STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso del -0,4%. Positivi invece i futures sull’S&P 500 (+0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,5%).
La giornata di oggi si presenta particolarmente intensa sul piano macro e societario. Negli Stati Uniti sono attesi i dati sull'inflazione al consumo di giugno, la testimonianza del presidente della Fed Kevin Warsh davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti e l'avvio non ufficiale della stagione delle trimestrali del secondo trimestre, con la pubblicazione dei risultati di cinque grandi istituti bancari.
La seduta precedente è stata dominata dal forte rialzo del petrolio, che ha riportato al centro dell'attenzione i timori di stagflazione, penalizzando sia il mercato obbligazionario sia quello azionario su entrambe le sponde dell'Atlantico. Dopo i nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, il Brent ha registrato un balzo di quasi +10%, il più marcato da marzo 2020 e massimo delle ultime quattro settimane. A rendere ancora più teso il clima hanno contribuito le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha annunciato la presa del controllo dello Stretto di Hormuz e il ripristino del cosiddetto `blocco iraniano`, precisando che la misura impedirà esclusivamente alle navi iraniane e ai loro clienti di entrare o uscire dallo stretto, lasciando invece libero il transito agli altri Paesi. Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti saranno rimborsati nella misura del 20% del valore di ogni carico trasportato per coprire i costi necessari a garantire sicurezza e protezione lungo questa rotta marittima. Una stima elaborata con strumenti di intelligenza artificiale ipotizza che, mantenendo invariati i volumi di traffico precedenti al conflitto, tale misura potrebbe generare introiti compresi tra 400 e 500 milioni di dollari al giorno, considerando merci in transito per un valore giornaliero tra 2 e 2,5 miliardi di dollari.
L'approccio negoziale di Trump, spesso caratterizzato da posizioni iniziali particolarmente rigide, lascia aperta la possibilità di modifiche qualora il piano venisse effettivamente attuato. La sola prospettiva di introdurre un pedaggio sul traffico marittimo contribuisce comunque ad aumentare l'incertezza tra operatori economici e clienti. Il Central Command statunitense ha comunicato che il blocco nei confronti dell'Iran entrerà nuovamente in vigore alle ore 16 di New York, lasciando ancora spazio a un eventuale cambio di posizione. Le tensioni in Medio Oriente sono state alimentate anche dall'escalation tra Arabia Saudita e ribelli Houthi, dopo che questi ultimi hanno colpito un aeroporto saudita in risposta agli attacchi condotti dal governo yemenita sostenuto da Riad contro lo scalo di Sana'a.
L'inasprimento della crisi nello Stretto di Hormuz ha riacceso le preoccupazioni sull'inflazione e spinto gli investitori a incorporare nelle valutazioni un numero maggiore di rialzi dei tassi da parte delle banche centrali. Negli Stati Uniti la probabilità di un aumento del costo del denaro già nella riunione prevista tra poche settimane è salita dal 34% al 43%, mentre il mercato sconta complessivamente 43 punti base di rialzi entro dicembre, con un incremento giornaliero di +5,4 punti base. A sostenere questo riprezzamento hanno contribuito anche le dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller, secondo cui il FOMC dovrà prendere in considerazione un irrigidimento della politica monetaria nel breve termine se i prossimi dati sull'inflazione core continueranno a evidenziare diffuse pressioni sui prezzi. Anche nell'Eurozona le aspettative si sono spostate verso uno scenario più restrittivo, con il mercato che incorpora 44 punti base di rialzi della Bce entro dicembre, in aumento di +10,5 punti base nella sola seduta.
Il rialzo del petrolio e il nuovo calo dei titoli tecnologici hanno pesato anche sui mercati azionari. L'indice Philadelphia Semiconductor ha ceduto il -4,8%, trascinando al ribasso il Nasdaq (-1,6%). La debolezza del comparto tecnologico ha contribuito al calo dell'S&P 500, che ha chiuso la seduta a -0,8%, nonostante la maggioranza delle società dell'indice abbia terminato la giornata in territorio positivo. In Europa la flessione è risultata più contenuta grazie alla minore esposizione del mercato ai produttori di semiconduttori e al fatto che le Borse europee avevano già chiuso prima della parte finale del rialzo del petrolio. Lo Stoxx 600 ha così limitato la perdita al -0,01%.
ASIA
I mercati asiatici avviano la seduta ancora in territorio negativo, penalizzati dall'aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente e dal peggioramento del sentiment nei confronti del settore dell'intelligenza artificiale. Il Kospi limita le perdite al -0,02% dopo essere arrivato a cedere il -5% circa nelle prime fasi della seduta. Anche il Nikkei riduce progressivamente le flessioni e scambia a -0,2%. Restano in ribasso anche l'Hang Seng (-0,5%), il CSI 300 (-0,4%) e lo Shanghai Composite (-0,7%).
