STATI UNITI, ASIA ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso del -1%. Deboli anche i futures sull’S&P 500 (-0,8%) e quelli sul Nasdaq 100 (-1,6%).
Le borse asiatiche chiudono la settimana in netto calo, seguendo le perdite di Wall Street dopo il forte selloff dei titoli dei semiconduttori, alimentato dai crescenti timori sulle valutazioni del settore dell'intelligenza artificiale. Il Nikkei 225 perde il 5,2%, Hong Kong e Shanghai i 2,3% e il Kospi il 6,4%.
Proseguono i combattimenti in Medio Oriente. L'Iran ha lanciato anche oggi nuovi attacchi contro strutture statunitensi nell'area del Golfo, dopo la sesta notte consecutiva di raid americani contro installazioni militari iraniane. L'assenza di una tregua continua ad alimentare le tensioni nella regione.
Il mancato ripristino del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran continua a condizionare il mercato energetico. La riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz sostiene le quotazioni del petrolio, mentre Teheran ha chiesto agli Houthi di prepararsi a un eventuale blocco della rotta di esportazione del Mar Rosso.
Sul fronte Usa-Cina, a due mesi dall'incontro previsto con il presidente cinese Xi Jinping, Donald Trump ha desecretato una serie di documenti che, a suo giudizio, dimostrerebbero un'interferenza della Cina nelle elezioni statunitensi. L'iniziativa rilancia le accuse avanzate più volte dall'ex presidente sulla sicurezza del processo elettorale, nonostante l'intelligence americana non abbia individuato prove di un'influenza di Pechino sul voto del 2020, conclusosi con la sconfitta di Trump.
Nel corso di un intervento tenuto nella notte a Shanghai, Xi Jinping ha presentato la Cina come il punto di riferimento del nuovo ordine globale fondato sull'intelligenza artificiale. Il presidente cinese ha invitato a favorire lo sviluppo delle tecnologie open source e a contrastare l'influenza esercitata dagli Stati Uniti nel settore.
Passando in Europa, secondo il sondaggio Reuters pubblicato ieri, la Bce manterrà invariati i tassi d'interesse nella riunione del 23 luglio, per poi procedere con un secondo rialzo nel corso dell'anno, indicato dagli economisti come più probabile a settembre. Alla base di questa previsione vi è la nuova impennata dei prezzi dell'energia, che accresce il rischio di pressioni inflazionistiche più persistenti.
L'aumento del +20% delle quotazioni del petrolio seguito all'ultima escalation del conflitto in Medio Oriente ha modificato le aspettative degli operatori, che ora scontano due rialzi dei tassi da parte della Bce entro la fine dell'anno, rispetto a un solo intervento previsto prima della conclusione dell'ultimo accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La banca centrale di Francoforte ha già aumentato il costo del denaro una volta dall'inizio dell'anno, distinguendosi da altre principali banche centrali, tra cui Federal Reserve, Bank of England e Bank of Canada.
Le stime preliminari ufficiali indicano che l'inflazione dell'Eurozona è scesa al +2,8% a giugno. Il dato resta comunque superiore all'obiettivo del 2% fissato dalla Bce e continua a lasciare aperta la possibilità di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria. La crescita economica ancora debole e le limitate evidenze di effetti di secondo impatto sui prezzi continuano, allo stesso tempo, a suggerire prudenza nelle prossime decisioni dell'istituto centrale.
Tutti i 74 economisti coinvolti nel sondaggio prevedono che il tasso sui depositi resterà fermo al 2,25% nella riunione della prossima settimana, in linea con le aspettative già incorporate dal mercato. Il 70% del campione, pari a 52 economisti su 74, ritiene probabile un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell'anno, con settembre indicato come la finestra più probabile. Nell'indagine del mese precedente questa quota era pari a circa il 60%.
In Francia, il governo prevede di limitare in modo significativo la crescita della maggior parte della spesa pubblica nel 2027, mentre gli incrementi destinati alla difesa e al servizio del debito assorbiranno una quota sempre più ampia del bilancio dello Stato, secondo i tetti di spesa pubblicati ieri.
Le nuove soglie di bilancio aprono la strada a un confronto parlamentare che prenderà avvio da ottobre con l'esame della legge di bilancio. L'esecutivo punta a contenere il deficit pubblico in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, che secondo i sondaggi potrebbero favorire l'estrema destra.
La spesa complessiva dello Stato e degli enti pubblici è prevista a 708,4 miliardi di euro nel 2027. Gli interessi sul debito saliranno a 74,2 miliardi di euro, rispetto ai 64,8 miliardi previsti nel 2026, mentre le risorse destinate alla difesa aumenteranno di 6,4 miliardi di euro. Al netto della difesa, gli stanziamenti dei ministeri cresceranno complessivamente di appena 1,5 miliardi di euro, a conferma dell'obiettivo del governo di rafforzare il risanamento dei conti pubblici dopo un deficit pari al 5,1% del Pil nel 2025 e un debito pubblico equivalente al 115,9% della produzione economica.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,95%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 82 punti base.
