STATI UNITI, EUROPA ED ASIA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo dell’1%. La settimana si apre con diversi mercati internazionali chiusi per festività. In Gran Bretagna la Borsa resta ferma per il bank holiday, mentre negli Stati Uniti i mercati osservano la pausa del Memorial Day. Chiuso anche il mercato della Cina, elemento che contribuisce a ridurre i volumi di scambio a livello globale. Negli scambi asiatici, la Borsa di Tokyo (+2,9%) ha raggiunto un nuovo massimo storico, mentre Shanghai sale dello 0,7% (Hong Kong è chiusa).
L’attenzione degli investitori continua a concentrarsi sugli sviluppi in Medio Oriente, dove nel fine settimana si erano riaccese le speranze per un possibile accordo in grado di porre fine al conflitto dopo le dichiarazioni considerate più concilianti del presidente americano Donald Trump.
Nelle ultime ore lo stesso Trump ha però raffreddato le aspettative, dichiarando di non avere fretta nel raggiungere un’intesa con l’Iran. Il presidente americano ha inoltre ribadito che il blocco statunitense delle navi iraniane nello Stretto di Hormuz “rimarrà pienamente in vigore fino a quando non sarà raggiunto, certificato e firmato un accordo”.
Da Teheran non è arrivata una risposta immediata alle parole del presidente americano. L’agenzia iraniana Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha sostenuto che gli Stati Uniti starebbero ancora ostacolando alcune parti centrali di un possibile accordo, compresa la richiesta avanzata dall’Iran per ottenere lo sblocco dei fondi congelati.
A riaccendere ulteriormente la tensione diplomatica sono state anche le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, che dall’India ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero raggiungere un “buon accordo” con Teheran oppure affrontare l’Iran “in un altro modo”.
In Italia, si chiudono oggi alle ore 15 le urne per le elezioni amministrative, considerate il primo banco di prova per i partiti di governo dopo la recente sconfitta registrata al referendum. Sono complessivamente 743 i Comuni coinvolti nel voto per l’elezione dei sindaci e il rinnovo dei consigli comunali. Tra questi figurano 17 capoluoghi di provincia, tra cui Salerno, Messina, Mantova e Reggio Calabria, oltre a un capoluogo di regione, Venezia. Complessivamente circa un italiano su dieci è chiamato alle urne. L’affluenza registrata ieri alle 23 risultava in calo al 46,3% rispetto al 50,2% delle precedenti elezioni amministrative.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,77%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 73 punti base.
I mercati continuano a guardare con attenzione agli sviluppi in Medio Oriente, dove la prospettiva di un possibile accordo appare sempre più vicina nonostante i frequenti rallentamenti nei negoziati. Il miglioramento del sentiment sta favorendo la propensione al rischio e il calo delle quotazioni del petrolio potrebbe contribuire a una nuova discesa dei rendimenti obbligazionari europei.
La seduta si preannuncia caratterizzata da volumi contenuti a causa della chiusura dei mercati per festività negli Stati Uniti e nel Regno Unito, elemento che potrebbe accentuare la volatilità dei movimenti sui titoli governativi.
Resta elevata l’attenzione anche sull’andamento dei Treasuries americani, dopo il consistente rialzo dei rendimenti registrato nelle ultime settimane. Secondo un funzionario americano, la dinamica dei tassi sui bond statunitensi rappresenta una delle principali fonti di preoccupazione per l’amministrazione Usa.
Sul mercato primario italiano, in serata è atteso l’annuncio del Tesoro relativo alla tipologia e agli importi dei titoli a medio-lungo termine in asta giovedì. Nel calendario delle emissioni figurano inoltre domani collocamenti fino a 5 miliardi di euro tra Btp Short e Btpei, mentre mercoledì saranno offerti fino a 7,5 miliardi di euro di Bot semestrali.
PETROLIO
Il petrolio accelera al ribasso dopo nuovi segnali distensivi provenienti dagli Stati Uniti sui negoziati con l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent arriva a perdere fino il -6,2%, scendendo a 97,10 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate tratta in area 91 dollari.
