Prima settimana negativa per i mercati Usa dopo nove consecutive di rialzi
La scorsa settimana sui mercati finanziari si è chiusa con la prima performance settimanale negativa per i listini statunitensi, interrompendo una serie di nove settimane consecutive di rialzi trainata dal comparto dei semiconduttori e dalle società esposte agli investimenti in intelligenza artificiale. Analogamente contenuta è stata la performance dei mercati europei, i cui andamenti hanno risentito in misura minore della correzione, non avendo beneficiato di performance particolarmente brillanti nelle settimane precedenti.
Come si legge nel commento a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, sul fronte societario, la trimestrale di Broadcom ha offerto il primo catalizzatore ribassista per il comparto tecnologico statunitense: le indicazioni sul trimestre successivo e sull’intero anno fiscale hanno deluso le attese, pur risultando molto solide in termini assoluti, innescando un’ondata di prese di profitto concentrata tra giovedì e venerdì.
Mercato del lavoro Usa oltre le attese
Sul versante macro, la settimana ha determinato una significativa revisione delle aspettative nei confronti della postura della Federal Reserve nei prossimi mesi. La pubblicazione del dato sulle offerte di lavoro disponibili ad aprile ha ampiamente sorpreso in positivo, attestandosi a 7.618.000 di unità rispetto alle 6.866.000 attese, con una sostanziale conferma del dato precedente. Tuttavia, spiega Intermonte, l’analisi disaggregata ha evidenziato una forte concentrazione delle nuove offerte nel settore dei servizi aziendali e professionali, a fronte di una contrazione della domanda nei comparti più ciclici, quali turismo e attività finanziarie. Il rapporto tra offerte di lavoro e disoccupati è così tornato sopra l’unità per la prima volta da undici mesi, innescando una prima revisione al rialzo delle aspettative di mercato sulla Fed.
Le attese di una postura più restrittiva si sono ulteriormente consolidate in seguito alla pubblicazione del dato sulle buste paga del comparto non agricolo di maggio: le nuove buste paga nette, pari a +172.000 circa, sono quasi raddoppiate rispetto alle attese del consensus (+88.000 circa), beneficiando inoltre di una revisione netta positiva dei dati dei due mesi precedenti per circa +93.000 di unità aggiuntive. Particolarmente robusti, sottolinea Intermonte, sono stati i contributi del comparto turistico, della ristorazione, della manifattura e delle costruzioni, con un apporto positivo anche dalle assunzioni dei governi locali (+52.000.000 circa). A seguito di tali evidenze, i mercati sono passati a prezzare pienamente un rialzo della Fed entro fine anno, con un’accelerazione delle prese di profitto sui tecnologici Usa.
Tassi reali Usa ai massimi recenti e oro sotto pressione
La revisione al rialzo delle aspettative sui tassi si è riflessa in un incremento dei tassi reali decennali statunitensi di circa +10 punti base rispetto all’inizio della settimana, portandoli in prossimità dei massimi degli ultimi vent’anni, livelli toccati soltanto in altre quattro occasioni (2006, 2007, 2023 e 2025). Il rialzo dei tassi reali, spiega Intermonte, ha avuto conseguenze negative sull’oro, nonostante un inasprimento delle tensioni geopolitiche registrata negli ultimi giorni.
Geopolitica: escalation nel Golfo con bombardamenti Usa-Iran e risposta degli Houthi
Sul fronte geopolitico, si legge nel commento di Intermonte, si è assistito a un’intensificazione delle rappresaglie tra Stati Uniti e Iran, con il bombardamento di alcuni siti nell’area del Golfo e in particolare di infrastrutture strategiche in Kuwait. A questi attacchi si sono aggiunte le incursioni aeree israeliane su siti militari iraniani nella mattinata di lunedì, cui hanno risposto i ribelli yemeniti Houthi con nuove offensive, sostenendo ulteriormente le quotazioni del petrolio.
Area Euro: inflazione vischiosa e Bce verso un rialzo dei tassi
In Europa, la settimana ha portato la pubblicazione del dato sull’inflazione europea: l’indice generale ha accelerato dal +3,0% di aprile al +3,2% di maggio, in linea con le attese, mentre la componente core ha registrato un incremento dal +2,2% al +2,5% su base annua, lievemente superiore al consensus (+2,4%). Il contributo prevalente, precisa Intermonte, è giunto dalla componente servizi, che ha iniziato a subire l’effetto del passaggio dei maggiori prezzi delle materie prime energetiche ai consumatori finali. Tale dinamica lascia pochi margini di incertezza sulle mosse della Bce in occasione della riunione dell’11 giugno, dove un rialzo di 25 punti base appare praticamente certo ai mercati.
Permane tuttavia l’interrogativo sulla persistenza della stretta monetaria: come evidenzia Intermonte, le letture più deboli di alcuni indicatori di sentiment (in particolare gli indici PMI servizi per l’area euro e per i principali paesi, Germania, Francia e Italia) alimentano l’ipotesi che l’eventuale rialzo possa configurarsi come un segnale di vigilanza da parte della Bce, piuttosto che come il primo di una serie di interventi restrittivi, data l’incertezza sulla forza della domanda sottostante che potrebbe fungere essa stessa da elemento restrittivo in caso di deterioramento.
Italia: indici PMI servizi in calo per il terzo mese consecutivo
Sul mercato italiano, osserva Intermonte, gli indici PMI servizi finali di maggio hanno confermato un deterioramento dell’attività economica per il terzo mese consecutivo, penalizzato dalla debolezza dei nuovi ordini. La fiducia delle imprese per i prossimi dodici mesi si mantiene tuttavia in lieve miglioramento. L’analisi delle componenti, in particolare, evidenzia come il calo dei nuovi ordini sia riconducibile prevalentemente alla debolezza della domanda domestica, mentre il contributo estero ha mostrato un parziale recupero rispetto ad aprile, con alcune imprese che hanno segnalato un aumento delle vendite verso clienti europei. In accelerazione i prezzi di acquisto per le imprese, sui massimi degli ultimi 40 mesi.
Settimana in arrivo: dato sull’inflazione Usa, riunione Bce e quotazione SpaceX
Guardando al calendario della settimana corrente, conclude Intermonte, l’attenzione convergerà principalmente sulla pubblicazione del dato sull’inflazione statunitense, attesa in accelerazione sia sul fronte dell’indice generale che di quello core, e sulla riunione della Bce di giovedì 11 giugno. Quest’ultima riveste un’importanza strategica non soltanto per le possibili decisioni sui tassi (con un rialzo di 25 punti base sostanzialmente scontato) ma anche per la presentazione delle nuove proiezioni sull’inflazione relative all’anno in corso e agli esercizi successivi. Sul fronte dei mercati azionari, venerdì 12 giugno è attesa la quotazione di SpaceX, colosso del settore spaziale con una valutazione stimata di circa 1.750 miliardi di dollari.

di Francesco Sicuro















