MATERIE PRIME
Il petrolio prosegue il recupero dai minimi recenti, sostenuto dal permanere delle tensioni geopolitiche e dalle notizie relative agli attacchi condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi in Iran. Oggi le quotazioni del greggio restano orientate al ribasso, con Brent a 83 dollari al barile e WTI a 78 dollari, mentre gli operatori continuano a valutare le possibili conseguenze del conflitto sulle forniture energetiche dell'area.
L'oro si mantiene sostanzialmente stabile in un contesto di attesa sui mercati internazionali, mentre l'argento estende la fase di debolezza. Il metallo prezioso continua a risentire della tenuta del dollaro e del ridimensionamento della domanda speculativa dopo le recenti oscillazioni dei prezzi.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
Bankitalia pubblicherà in mattinata il documento sulla bilancia dei pagamenti relativo a maggio. Nell'ultima rilevazione disponibile, riferita ad aprile, gli investitori esteri avevano incrementato le proprie consistenze in titoli di Stato italiani per 18,7 miliardi di euro. L'istituto diffonderà anche il bollettino economico trimestrale.
Tra gli appuntamenti macro della giornata, nella Zona euro alle 10:00 sarà pubblicato il dato sulle partite correnti di maggio. Alle 11:00 è attesa la lettura finale dell'inflazione di giugno: il consenso stima un calo dello 0,1% dell'indice armonizzato su base mensile e un incremento del +2,8% su base annua.
In Portogallo, alle 12:00, sarà diffuso il dato di maggio sulla bilancia dei pagamenti.
Negli Stati Uniti, alle 14:30, sono attesi i permessi di costruzione di giugno, previsti a 1,400 milioni, gli avvii di nuove costruzioni, stimati a 1,310 milioni, i prezzi alle importazioni, attesi in calo dello 0,7% su base mensile, e i prezzi alle esportazioni, previsti in diminuzione dello 0,4% rispetto al mese precedente.
Alle 15:15 saranno pubblicati i dati sulla produzione industriale di giugno, attesa in crescita del +0,2% su base mensile, sull'utilizzo della capacità produttiva, previsto al 76,2%, e sull'output manifatturiero, stimato in aumento del +0,1%.
Alle 16:00 sarà resa nota la stima preliminare dell'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan relativa a luglio, attesa a 51,0 punti.
A mercati chiusi è infine atteso il giudizio di Moody's sul rating della Spagna, attualmente pari ad `A3` con outlook stabile.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
MPS, INTESA SP, BANCO BPM. Il consiglio di amministrazione di MPS ha espresso le proprie prime valutazioni sull'offerta presentata da Intesa Sanpaolo, ritenendo che il premio implicito riconosciuto agli azionisti sia inferiore alla media delle operazioni comparabili. La banca ha inoltre osservato che le sinergie indicate da Intesa risultano particolarmente elevate se rapportate alle dimensioni economiche del perimetro interessato dall'operazione. MPS ha aggiunto che proseguono le analisi sulla possibile aggregazione con Banco BPM. Secondo la banca senese, l'operazione richiede ulteriori approfondimenti in quanto potrebbe rappresentare una potenziale integrazione di natura industriale.
STELLANTIS. La Fiom Cgil di Torino ha reso noto che lo stabilimento di Mirafiori si fermerà per altre due giornate nella carrozzeria. Secondo quanto riportato da MF, aumentano i dubbi sulla capacità della nuova Fiat 500 ibrida di riportare il sito produttivo a livelli di attività ritenuti sostenibili.
ENI. Nel corso di un'audizione parlamentare, l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha affermato che l'Europa potrebbe trovarsi ad affrontare prezzi del gas particolarmente elevati nel mese di gennaio, a causa dell'interruzione delle forniture russe e dei bassi livelli delle scorte. Riguardo alla crisi nello Stretto di Hormuz, Descalzi ha spiegato che i rischi legati ai flussi energetici provenienti dal Medio Oriente resteranno più elevati rispetto al passato anche dopo un eventuale ritorno della pace. Per questo motivo, la strategia degli investimenti si sta orientando sempre più verso il Sud-Est asiatico e l'America Latina.
OPS ECOM. La società attiva nei servizi di e-commerce ha comunicato che sono già in corso interlocuzioni con un potenziale investitore mentre prosegue la procedura di composizione negoziata della crisi.

di Francesco Sicuro














