Nel corso della notte sono arrivati anche dati positivi dal commercio estero cinese. A giugno sia le esportazioni sia le importazioni sono cresciute molto più delle attese, sostenute dalla robusta domanda globale di prodotti legati all'intelligenza artificiale e alla tecnologia, che ha compensato l'aumento delle tensioni geopolitiche. Le esportazioni sono aumentate del +27% su base annua, oltre il +19,0% previsto dal consenso e in accelerazione rispetto al +19,4% di maggio. Le importazioni hanno registrato un incremento del +36%, superiore sia al +26,1% atteso sia al +27,4% del mese precedente. Il surplus commerciale della Cina è così salito a 125,62 miliardi di dollari, rispetto ai 105,43 miliardi di maggio, superando le attese del mercato pari a 120,10 miliardi di dollari.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,89%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 79 punti base.
Nel corso della seduta precedente i mercati monetari hanno leggermente aumentato le aspettative di un ulteriore intervento restrittivo della Bce entro la fine dell'anno. Gli operatori prezzano ora complessivamente 37 punti base di rialzi, uno scenario che implica un aumento dei tassi di 25 punti base e una probabilità prossima al 50% di un secondo rialzo.
Sul mercato primario l'attenzione è rivolta alle nuove emissioni sovrane. In Germania il Tesoro collocherà un nuovo titolo con scadenza 13 settembre 2028. In Spagna sono invece previste due aste di Letras: una con scadenza 9 ottobre 2026 e una con scadenza 9 aprile 2027, entrambe con cedola pari allo 0,0% e per un importo atteso compreso tra 1,5 e 2,5 miliardi di euro ciascuna.
PETROLIO
Le quotazioni del petrolio continuano a salire e il Brent supera gli 85 dollari al barile per la prima volta nell'ultimo mese, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripristinato il blocco navale nei confronti delle navi iraniane in transito nello Stretto di Hormuz e ha richiesto il pagamento di un corrispettivo per tutte le altre merci trasportate attraverso il passaggio strategico.
Il benchmark internazionale arriva a guadagnare fino al +2,8%, dopo il balzo di quasi il +10% registrato nella seduta di lunedì, mentre il West Texas Intermediate si mantiene in prossimità degli 80 dollari al barile. Trump ha imposto un rimborso pari al 20% del valore del carico, equivalente a circa 30 milioni di dollari per una superpetroliera completamente carica di greggio, mentre le forze armate statunitensi hanno concluso un nuovo ciclo di attacchi contro l'Iran, operazioni che, secondo le indicazioni disponibili, potrebbero proseguire ancora per diversi giorni.
Il greggio ha recuperato i livelli più elevati dell'ultimo mese, riducendo parte della flessione di circa il -30% registrata nel secondo trimestre, mentre l'intensificarsi del conflitto riporta al centro dell'attenzione i timori per la sicurezza delle forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico. Durante la breve finestra tra i due blocchi navali statunitensi, l'Iran era riuscito a esportare almeno 57 milioni di barili di petrolio, un dato che evidenzia la rilevanza delle nuove restrizioni per gli equilibri del mercato globale dell'energia.
Negli ultimi giorni, mentre le ostilità aumentavano, Teheran ha continuato a trasferire petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo i dati di monitoraggio delle navi raccolti da Bloomberg, sei superpetroliere soggette alle sanzioni statunitensi hanno attraversato il passaggio verso il Golfo dell'Oman nell'ultima settimana con i transponder disattivati.
`Stavano esportando petrolio a ritmi impressionanti`, ha dichiarato Jay Hatfield, amministratore delegato di Infrastructure Capital Management. Secondo Hatfield, il prezzo del greggio dovrebbe mantenersi intorno agli 80 dollari al barile, salvo ulteriori sviluppi sullo Stretto di Hormuz. L'analista ritiene improbabile un rialzo verso i 90 o i 100 dollari, aggiungendo che una completa riapertura del passaggio potrebbe riportare rapidamente le quotazioni fino a 60 dollari al barile.
Anche il gas naturale europeo registra un deciso rialzo, arrivando a guadagnare fino al +3,3% e raggiungendo i livelli più elevati degli ultimi tre mesi. Prima dello scoppio del conflitto, attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e di gas naturale liquefatto.
Il Joint Maritime Information Center ha comunicato che il Central Command degli Stati Uniti inizierà ad applicare il blocco nei confronti di tutti i porti e delle aree costiere iraniane a partire dalle ore 16 di New York di martedì. Trump ha inoltre affermato che gli Stati Uniti saranno rimborsati dai Paesi che beneficiano della protezione garantita nello Stretto di Hormuz, citando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait.
