L’euforia per l’intelligenza artificiale spinge Wall Street e accende i riflettori su SpaceX
L’ultima settimana ha confermato la straordinaria forza del mercato azionario statunitense. Il sentiment rialzista degli investitori retail ha continuato a sostenere i listini americani, mentre l’entusiasmo attorno all’intelligenza artificiale e al comparto tecnologico mostra pochi segnali di rallentamento.
Come si legge nell’analisi di Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay Asset Management, la domanda per i titoli legati ai semiconduttori resta particolarmente intensa. Aziende come Micron e SK Hynix hanno registrato guadagni rispettivamente del 770% e del 970% negli ultimi dodici mesi, numeri che testimoniano la portata dell’interesse degli investitori verso i temi collegati all’AI.
In questo contesto si inserisce la crescente attenzione verso la futura IPO di SpaceX. Le prime indiscrezioni parlano di una valutazione pari a 1.750 miliardi di dollari per una società che ha registrato perdite per 4 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre.
Per Dowding, questo scenario dimostra come concetti tradizionali di valutazione, come il rapporto prezzo-utili, abbiano perso gran parte della loro rilevanza nell’attuale fase di mercato. L’attenzione degli investitori sembra infatti concentrata soprattutto sulle potenziali dinamiche di prezzo nel breve periodo piuttosto che sulle prospettive fondamentali di lungo termine.
Una situazione che conferisce alla domanda una natura fortemente speculativa e che, allo stesso tempo, aumenta il rischio di volatilità qualora il sentiment dovesse improvvisamente cambiare.
Il mercato si interroga già sulla possibilità che possa ripetersi il classico schema del “buy the rumour, sell the fact”, con acquisti aggressivi prima della quotazione seguiti da prese di profitto una volta completata l’operazione.
Secondo Dowding, al momento avidità e FOMO continuano a rappresentare le principali forze psicologiche che guidano i mercati, rendendo necessario un evento di rilievo per modificare in modo sostanziale il comportamento degli investitori.
Energia, inflazione e banche centrali restano il vero rischio
L’ottimismo che domina i mercati finanziari si scontra però con un quadro macroeconomico molto meno brillante. Dowding evidenzia come la fiducia di imprese e consumatori continui a mostrare segnali di debolezza nella maggior parte delle principali economie sviluppate.
L’aumento dei prezzi sta esercitando pressioni sui bilanci familiari e rischia di limitare la domanda nei prossimi trimestri. A questo si aggiungono gli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Sebbene siano stati compiuti progressi verso una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, Dowding ritiene che le conseguenze sulle catene di approvvigionamento continueranno a farsi sentire per mesi, se non per trimestri.
Anche in uno scenario relativamente favorevole, Dowding ritiene improbabile una significativa riduzione dei prezzi dell’energia nel resto del 2026. Questa dinamica porta la società a considerare i mercati eccessivamente ottimisti rispetto ai rischi inflazionistici, soprattutto considerando che gli swap sull’inflazione a cinque anni negli Stati Uniti trattano intorno al 2,6%, livello solo marginalmente superiore a quello coerente con l’obiettivo del 2% perseguito dalla Federal Reserve.
Sul fronte della politica monetaria, Dowding prevede una crescente divergenza tra le principali banche centrali. Sia la Banca Centrale Europea sia la Bank of Japan dovrebbero aumentare i tassi nel prossimo mese, mentre Federal Reserve e Bank of England dovrebbero mantenere invariato il costo del denaro.
Per la Bce il rialzo appare sostanzialmente scontato, anche se il Consiglio direttivo potrebbe evitare di suggerire che si tratti dell’inizio di una lunga serie di interventi.
In Giappone, invece, il Governatore Kazuo Ueda dovrebbe proseguire nel percorso di normalizzazione della politica monetaria, con tassi destinati a raggiungere l’1% e un ulteriore incremento di 25 punti base previsto entro fine anno.
Negli Stati Uniti, Dowding segnala come le recenti dichiarazioni del governatore Christopher Waller a favore di una posizione neutrale rappresentino un cambiamento rispetto alle posizioni più accomodanti espresse in passato.
La Fed continua inoltre a monitorare con attenzione la corsa dei mercati azionari. Secondo Dowding, la banca centrale difficilmente permetterà che il rally assuma dimensioni eccessive per evitare il rischio che una successiva correzione possa avere effetti destabilizzanti sulla stabilità finanziaria.
