I mercati asiatici tra crisi di Hormuz e boom dell’AI

I mercati asiatici tra crisi di Hormuz e boom dell’AI

I mercati asiatici hanno resistito piuttosto bene alle tensioni geopolitiche che hanno innescato un'impennata dei prezzi dell'energia, grazie alla loro integrazione nella catena del valore tecnologica globale e alla sorprendente resilienza della Cina. Le azioni di quest’ultima sono rimaste sostanzialmente invariate dall'inizio dell'anno, mentre i titoli asiatici “ex-China” hanno guadagnato oltre il 20%.

Il ruolo dello Stretto di Hormuz per l’Asia

In queste ultime settimane abbiamo imparato come lo Stretto di Hormuz sia una rotta commerciale chiave per l’Europa, tanto che la possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran per una sua riapertura di 60 giorni ha portato tutte le maggiori borse in positivo e al crollo dei prezzi del petrolio, mentre la notizia di nuovi attacchi ha generato l’effetto diametralmente opposto in appena 24 ore. Tuttavia, anche l’Asia importa grandi quantità di commodity per la produzione di energia, eppure non ha fatto registrare le stesse oscillazioni dei principali listini del Vecchio Continente.

Come si legge nell’analisi a cura di Jean-Marie Mercadal, CEO di Syncicap (partecipata Ofi Invest), la ragione principale è che i mercati asiatici stanno beneficiando di una trasformazione strutturale, legata alla crescente integrazione delle sue aziende nella value chain globale del tech e, soprattutto, dell’intelligenza artificiale. Paesi come Taiwan, Malesia e Thailandia svolgono un ruolo chiave nella produzione di semiconduttori e componenti elettronici e nell'assemblaggio di prodotti tecnologici e ciò li rende più resilienti agli shock esterni, consentendo anche di acquisire una quota crescente di investimenti in AI e tecnologie all'avanguardia.

Corea del Sud: il driver del tech asiatico

L’Asia però non ospita solamente aziende con vocazione manifatturiera. È il caso della Corea del Sud che, spiega Mercadal, dopo aver risentito dell’aumento del prezzo dell’energia è riuscita ad avviare un rialzo che oggi segna un +40% da inizio anno, trainato dai suoi campioni tecnologici Samsung e SK Hynix, le cui performance azionarie (+86% e +98%) riflettono il boom della domanda globale di semiconduttori. Queste aziende sono al centro della rivoluzione dell'intelligenza artificiale, fornendo memorie e componenti essenziali, in particolare per le aziende statunitensi.

India: tra consolidamento e vulnerabilità energetica

Se la Corea sembra essere tornata a ruggire, sottolinea Mercadal, dopo un decennio eccezionale il mercato indiano sembra invece entrare in una fase di normalizzazione. Le valutazioni (con rapporti P/E intorno a 20) sono tornate alla media storica e le prospettive di crescita degli utili rimangono solide. L'India continua a essere pertanto un mercato attraente nel lungo termine grazie alla sua demografia, alla crescente classe media e alle ambizioni nel settore delle tecnologie digitali, ma nel breve le azioni hanno perso quasi il 9% dall'inizio dell'anno, a causa della forte dipendenza del Paese dalle fonti energetiche e dai fertilizzanti provenienti dal Golfo Persico.

La Cina ha mostrato una certa resilienza allo shock petrolifero e alle prospettive di un rallentamento economico globale

Un mese fa il Politburo cinese ha riferito che gli indicatori dall'inizio dell'anno hanno superato le aspettative, riflettendo la resilienza e la vitalità dell'economia cinese. Il tono è più fiducioso, supportato da una crescita del Pil del 5% nel primo trimestre e da un obiettivo del 4,5%-5% per l'intero anno. Non essendoci pressioni immediate per stimolare la crescita, non è stato annunciato alcun nuovo piano di stimolo. Sul fronte fiscale, precisa Mercadal, l'attenzione è rivolta all'ottimizzazione della spesa, senza un aumento dell'emissione di obbligazioni, mentre su quello monetario è stato ribadito l'orientamento `moderatamente accomodante`, con l'unico requisito di un'abbondante liquidità. La mancanza di riferimenti a tagli dei tassi di interesse o delle riserve obbligatorie conferma che è improbabile che la Banca Popolare Cinese allenti la sua politica a meno che la crescita non scenda al di sotto del 4,5%.

Infine, evidenzia Mercadal, l'approccio ai consumi appare più orientato all'offerta che alla domanda, con una riduzione dei sussidi diretti ai consumatori rispetto a un anno fa e per quanto riguarda gli investimenti, in linea con il 15° Piano quinquennale, le priorità sono le infrastrutture strategiche (acqua, elettricità, telecomunicazioni, informatica, oleodotti e logistica).

In definitiva, conclude Mercadal, il profilo rischio-rendimento delle azioni cinesi appare piuttosto interessante. Le loro valutazioni sono relativamente basse in termini assoluti e rispetto ad altri mercati azionari, mentre gli investitori internazionali rimangono sotto-investiti.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche