Maturi per età, meno per indipendenza
Il 96% degli italiani tra i 35 e i 55 anni dichiara di sentirsi pienamente adulto e indica, in media, i 27 anni come momento di ingresso nella maturità. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da Moneyfarm, piattaforma digitale leader in Europa per la gestione e la crescita del patrimonio, su un campione rappresentativo di cittadini nati tra il 1971 e il 1991.
Per molti, il passaggio simbolico all’età adulta coincide con il primo impiego stabile (37%) o con l’uscita dalla casa dei genitori (29%). Seguono convivenza o matrimonio (24%) e nascita dei figli (22%), che per chi è genitore rappresenta il vero punto di svolta.
Eppure, dietro questa percezione di autonomia, si nasconde una realtà più articolata. Secondo il sondaggio Moneyfarm, il 72% degli intervistati ha ricevuto almeno una volta un aiuto economico importante nel corso della vita adulta, per l’acquisto di una casa, dell’auto o per sostenere le spese del matrimonio. Quasi la metà ha ricevuto supporto anche per spese di media entità, come cure mediche o sanitarie, mentre tre italiani su dieci hanno beneficiato di un contributo familiare anche per spese ordinarie come bollette o spesa alimentare.
Nel complesso, il valore medio degli aiuti economici supera i 19.800 euro, con differenze territoriali significative: oltre 20.000 euro nel Centro-Nord contro quasi 12.000 euro nel Centro-Sud. Un trasferimento di risorse che racconta un’autonomia solo parziale, sostenuta nel tempo da un flusso finanziario familiare spesso decisivo.
Il welfare informale dei nonni e la rete quotidiana di supporto
Accanto agli aiuti economici, emerge con forza la dimensione del sostegno pratico. Moneyfarm evidenzia come il 57% dei genitori riceva aiuto dalla famiglia di origine nella gestione dei figli, confermando il ruolo centrale dei nonni come ammortizzatore sociale informale.
Il supporto va ben oltre la cura dei bambini. Il 36% riceve aiuto nella preparazione dei pasti, il 28% nella gestione di commissioni e pratiche amministrative e il 21% nella cura della casa. Si delinea così una rete di sostegno quotidiana che affianca e integra il contributo economico, rendendo la famiglia un pilastro strutturale della stabilità domestica.
Il rapporto con questo aiuto resta però ambivalente. Un quarto degli intervistati dichiara di essersi sentito in imbarazzo nel chiedere supporto economico, una sensazione particolarmente diffusa tra le donne. Secondo Moneyfarm, questo dato rivela una tensione tra il desiderio di indipendenza e la consapevolezza di una dipendenza ancora radicata.
Futuro incerto tra eredità e passaggio generazionale
Lo sguardo al futuro appare diviso. Se il 52% degli intervistati guarda avanti con fiducia, il 48% si dice poco o per nulla ottimista. Questa incertezza si riflette anche nel passaggio generazionale: quasi la metà ritiene che riuscirà ad aiutare i propri figli nella stessa misura in cui è stata aiutata, ma oltre uno su cinque teme di poter fare meno.
Anche il tema dell’eredità contribuisce a ridimensionare l’idea di una sicurezza economica automatica. Il 41% dei 35-55enni si aspetta di ricevere un’eredità, mentre un ulteriore 18% l’ha già ricevuta, soprattutto nella fascia 45-55 anni. Tuttavia, solo il 7% ritiene che potrebbe cambiare la propria vita in modo significativo. Per il 36% rappresenterebbe un miglioramento marginale, mentre per il 44% non farebbe alcuna differenza concreta.
Non manca una quota di scettici: un italiano su otto teme che l’eredità possa portare più problemi che benefici, e il 35% non si aspetta di riceverne alcuna. Secondo l’analisi di Moneyfarm, il passaggio generazionale viene vissuto più come un fattore di incertezza che come una leva di sicurezza economica.
A sintetizzare il quadro è il commento di Andrea Rocchetti, Global Head of Investment Advisory di Moneyfarm, che sottolinea come emerga il ritratto di una generazione adulta dal punto di vista identitario ma ancora fortemente intrecciata, sul piano materiale, alla famiglia di origine. Quest’ultima continua a rappresentare un pilastro di welfare informale, compensando fragilità economiche, caro vita e difficoltà di accesso alla casa.
Rocchetti evidenzia come diventi cruciale affiancare al supporto familiare una pianificazione finanziaria consapevole e di lungo periodo, capace di favorire una progressiva autonomia economica. In un contesto segnato da carriere discontinue e da un sistema previdenziale sempre meno sufficiente da solo, il supporto di un consulente qualificato può risultare determinante per orientare le scelte, integrare il futuro assegno pensionistico e trasformare il risparmio in uno strumento di sicurezza e progettualità.

di Francesco Sicuro















































