettuati dalla People’s Bank of China. La banca centrale cinese ha incrementato le proprie riserve di circa 10 tonnellate nel mese scorso, registrando il maggiore acquisto mensile dal 2024 e portando a 19 mesi consecutivi la serie di aumenti delle riserve auree. Il dato conferma il continuo interesse della Cina, uno dei maggiori acquirenti mondiali di oro, verso il metallo prezioso come componente strategica delle proprie riserve ufficiali.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

Gli ordini all’industria tedesca hanno registrato ad aprile una contrazione del -3,8% su base mensile, un dato peggiore delle attese degli analisti che indicavano un calo del -2,0%.

In Italia l’attenzione è rivolta all’aggiornamento relativo al saldo Target2. Ad aprile le passività italiane nei confronti dell’Eurosistema erano ulteriormente diminuite, raggiungendo il livello più basso dall’ottobre 2025.

Per l’Eurozona è atteso alle 10:30 l’indice Sentix di giugno. L’ultima rilevazione si era attestata a -16,4 punti e fornirà nuove indicazioni sul sentiment degli investitori nell’area euro.

ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI AZIONARI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

INTESA SANPAOLO, MONTE DEI PASCHI DI SIENA. Intesa Sanpaolo ha presentato un’offerta da 30,6 miliardi di euro per l’acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, pari a circa 35,3 miliardi di dollari, potrebbe inaugurare una nuova fase di consolidamento nel sistema finanziario italiano.

BANCO BPM, MONTE DEI PASCHI DI SIENA. Banco BPM ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto con Monte dei Paschi di Siena per valutare una possibile integrazione tra i due istituti. Secondo alcune fonti, anche Intesa Sanpaolo e BPER Banca starebbero monitorando con interesse la banca senese, alimentando le ipotesi di un nuovo riassetto nel settore bancario italiano.

BANCO BPM, UNIPOL. Dai verbali dell’assemblea degli azionisti di Banco BPM del 16 aprile, resi pubblici venerdì, emerge che Unipol possiede una quota pari all’1,5% del capitale dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna.

FINCANTIERI. Il gruppo sta sviluppando un progetto dedicato a navi commerciali alimentate da energia nucleare. In un’intervista al Corriere della Sera, l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha spiegato che l’obiettivo è effettuare le prime prove in mare all’inizio del prossimo decennio. L’iniziativa viene portata avanti insieme a partner industriali tra cui Ansaldo e Newcleo.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA, BPER BANCA. I consistenti volumi di scambio registrati recentemente sui titoli dei due istituti hanno alimentato tra gli operatori di mercato le indiscrezioni su una possibile operazione di aggregazione. L’ipotesi è stata riportata da Il Sole 24 Ore, che segnala il crescente interesse degli investitori per eventuali sviluppi nel consolidamento bancario.

UNICREDIT. L’offerta pubblica di scambio lanciata su Commerzbank continua a raccogliere adesioni. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla banca tedesca, i titoli conferiti rappresentano ora il 7,85% del capitale sociale.

TELECOM ITALIA. Il gruppo ha raggiunto una nuova intesa con Dazn in vista dei Mondiali di calcio FIFA 2026. L’accordo consentirà ai clienti dell’operatore di telecomunicazioni di accedere a una gamma più ampia di contenuti legati alla competizione.

JUVENTUS. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione del procedimento nato dagli accertamenti sul bilancio chiuso al 30 giugno 2022. L’inchiesta riguardava alcune persone fisiche e non coinvolgeva direttamente la società bianconera, che non risultava indagata.

A livello internazionale sono da monitorare:

SFR. Un consorzio di operatori francesi delle telecomunicazioni ha raggiunto un accordo per rilevare SFR, società controllata dal miliardario Patrick Drahi. L’operazione attribuisce al secondo operatore mobile francese una valutazione complessiva di 20,4 miliardi di euro, inclusi i debiti, equivalenti a circa 23,5 miliardi di dollari.

AIRBUS. Il costruttore aeronautico europeo ha informato alcuni clienti di possibili ritardi nelle consegne degli aeromobili della famiglia A320neo previste per il 2027 e il 2028, secondo persone a conoscenza del dossier.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche