Start&Stock: nessun passo avanti nei negoziati tra Usa e Iran, tornano i timori sull’inflazione

Start&Stock: nessun passo avanti nei negoziati tra Usa e Iran, tornano i timori sull’inflazione

I mercati restano condizionati dall'assenza di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con le tensioni geopolitiche che alimentano i timori per inflazione e forniture energetiche e rafforzano le attese di una Federal Reserve più restrittiva. L'attenzione si sposta ora sui conti di Alphabet e Tesla di questa sera e sulla riunione della Bce di domani. In Asia il Giappone registra importazioni record, sospinte dal rincaro del petrolio e dalla debolezza dello yen, mentre il disavanzo commerciale supera le attese. Riflettori anche sul vertice ASEAN e sull'incontro tra Marco Rubio e Wang Yi, in un contesto di relazioni ancora fragili tra Washington e Pechino.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un rialzo del +0,1%. Poco mossi anche i futures sull’S&P 500 (-0,1%) mentre sono più deboli quelli sul Nasdaq 100 (-0,6%).

L'assenza di progressi nei negoziati sul conflitto con l'Iran ha riportato l'attenzione dei mercati sull'inflazione nelle ultime 24 ore. Gli Stati Uniti hanno confermato di aver completato l'undicesimo giorno consecutivo di attacchi contro l'Iran. Nonostante questo scenario, i mercati azionari hanno mostrato una buona tenuta grazie al recupero dei titoli dei semiconduttori, mentre gli investitori hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari a livello globale. L'attenzione degli operatori è ora rivolta anche ai conti trimestrali di Alphabet e Tesla, attesi dopo la chiusura di Wall Street, con particolare interesse per i piani di investimento di Alphabet.

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a non mostrare segnali di allentamento e non emergono sviluppi concreti verso un accordo di pace. Associated Press ha riferito che il ministro dell'Interno iraniano ha incontrato alcuni mediatori in Pakistan nel tentativo di rilanciare l'accordo provvisorio raggiunto il mese scorso tra Washington e Teheran. L'incontro è stato successivamente confermato anche dall'ufficio del primo ministro pakistano. Donald Trump ha però ridimensionato la possibilità di un confronto imminente, affermando che `vogliono disperatamente incontrarci e finché non saranno pronti a farlo in modo significativo non abbiamo alcun interesse`. L'assenza di sviluppi concreti ha spinto gli investitori a prezzare un rischio più persistente di interruzione delle forniture.

Il rafforzamento delle aspettative inflazionistiche ha spinto il mercato a prezzare ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, riportando anche l'ipotesi di un intervento già nella riunione della prossima settimana. Alla chiusura della seduta la probabilità implicita di un rialzo a luglio era risalita al 26%, il livello più elevato dalla pubblicazione del dato sull'inflazione statunitense della scorsa settimana. Prima della diffusione del dato la probabilità era pari al 45%, mentre il giorno successivo era scesa fino al 10%.

A differenza del comparto obbligazionario, i mercati azionari hanno archiviato una seduta positiva grazie al forte recupero dei produttori di semiconduttori. L'indice Philadelphia Semiconductor ha guadagnato il +5,2%, registrando la migliore performance giornaliera dell'ultimo mese e sostenendo il listino statunitense. L'S&P 500 ha chiuso in rialzo del +0,9%, nonostante la maggioranza delle società dell'indice abbia terminato la seduta in territorio negativo. In Europa il comparto tecnologico ha trainato il recupero, con lo Stoxx 600 in progresso del +0,6% e lo Stoxx Technology Index in rialzo del +3,3%.

Nel Regno Unito il mercato ha reagito positivamente alla nomina di John Healey come nuovo cancelliere dello Scacchiere. Pur trattandosi di una scelta inattesa, gli investitori hanno accolto favorevolmente l'esperienza maturata da Healey al Tesoro negli anni Duemila e il suo sostegno alle regole fiscali. Il primo ministro Andy Burnham ha dichiarato durante la riunione di governo che l'esecutivo dovrà dimostrare con i fatti il proprio impegno verso la disciplina di bilancio, anche attraverso decisioni difficili. Il nuovo governo ha inoltre annunciato il primo intervento economico, prevedendo l'abolizione dell'IVA del 5% sulle bollette elettriche domestiche a partire dal 1° ottobre.

