Oro ai massimi storici e dollaro sotto pressione per i timori sulla Fed

Oro ai massimi storici e dollaro sotto pressione per i timori sulla Fed

L’oro vola su nuovi record mentre il dollaro arretra e i future di Wall Street scendono. A scuotere i mercati sono le crescenti preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve, dopo l’apertura di un’indagine giudiziaria che coinvolge il presidente Jay Powell.

Pressioni politiche e tensioni sui mercati finanziari

L’inizio di settimana è stato segnato da un deciso spostamento degli investitori verso gli asset rifugio. L’oro ha toccato un nuovo massimo storico salendo fino a 4.600 dollari l’oncia, sostenuto dal clima di incertezza istituzionale negli Stati Uniti.

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Il movimento si è accompagnato a un indebolimento del dollaro, in calo contro le principali valute, mentre l’argento ha accelerato fino a nuovi record, rafforzando il segnale di una ricerca di protezione da parte dei mercati.

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La reazione non si è limitata alle materie prime. I future sugli indici azionari statunitensi hanno virato in territorio negativo nel premarket, con l’S&P 500 e il Nasdaq 100 in flessione, riflettendo il nervosismo degli investitori di fronte al rischio che le decisioni di politica monetaria possano subire pressioni politiche dirette.

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Sul mercato obbligazionario, i rendimenti dei Treasury a dieci anni sono saliti lievemente, indicando una combinazione di aspettative inflazionistiche più elevate e maggiore incertezza sul quadro macro.

L’indagine su Powell e il rischio per la credibilità della Fed

A innescare le tensioni è stata la notizia dell’apertura di un’indagine penale da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense sul presidente della Federal Reserve. Il Financial Times riferisce che Jay Powell ha confermato di aver ricevuto una citazione di fronte a un grand jury, collegata alle sue dichiarazioni al Congresso su un progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale. L’episodio ha riacceso i timori di un confronto sempre più aspro tra la Casa Bianca e la Fed.

Secondo diversi operatori, i movimenti di mercato riflettono la percezione che i tassi di interesse potrebbero essere mantenuti artificialmente più bassi rispetto a quanto giustificato dai fondamentali economici. Questo scenario alimenta l’idea di un aumento dell’inflazione nel lungo periodo e rafforza l’attrattiva dell’oro come copertura contro il rischio di “svalutazione” degli asset denominati in dollari.

La corsa ai beni rifugio nello scenario geopolitico

Il rally dei metalli preziosi si inserisce in quello che molti analisti definiscono un vero e proprio “debasement trade”, in cui gli investitori cercano riparo dall’erosione del valore delle valute tradizionali. Il Financial Times sottolinea come l’oro venga sempre più percepito come l’asset geopolitico per eccellenza, favorito da un contesto internazionale già appesantito da tensioni in America Latina e Medio Oriente.

Sul fronte obbligazionario globale, le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed si sommano a quelle per l’elevato indebitamento pubblico. L’ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei Treasury a lungo e a breve termine segnala che i mercati stanno iniziando a prezzare un periodo prolungato di incertezza monetaria, con possibili ripercussioni sull’inflazione attesa e sulla stabilità finanziaria complessiva.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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