Secondo quanto riferito dall'agenzia semiufficiale Fars, che cita un comunicato delle forze armate iraniane, l'esercito di Teheran ha colpito con droni obiettivi statunitensi presenti in Kuwait e ha lanciato missili da crociera contro una `nave ostile`. Gli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre dichiarato che due proprie petroliere sono state attaccate nelle acque dell'Oman mentre attraversavano la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz.
Nel mese precedente i produttori del Golfo Persico avevano iniziato a incrementare l'offerta di greggio dopo che l'accordo provvisorio aveva ridotto le preoccupazioni sulle esportazioni. Gli Emirati Arabi Uniti si erano distinti nella capacità di aumentare le spedizioni utilizzando petroliere navetta con i sistemi di localizzazione disattivati.
Secondo un rapporto mensile visionato da Bloomberg, gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato all'OPEC di avere aumentato la produzione di petrolio a 3,8 milioni di barili al giorno nel mese di giugno, in crescita di 1,71 milioni di barili rispetto a maggio, grazie alle soluzioni individuate per aggirare gli effetti del conflitto con l'Iran e all'espansione dell'attività produttiva successiva all'uscita del Paese dall'organizzazione.
Il conflitto mostra anche segnali di estensione oltre lo Stretto di Hormuz. L'emittente Alekhbariya, citando un portavoce del ministero della Difesa saudita, riferisce che le difese aeree dell'Arabia Saudita hanno intercettato missili balistici lanciati dagli Houthi dello Yemen contro il sud del Paese. In precedenza gli Houthi avevano dichiarato che un attacco aereo saudita aveva colpito l'aeroporto internazionale di Sana'a, promettendo una rappresaglia e aprendo un ulteriore potenziale fronte nella regione.
Sul piano internazionale, secondo un funzionario della Casa Bianca che ha parlato in forma anonima, Donald Trump sarebbe inoltre pronto a sostenere il disegno di legge sulle sanzioni alla Russia promosso dal defunto senatore Lindsey Graham. L'iniziativa rilancerebbe le misure punitive nei confronti degli acquirenti di petrolio e gas naturale russi, aumentando la pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra in Ucraina.
ORO
L'oro si stabilizza dopo due sedute consecutive di ribasso, mentre l'intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente alimenta il rialzo dei prezzi dell'energia e un esponente della Federal Reserve rafforza le aspettative di un possibile aumento dei tassi di interesse per contrastare le persistenti pressioni inflazionistiche.
Il metallo prezioso si mantiene in prossimità dei 4.020 dollari l'oncia dopo aver perso il -2,9% nella seduta di lunedì. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripristinato il blocco nei confronti dell'Iran e ha imposto un rimborso del 20% sulle altre merci in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre tra le due parti proseguono gli scambi di attacchi. Le quotazioni del petrolio e del gas naturale europeo sono balzate, riaccendendo i timori per l'inflazione e alimentando l'ipotesi di una politica monetaria più restrittiva, uno scenario generalmente sfavorevole per l'oro, che non offre rendimenti.
Negli Stati Uniti il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha dichiarato che la banca centrale potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi di interesse nel breve periodo se l'inflazione di fondo continuerà a evidenziare pressioni diffuse sui prezzi. Sul mercato delle opzioni, la probabilità implicita di un rialzo di 25 punti base entro la riunione di questo mese è salita a circa il 50%, rispetto a meno del 10% registrato in precedenza.
L'oro amplia le perdite accumulate nel corso del mese, dopo avere archiviato il secondo trimestre con una flessione del -14%, la peggiore dal 2013. Il calo è stato alimentato dal rafforzarsi delle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed, mentre il dollaro statunitense e i rendimenti dei Treasury hanno continuato a salire. Le consistenze degli ETF garantiti da oro fisico sono inoltre scese la scorsa settimana ai livelli più bassi dallo scorso settembre, contribuendo a esercitare ulteriore pressione sulle quotazioni.
Nel corso della giornata gli operatori seguiranno con attenzione la pubblicazione dei dati statunitensi sull'inflazione al consumo di giugno e la prima audizione davanti al Congresso del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, dalla quale il mercato cercherà indicazioni sull'evoluzione della politica monetaria.
`L'oro continua a gravitare intorno ai 4.000 dollari l'oncia, ma il mercato è in attesa di nuovi segnali`, ha affermato Christopher Wong, strategist di Oversea-Chinese Banking, facendo riferimento ai dati macroeconomici e alla testimonianza di Warsh. Secondo Wong, il contesto di breve periodo resta complesso per il metallo prezioso se i prezzi dell'energia continueranno a rimanere elevati e i rendimenti obbligazionari proseguiranno la loro salita.
Nonostante il quadro macro sfavorevole, non emergono ancora indicazioni di un aumento significativo delle posizioni ribassiste da parte degli investitori in previsione di ulteriori cali delle quotazioni. Robin Tsui, strategist di State Street Investment Management, ha spiegato che il sentiment rimane particolarmente solido in Asia, dove molti investitori considerano gli attuali livelli di prezzo un'opportunità di acquisto.