ASIA

Anche i mercati asiatici hanno proseguito il recupero dei titoli legati ai semiconduttori. Il Kospi sudcoreano è salito del +5,1%, mettendo a segno la seconda seduta consecutiva di forti rialzi. Avanzano anche il Nikkei (+1,0%), il CSI 300 (+0,7%) e lo Shanghai Composite (+0,5%). L'Hang Seng arretra invece del -0,8%.

Lo yen giapponese resta sui livelli più deboli dal 1986, attestandosi a 163 per dollaro. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha ribadito che il governo è pronto a intervenire `in modo appropriato e deciso` qualora fosse necessario.

Il Giappone ha registrato a giugno un livello record delle importazioni, secondo i dati diffusi nella notte, con la debolezza dello yen e il forte rialzo delle quotazioni del petrolio che hanno determinato un marcato aumento del costo degli acquisti dall'estero, alimentando le pressioni inflazionistiche e rendendo più complesso il quadro per la Bank of Japan.

Il valore delle importazioni è aumentato del +25,4% su base annua, superando le attese degli analisti ferme al +21,0%, e ha raggiunto il massimo storico di 11.300 miliardi di yen, pari a circa 69,25 miliardi di dollari. A sostenere la crescita sono stati soprattutto gli acquisti di petrolio greggio.

Anche le esportazioni hanno mostrato un'accelerazione, con un incremento del +19,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, superiore al consenso del +18,6% e al +16,8% registrato a maggio. Il risultato è stato favorito dalla debolezza della valuta giapponese e dalla forte domanda collegata ai data center dedicati all'intelligenza artificiale.

Nonostante la solida crescita dell'export, il Giappone ha chiuso giugno con un disavanzo commerciale di 406,9 miliardi di yen, equivalenti a circa 2,49 miliardi di dollari, un dato nettamente superiore al deficit di 120 miliardi di yen previsto dagli analisti.

L'attenzione dei mercati resta puntata sul vertice dell'ASEAN a Manila, dove il segretario di Stato statunitense Marco Rubio incontrerà oggi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a margine della riunione dei Paesi del Sud-est asiatico. Tra i temi in agenda figura anche la possibilità di preparare un incontro tra i leader di Stati Uniti e Cina nel prossimo mese di settembre.

Il confronto tra Rubio e Wang si svolge in una fase di fragile distensione tra le due principali economie mondiali, dopo che la scorsa settimana il presidente Donald Trump ha accusato la Cina di interferenze nelle elezioni statunitensi. Accuse che Pechino ha respinto.

Il summit dell'ASEAN è inoltre segnato dall'aumento delle tensioni diplomatiche tra Cina e Filippine, alleato strategico di Washington, in seguito a un incidente nel Mar Cinese Meridionale che ha portato alla convocazione reciproca degli ambasciatori. I ministri degli Esteri dell'Associazione, preoccupati per le possibili ripercussioni del conflitto in Medio Oriente sulle forniture energetiche, hanno espresso ieri forte preoccupazione per gli ultimi sviluppi della guerra.

Nel corso degli incontri odierni, Rubio ha dichiarato che il principale ostacolo ai negoziati è rappresentato dall'atteggiamento dell'Iran, che a suo giudizio non starebbe affrontando i colloqui con la necessaria serietà.

SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,98%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 80 punti base.

Nella seduta di ieri i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno registrato un lieve aumento. Gli operatori continuano a guardare soprattutto alle indicazioni che arriveranno dalla riunione della Bce in programma domani, senza perdere di vista l'evoluzione delle quotazioni del petrolio.

Sul mercato primario, in Germania il Tesoro colloca 1 miliardo di euro attraverso la riapertura del Bund con scadenza 15 maggio 2041 e cedola del 2,60%, oltre a 1 miliardo di euro tramite la riapertura del Bund con scadenza 15 maggio 2047 e cedola del 3,40%.

In Grecia, il Tesoro offre 400 milioni di euro di nuovi titoli di Stato con scadenza a sei mesi.