A spingere le quotazioni verso il basso sono state soprattutto le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha adottato un tono prudentemente ottimista parlando dei colloqui diplomatici. “Pensavamo di poter avere notizie già ieri sera”, ha dichiarato ai giornalisti a New Delhi. “Forse oggi”. Rubio ha aggiunto che gli Stati Uniti intendono concedere “ogni possibilità alla diplomazia”.
Nel fine settimana anche il presidente americano Donald Trump aveva parlato di negoziati che procedono in maniera “ordinata e costruttiva”, pur precisando attraverso i social media che Washington non intende affrettare la conclusione di un accordo. Trump ha inoltre ribadito che il blocco americano dello Stretto di Hormuz resterà in vigore fino al completamento dell’intesa definitiva. Secondo funzionari americani di alto livello, l’approvazione finale dell’accordo potrebbe richiedere ancora diversi giorni.
Restano però aperte le questioni considerate più delicate, a partire dal futuro del programma nucleare iraniano. L’agenzia iraniana Tasnim ha riferito che la bozza di accordo potrebbe ancora fallire a causa delle resistenze americane su alcune clausole fondamentali, compresa la richiesta avanzata da Teheran di sbloccare i propri asset congelati.
La crisi geopolitica iniziata a febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, ha profondamente destabilizzato i mercati energetici globali. Il conflitto si è rapidamente esteso all’intera area del Golfo Persico, costringendo diversi produttori a fermare milioni di barili di produzione giornaliera. Lo Stretto di Hormuz, principale collegamento tra il Golfo e i mercati internazionali, è stato soggetto a un doppio blocco imposto sia da Teheran sia da Washington.
Secondo Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets, le due parti potrebbero essere più vicine a un’intesa sul cessate il fuoco e sulla riapertura dello Stretto, pur restando ancora molto distanti sulle questioni più complesse come le sanzioni e il programma nucleare. L’analista sottolinea che il petrolio ha iniziato a scontare un alleggerimento delle tensioni, ma non ancora una soluzione duratura della crisi.
Le contrattazioni petrolifere potrebbero risultare meno intense del solito a causa delle festività negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Negli USA il Memorial Day segna tradizionalmente l’inizio della stagione estiva dei viaggi, periodo caratterizzato da una maggiore domanda di benzina, diesel e carburante per aerei.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, Stati Uniti e Iran avrebbero elaborato un memorandum che estenderebbe il cessate il fuoco di ulteriori 60 giorni mentre le due parti cercano di raggiungere un accordo permanente. In caso di approvazione, lo Stretto di Hormuz verrebbe bonificato dalle mine e progressivamente riaperto al traffico marittimo.
Per Haris Khurshid, chief investment officer di Karobaar Capital LP, per settimane il petrolio ha incorporato scenari estremamente negativi. L’analista sostiene che, una volta diventato chiaro che i negoziati erano ancora in corso e che l’escalation non stava accelerando, una parte consistente del premio al rischio incorporato nei prezzi si è rapidamente ridotta.
Una riapertura completa dello Stretto di Hormuz, che in tempi normali gestisce circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, rappresenterebbe un forte sollievo per i principali importatori energetici asiatici, tra cui Cina, Giappone e Corea del Sud.
I transiti nello Stretto continuano comunque a viaggiare a livelli molto inferiori rispetto al periodo precedente alla guerra, anche se alcune navi hanno ripreso a passare. Tra queste figura una superpetroliera carica di greggio iracheno diretta in Cina che ha lasciato il Golfo Persico attraversando il blocco americano, secondo i dati di tracciamento navale. Anche tre navi per il trasporto di gas naturale liquefatto sembrano essere uscite dall’area.
L’Iran sostiene che 33 imbarcazioni, comprese petroliere e portacontainer, abbiano attraversato lo Stretto dopo avere ottenuto l’autorizzazione dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo quanto riportato domenica dall’agenzia Tasnim. L’amministrazione Trump ha dichiarato in più occasioni che qualsiasi sistema di pedaggi per il transito sarebbe considerato inaccettabile.