Credito, valute e mercati emergenti
RBC BlueBay continua a mantenere una visione prudente sul credito societario. Dowding ritiene che gli spread offrano una protezione limitata rispetto ai potenziali rischi di ribasso.
Lo scenario centrale di RBC BlueBay prevede spread sostanzialmente stabili in Europa in un contesto di crescita debole. Il rischio principale resta però quello di un ampliamento significativo qualora il rallentamento economico dovesse trasformarsi in una vera e propria recessione.
Negli Stati Uniti il rischio recessivo appare più contenuto e questo potrebbe favorire il credito americano su base relativa. Esistono però fattori che continuano a rappresentare un ostacolo a un ulteriore restringimento degli spread, tra cui l’elevata offerta obbligazionaria proveniente dagli hyperscaler e da altri grandi emittenti.
Sul fronte valutario, RBC BlueBay continua a vedere valore nello yen giapponese e ritiene probabile che il Ministero delle Finanze nipponico continui a difendere la soglia di 160 yen per dollaro.
Più prudente invece la posizione sul Regno Unito. Dowding osserva che il mercato dei Gilt resta particolarmente sensibile ai movimenti dei rendimenti globali e all’evoluzione della situazione fiscale britannica.
La previsione è che l’inflazione nel Regno Unito possa superare il 4,5% durante l’estate, aumentando il rischio che la Bank of England sia costretta a intervenire con un rialzo dei tassi già a settembre.
Sul piano politico, Dowding ritiene che il futuro di Keir Starmer appaia sempre più incerto e continua a preferire un posizionamento prudente sugli asset britannici. La società mantiene infatti una posizione corta sulla sterlina, considerandola vulnerabile in uno scenario di crescente instabilità politica.
Tra le aree che continuano a offrire opportunità interessanti figurano invece l’Ungheria, sostenuta dalle prospettive di maggiore integrazione europea, e alcuni mercati latinoamericani come Colombia e Brasile.
Secondo Dowding, duration e mercato valutario offrono oggi opportunità di carry più interessanti rispetto al credito societario, soprattutto in un contesto caratterizzato da crescita debole, rischio di peggioramento dei rating e aumento dei tassi di insolvenza in Europa.
Il vero test sarà il debutto di SpaceX
Guardando alle prossime settimane, Dowding ritiene difficile individuare quale sarà il fattore dominante tra dati macroeconomici, banche centrali, rally dell’intelligenza artificiale e geopolitica. Una certezza, secondo Dowding, è rappresentata dall’enorme quantità di capitali che nelle ultime settimane è confluita sui mercati, sia attraverso nuove posizioni rialziste sia tramite la chiusura di posizioni corte.
Questo rende il posizionamento complessivo potenzialmente vulnerabile qualora dovessero riemergere pressioni ribassiste. In questo quadro, la quotazione di SpaceX viene considerata uno degli eventi finanziari più importanti dell’anno. Dowding sottolinea che gli insider della società e le banche coinvolte nell’operazione avranno forti incentivi a sostenere l’interesse degli investitori, anche considerando che Wall Street potrebbe incassare quasi 1 miliardo di dollari di commissioni.
La sfida principale riguarda però la raccolta di liquidità necessaria. Per completare l’operazione sarà infatti necessario assorbire circa 85 miliardi di dollari di nuova domanda, una cifra straordinaria anche per gli standard del mercato americano.
Secondo Dowding, gli investitori istituzionali potrebbero mantenere un atteggiamento scettico di fronte alle valutazioni ipotizzate. Di conseguenza, il successo dell’IPO potrebbe dipendere in misura significativa dalla partecipazione degli investitori retail.
Dowding conclude ricordando che, affinché SpaceX possa raddoppiare la propria valutazione, sarebbe necessario creare ulteriori 1.750 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Una cifra che richiama il concetto di gravità finanziaria: quando le dimensioni raggiungono livelli così elevati, la crescita richiede quantità sempre maggiori di capitale e diventa inevitabilmente più difficile da sostenere nel tempo.

di Francesco Sicuro















