PETROLIO

Il petrolio estende il rialzo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridimensionato la possibilità di colloqui a breve con l'Iran, rilanciando allo stesso tempo la minaccia di ampliare gli attacchi militari. Le preoccupazioni per le forniture globali di greggio si sono così estese dal Medio Oriente fino al Mar Nero.

Il Brent sale in area 92 dollari al barile, registrando la quarta seduta consecutiva di rialzi, mentre il West Texas Intermediate si porta sopra gli 85 dollari al barile. Trump ha promesso una risposta nel caso in cui i ribelli Houthi sostenuti da Teheran dovessero interrompere il traffico marittimo nel Mar Rosso e ha ribadito la minaccia di colpire Pickaxe Mountain, sito ritenuto collegato al programma nucleare iraniano.

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze armate americane hanno condotto l'undicesimo giorno consecutivo di attacchi contro la Repubblica Islamica con l'obiettivo di ridurre la capacità di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il comando ha inoltre precisato che il passaggio marittimo resta aperto nonostante le azioni attribuite all'Iran.

Le quotazioni del greggio sono in forte crescita nel corso del mese dopo l'intensificarsi dello scontro tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente. Negli ultimi giorni tre petroliere sono state attaccate nello Stretto di Hormuz, al largo dell'Oman. Alle tensioni nella regione si aggiungono gli attacchi contro il terminal del Caspian Pipeline Consortium sulla costa russa del Mar Nero, infrastruttura attraverso la quale transita la maggior parte delle esportazioni di petrolio del Kazakistan.

Ieri Trump ha dichiarato che l'Iran `vuole disperatamente incontrarci`, aggiungendo che gli Stati Uniti non sono interessati ad avviare colloqui. Teheran ha respinto le affermazioni, negando di aver richiesto negoziati. L'andamento del petrolio continua così a oscillare tra le prospettive di un'ulteriore escalation e quelle di una possibile distensione.

Jay Hatfield, ceo di Infrastructure Capital Management, ritiene che il prezzo del greggio possa restare in una fascia compresa tra 80 e 90 dollari al barile, in funzione dell'evoluzione delle notizie. Secondo Hatfield, un'eventuale chiusura del Mar Rosso rappresenterebbe un rischio concreto e potrebbe spingere le quotazioni oltre i 100 dollari al barile.

Le minacce degli Houthi al traffico marittimo dell'Arabia Saudita stanno iniziando ad avere effetti sulle rotte commerciali. Alcune petroliere hanno rallentato o sospeso la navigazione in prossimità delle acque yemenite, mentre altre, impegnate nel trasporto di greggio saudita, hanno invertito la rotta dirigendosi verso il Canale di Suez. Altre navi hanno invece continuato il viaggio verso l'area interessata dalle tensioni.

Durante il conflitto il Mar Rosso è diventato una via strategica per le esportazioni saudite, consentendo al regno di reindirizzare parte dei flussi attraverso gli oleodotti ed evitare il passaggio nello Stretto di Hormuz. Il traffico delle navi commerciali osservato nello stretto tratto di mare al largo dell'Iran è sceso ai livelli più bassi delle ultime tre settimane.

Secondo una nota di Bernstein, il Brent potrebbe superare i 100 dollari al barile entro la fine dell'anno se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi e le scorte commerciali dei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico continuassero a diminuire. Anche Goldman Sachs ha indicato la possibilità di un ritorno delle quotazioni in area a tre cifre, pur precisando che non si tratta dello scenario di base della banca.

ORO E ARGENTO

L'oro prosegue il recupero grazie agli acquisti degli investitori sulle fasi di debolezza, nonostante il perdurare delle tensioni in Medio Oriente continui a condizionare il mercato.

Il metallo prezioso è salito fino al +1%, riportandosi sopra i 4.100 dollari l'oncia e ampliando il guadagno di quasi il +2% registrato nella seduta precedente. Anche l'argento prosegue il rialzo, avvicinandosi ai 60 dollari l'oncia. Il movimento si è sviluppato in un contesto caratterizzato da rendimenti dei Treasury ancora elevati e dall'assenza di segnali concreti di una soluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Il recupero delle quotazioni ha favorito nuovi afflussi verso gli ETF legati all'oro. Secondo le rilevazioni di Bloomberg, nella giornata di martedì le consistenze complessive dei fondi sono aumentate di circa 7,4 tonnellate, il maggiore incremento giornaliero da oltre un mese.