Donald Trump continua inoltre a fare i conti con una crescente pressione politica interna per mettere fine al conflitto, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine di novembre che determineranno il controllo del Congresso americano. La guerra ha provocato un forte aumento dei prezzi dei carburanti, con il costo medio della benzina negli Stati Uniti salito ai livelli più alti dal 2022.
Il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha dichiarato a Fox News di aspettarsi un forte calo dei prezzi dell’energia una volta raggiunto un accordo con l’Iran. Secondo Hassett, questo scenario potrebbe aprire la strada a futuri tagli dei tassi da parte della Fed. “Ci aspettiamo che i prezzi dell’energia crollino non appena verrà raggiunto un accordo”, ha affermato.
Sul piano internazionale continuano anche gli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina. Kiev ha colpito il terminal petrolifero di Sheskharis, il più grande sulla costa russa del Mar Nero, oltre a un deposito di stoccaggio e a un importante impianto petrolchimico. La compagnia energetica statale ucraina Naftogaz ha invece dichiarato che la Russia ha preso di mira infrastrutture petrolifere e del gas nell’est del Paese.
ORO
L’oro accelera al rialzo mentre i mercati valutano i segnali di progresso nei negoziati tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, scenario che contribuisce ad attenuare le preoccupazioni legate all’inflazione energetica. Il metallo prezioso arriva a guadagnare fino il +1,6%, riportandosi in area 4.580 dollari l’oncia e cancellando le moderate perdite registrate la scorsa settimana.
Secondo funzionari americani, le trattative sulla formulazione definitiva dell’accordo sono ancora in corso e potrebbero essere necessari diversi giorni prima che entrambe le parti concedano l’approvazione finale. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato sui social media che non intende “affrettare” la conclusione dell’intesa.
In precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva parlato della possibilità di “buone notizie” riguardo allo Stretto di Hormuz nelle ore successive, mentre Teheran e Washington proseguono i colloqui di pace.
Per Justin Lin, analista di Global X ETFs, la reazione dell’oro alle ultime indiscrezioni resta comunque “relativamente contenuta”. Secondo Lin, i mercati hanno già assistito più volte ad annunci di Trump rimasti senza sviluppi concreti e gli investitori vogliono vedere segnali più chiari di cooperazione da parte dell’Iran prima di confermare ulteriori rialzi del metallo prezioso.
Nonostante il recupero delle ultime ore, il lingotto resta ancora in calo di circa il 13% rispetto ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto alla fine di febbraio.
Nel corso delle ultime settimane gli operatori hanno aumentato le scommesse su futuri rialzi dei tassi d’interesse, dopo che la guerra con l’Iran ha provocato una forte impennata dei prezzi energetici. Il mercato monetario continua a prezzare come praticamente certo un primo rialzo dei tassi da parte della Fed entro dicembre. Tassi più elevati tendono a penalizzare l’oro, che non offre rendimento.
Con l’arrivo del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, gli investitori cercheranno indicazioni sulla sua visione dell’economia americana e sulle future decisioni di politica monetaria.
Secondo Christopher Wong, strategist di Oversea-Chinese Banking, il recupero dell’oro potrebbe comunque incontrare una certa cautela da parte del mercato, considerando che mancano ancora dettagli fondamentali sul programma nucleare iraniano. Wong ha inoltre sottolineato che le festività in Stati Uniti, Regno Unito, Hong Kong e Corea del Sud stanno riducendo la liquidità degli scambi, contribuendo a rendere i movimenti di mercato più sottili e meno stabili.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
L’attenzione dei mercati europei si concentra sui prossimi dati sull’inflazione dell’Eurozona relativi al mese di maggio, la cui pubblicazione è prevista per il 2 giugno. In attesa del dato aggregato dell’area euro, nei prossimi giorni arriveranno le prime indicazioni attraverso le statistiche nazionali dei principali Paesi membri.