`Quando l'oro raggiungerà i 3.900 dollari l'oncia, credo che gli investitori asiatici vorranno accumulare metallo prezioso`, ha dichiarato Tsui, aggiungendo che al momento manca soprattutto il contributo degli investitori statunitensi. Lo strategist si è detto inoltre `fortemente convinto` che quota 4.000 dollari rappresenti il nuovo livello di supporto per l'oro e ritiene elevata la probabilità che il metallo possa tornare sopra i 4.700 dollari l'oncia entro la fine dell'anno.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
L'attenzione della giornata sarà rivolta soprattutto ai dati statunitensi sull'inflazione di giugno, che potrebbero influenzare in modo significativo le aspettative sulla prossima riunione della Federal Reserve. Le previsioni indicano un calo mensile dell'indice generale dei prezzi al consumo pari al -0,16%, favorito dalla discesa dei prezzi della benzina, con un'inflazione annua attesa al +3,8%. L'inflazione core dovrebbe invece mostrare una maggiore tenuta, con una crescita mensile del +0,23% e un incremento tendenziale del +2,8%.
Dopo la pubblicazione dell'inflazione, l'attenzione si sposterà sulla testimonianza del presidente della Fed Kevin Warsh davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti, appuntamento che rientra nella tradizionale audizione semestrale del presidente della banca centrale. Il giorno successivo Warsh sarà ascoltato anche dalla Commissione bancaria del Senato. Le attese indicano che il presidente della Fed manterrà un atteggiamento prudente, evitando di fornire indicazioni precise sulle prossime decisioni di politica monetaria. Warsh, inoltre, è stato l'unico componente del FOMC a non presentare una propria previsione nel più recente dot plot.
Oltre ai dati sull'inflazione statunitense e alla testimonianza di Kevin Warsh, la giornata prevede gli interventi dei membri della Federal Reserve Michael Barr, Austan Goolsbee, Lisa Cook e Michelle Bowman, oltre a quello del governatore della Bank of England Andrew Bailey. Sul piano societario saranno pubblicati i risultati trimestrali di JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Bank of America.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
BANCA MPS. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Ministero dell'Economia non intende procedere, almeno per il momento, alla cessione della partecipazione residua del 4,8% detenuta nel capitale della banca.
INWIT, TELECOM ITALIA. Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso d'urgenza presentato da Inwit, che chiedeva la sospensione del recesso esercitato da Telecom Italia dal contratto di locazione delle torri. In una nota, Tim ha accolto con soddisfazione la decisione del tribunale e ha ribadito la convinzione di avere sempre operato nel pieno rispetto degli accordi contrattuali, auspicando una rapida conclusione della vicenda.
LEONARDO. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che l'Ucraina ha ordinato nuovi sistemi di difesa aerea sviluppati congiuntamente da Francia e Italia, oltre a 16 caccia Rafale che saranno consegnati ed entreranno in servizio tra il 2028 e il 2029. Macron ha inoltre affermato che Parigi autorizzerà la produzione in territorio ucraino di diversi sistemi militari, tra cui il missile da crociera Scalp.
BUZZI. Jefferies ha avviato la copertura del titolo con una raccomandazione `Hold` e ha fissato un prezzo obiettivo di 49,5 euro per azione.
COMPAGNIA DEI CARAIBI. Tandem Srl, società interamente controllata da Gem Srl e principale azionista di Compagnia dei Caraibi con una quota del 72,5%, ha annunciato il lancio di un'offerta pubblica di acquisto volontaria sul restante 26% del capitale non ancora posseduto. L'offerta prevede un corrispettivo in contanti di 0,40 euro per azione, pari a un premio del 17,6% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura di venerdì.
GENS AUREA. La società fa il suo esordio in Borsa.
A livello internazionale sono da monitorare:
SHEIN. Secondo fonti a conoscenza del dossier, Shein Global Holdings punta a debuttare alla Borsa di Hong Kong già nel mese di agosto, dopo avere ottenuto il via libera dall'autorità cinese di vigilanza sui mercati finanziari.
SHELL. Una società appartenente al gruppo del miliardario Kumar Mangalam Birla ha raggiunto un accordo per acquisire le attività di Shell nel settore delle energie rinnovabili in India. L'operazione ha un enterprise value pari a 172 miliardi di rupie, equivalenti a circa 1,8 miliardi di dollari, e rappresenta una delle più rilevanti transazioni nel comparto dell'energia pulita realizzate nel Paese.

di Francesco Sicuro















