Justin Lin, analista di Global X ETFs, ha spiegato che il rialzo potrebbe rappresentare una rottura tecnica dopo il forte calo della volatilità osservato negli ultimi giorni, tornata sui livelli di inizio giugno. Secondo Lin, gli acquirenti sono riusciti a difendere la soglia dei 4.000 dollari l'oncia, mentre la pressione in vendita si è progressivamente attenuata.

L'andamento dell'oro ha ignorato gli ultimi sviluppi geopolitici. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridimensionato la possibilità di un'immediata ripresa dei colloqui con l'Iran dopo lo scambio di attacchi nei pressi dello Stretto di Hormuz, mentre i ribelli Houthi nello Yemen hanno minacciato il traffico marittimo nel Mar Rosso.

Le dichiarazioni di Trump sono arrivate dopo il decimo giorno consecutivo di attacchi tra Stati Uniti e Iran, mentre i mediatori continuano a lavorare per rilanciare i negoziati. Oggi anche il petrolio ha proseguito il rialzo, dopo il forte aumento registrato nel mese di luglio con la ripresa delle ostilità nel conflitto in corso da quasi cinque mesi.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha contribuito a interrompere il mercato rialzista pluriennale dell'oro, che dai massimi di gennaio, vicini ai 5.600 dollari l'oncia, ha perso circa un quarto del proprio valore. Gli operatori continuano a valutare gli effetti del rincaro dei prezzi energetici insieme ai dati deboli dell'economia statunitense, alla ricerca di indicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve in materia di tassi di interesse. Il mantenimento di costi di finanziamento elevati rappresenta un elemento sfavorevole per un'attività priva di rendimento come l'oro.

Gli analisti di Morgan Stanley osservano che il metallo prezioso fatica a trovare una direzione definita. Gli acquisti delle banche centrali continuano a sostenere le quotazioni, mentre gli ETF hanno ridotto le proprie posizioni per effetto dei timori di ulteriori rialzi dei tassi. Gli stessi analisti ritengono comunque possibile un ritorno degli investitori sugli ETF qualora la Federal Reserve mantenesse invariati i tassi per il resto dell'anno, per poi tornare a ridurli nel corso del prossimo. Morgan Stanley prevede che nel quarto trimestre l'oro possa raggiungere i 4.450 dollari l'oncia, mentre l'argento è stimato a 65,40 dollari l'oncia.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

L'attenzione dei mercati statunitensi sarà rivolta oggi ai dati settimanali sulle scorte energetiche diffusi dalla Energy Information Administration (EIA), in programma alle 16:30. Le attese indicano una diminuzione delle scorte di petrolio greggio di 500.000 barili, un aumento delle scorte di distillati di 1 milione di barili e un calo delle scorte di benzina di 1,81 milioni di barili.

Nell'Eurozona prende il via oggi la riunione di due giorni della Bce dedicata alla politica monetaria. Gli investitori attendono le indicazioni che emergeranno dal Consiglio direttivo della BCE, con particolare attenzione alle prospettive sui tassi di interesse e al quadro macroeconomico.

Dopo la chiusura di Wall Street saranno inoltre diffusi i risultati trimestrali di Alphabet e Tesla.

ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

MPS, BANCO BPM, GENERALI. Monte dei Paschi di Siena punta a raggiungere un'intesa su una fusione con Banco BPM entro un paio di settimane. Secondo il Corriere della Sera, per garantire agli azionisti una remunerazione almeno pari a quella proposta da Intesa Sanpaolo sarebbe necessario valorizzare la partecipazione detenuta in Generali. Barclays, citata dal quotidiano, stima che la cessione totale o parziale della quota nel Leone potrebbe consentire a Mps di distribuire una cedola straordinaria da 7 miliardi di euro. Il Corriere aggiunge che Crédit Agricole mantiene un atteggiamento prudente sul progetto di integrazione. Secondo MF, per convincere il gruppo francese serviranno un rapporto di concambio competitivo rispetto a quello offerto da Intesa Sanpaolo e un accordo industriale che includa nuove partnership, sinergie e l'eventuale cessione degli sportelli in eccesso a Crédit Agricole.