In Germania, secondo le stime di UniCredit, l’inflazione dovrebbe registrare soltanto un lieve incremento fino al 3% su base annua. A contribuire al contenimento dei prezzi sarebbe soprattutto l’introduzione di una riduzione temporanea delle accise su benzina e diesel pari a 17 centesimi al litro, misura che dovrebbe attenuare parte delle pressioni energetiche.
Scenario differente invece per l’Italia, dove l’indice dei prezzi al consumo è atteso in accelerazione al 3,5% annuo nel mese di maggio, rispetto al 2,7% registrato ad aprile. Si tratterebbe del livello più elevato dall’autunno del 2023.
A sostenere la crescita dell’inflazione italiana sarebbero soprattutto i rincari energetici, insieme alla riduzione parziale delle misure di sostegno introdotte dal governo nei mesi precedenti per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle famiglie e sulle imprese.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI AZIONARI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
NEXI. Il consiglio di amministrazione di Cdp Equity ha approvato la decisione di aumentare la partecipazione nel capitale della società fino a una quota massima del 29,9%. La controllata della Cassa Depositi e Prestiti ha precisato di non avere intenzione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto sulla fintech italiana.
RECORDATI. CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert, promotori dell’offerta pubblica di acquisto volontaria sul gruppo farmaceutico, hanno acquistato venerdì ulteriori quote della società. CVC ha rilevato l’1,82% del capitale sociale, mentre Groupe Bruxelles Lambert ha acquisito il 2,86%. Il prezzo medio ponderato delle operazioni è stato pari a 51,29 euro per azione.
EDISON. La società energetica italiana ha firmato un memorandum d’intesa con la compagnia statale turca BOTAS per valutare possibili collaborazioni nei settori del gas naturale e del gas naturale liquefatto.
SNAM. Le manifestazioni di interesse ricevute per Bionerys, controllata attiva nel biometano, hanno superato quota 40. L’amministratore delegato Agostino Scornajenchi ha dichiarato che le offerte vincolanti risultano inferiori alla metà delle manifestazioni iniziali, pur restando molte più di quelle attese dalla società.
MFE. Il gruppo presenterà richiesta di annullamento del procedimento esecutivo concluso a Madrid che impone il pagamento di 74 milioni di euro a ITV per l’utilizzo irregolare del format televisivo Pasapalabra tra il 2012 e il 2019. La società ha spiegato che la decisione non avrebbe tenuto conto di una recente sentenza del Tribunal Supremo spagnolo secondo cui i diritti di copyright non apparterrebbero a ITV.
TESSELLIS. Il consiglio di amministrazione ha approvato l’offerta presentata da DHH per l’acquisto del perimetro aziendale B.1 per un valore complessivo pari a 4,2 milioni di euro, secondo quanto comunicato dalla società.
FERRARI. La casa automobilistica di lusso presenta Luce, il primo modello completamente elettrico della propria gamma.
ITALIAN SEA GROUP. Il gruppo attivo nella produzione di yacht sta valutando diverse opzioni per il piano di rilancio, tra cui la possibile vendita del cantiere Perini della Spezia, un accordo con il fisco e la rinegoziazione con i clienti degli extracosti accumulati sulle imbarcazioni. La notizia è stata riportata dal Giornale che cita il Tirreno.
EDILIZIA ACROBATICA. Le azioni della società risultano sospese dalle negoziazioni, secondo quanto comunicato da Borsa Italiana.
DOLOMITI ENERGIA. L’amministratore delegato Stefano Granella ha dichiarato a Radiocor che la utility prevede di sbarcare in Borsa nel 2027 con un flottante vicino al 20%. Secondo le indicazioni fornite dal management, l’Ipo potrebbe valorizzare la società tra 3 e 4 miliardi di euro.

di Francesco Sicuro















