LEONARDO. La società ha firmato con l'indonesiana PT ESystem Solutions un contratto per la fornitura al Ministero della Difesa dell'Indonesia di 12 velivoli multiruolo leggeri M-346 F nella nuova configurazione `Block 20`. L'intesa segue la lettera d'intenti annunciata lo scorso febbraio e prevede l'avvio delle consegne a partire dal 2030. L'amministratore delegato Lorenzo Mariani ha inoltre dichiarato che considera improbabile l'ingresso della Francia nel Global Combat Air Programme (GCAP), il progetto congiunto di Italia, Regno Unito e Giappone per lo sviluppo del caccia di nuova generazione. Mariani ha aggiunto che la Germania potrebbe affiancarsi al programma, precisando che al momento non sono stati avviati contatti con Berlino su una possibile adesione.

UNICREDIT. Moody's potrebbe migliorare il rating autonomo della banca da `baa2` a `baa1` nel caso in cui venga completata l'acquisizione del controllo e il consolidamento di Commerzbank. Oggi è inoltre in programma il consiglio di amministrazione per l'approvazione della relazione semestrale, mentre il comunicato sarà diffuso domani prima dell'apertura dei mercati.

TIM. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso cautelare presentato dalla società contro FiberCop nell'ambito della controversia relativa alle condizioni economiche previste dal Master Service Agreement che disciplina i rapporti tra le due aziende.

SAIPEM. La società si è aggiudicata un nuovo contratto di perforazione offshore assegnato da Eni Côte d'Ivoire Limited per un valore di circa 260 milioni di dollari.

MONCLER. È in programma il consiglio di amministrazione chiamato ad approvare la relazione semestrale.

REDFISH LONGTERM CAPITAL. La società, insieme al socio TP Holding, ha affidato a Lazard il mandato di valutare opportunità di crescita per la partecipata Industrie Polieco, compresa una possibile quotazione in Borsa.

THE ITALIAN SEA GROUP. Azimut Benetti è pronta ad acquisire i cantieri del gruppo specializzato nella produzione di yacht di lusso, secondo quanto dichiarato dal presidente Giovanni Vitelli a Repubblica. La società ha inoltre fissato al 31 luglio il consiglio di amministrazione per l'approvazione del bilancio 2025, all'11 settembre l'assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione e al 30 settembre il consiglio dedicato ai risultati del primo semestre 2026.

CARRARO. Il gruppo padovano specializzato nella produzione di assali e trasmissioni per macchine agricole e movimento terra ha avviato le procedure per quotare la controllata Carraro China alla Borsa di Hong Kong, dopo la precedente quotazione di Carraro India sul mercato di Mumbai. Lo ha dichiarato al Corriere il presidente Enrico Carraro.

BRAGA MORO. La società sarà revocata dalle negoziazioni sul mercato Euronext Growth.

A livello internazionale sono da monitorare:

SUPER MICRO COMPUTER. Le azioni della società hanno guadagnato circa il 15% nelle contrattazioni after-hours dopo la diffusione di risultati preliminari che indicano un portafoglio ordini record, grazie a nuovi contratti trimestrali superiori a 60 miliardi di dollari.

SPACEX. La società si prepara a uno dei più grandi sblocchi di azioni nella storia dei mercati dei capitali. Dal prossimo mese potranno essere venduti per la prima volta titoli per un valore fino a 116 miliardi di dollari.

CATHAY PACIFIC AIRWAYS. La compagnia prevede un forte aumento dell'utile netto del primo semestre, sostenuto dalla robusta domanda sia nel trasporto passeggeri sia in quello merci.

BANCO SANTANDER. La banca ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto superiore alle attese degli analisti, sostenuto dalla continua crescita della base clienti.

EQUINOR. La società ha registrato nel secondo trimestre risultati superiori alle previsioni grazie all'aumento dei prezzi del gas naturale in Europa e al contributo dell'attività di trading sul petrolio, favorita dal conflitto tra Iran e Stati Uniti.

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