Ricavi oltre le attese, ma il titolo continua a scendere
Nvidia ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 con risultati superiori alle aspettative degli analisti, senza però riuscire a convincere il mercato. Come si legge nel commento di Sandeep Rao, Senior Researcher di Leverage Shares, i ricavi si sono attestati a 81,62 miliardi di dollari contro un consenso di 78,86 miliardi, mentre l’utile per azione rettificato ha raggiunto 1,87 dollari rispetto agli 1,76 dollari stimati dal mercato.
Nonostante numeri superiori alle attese, il titolo non ha reagito positivamente nella sessione after-hours successiva alla pubblicazione dei conti del 20 maggio 2026. Il giorno seguente le azioni Nvidia hanno chiuso in calo del 2%, registrando il quarto ribasso consecutivo dopo una trimestrale.
Per Rao, la spiegazione va cercata nelle dinamiche di fondo del mercato dell’intelligenza artificiale. Gli investitori continuano a premiare la crescita, ma iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità del ritmo attuale e sulla qualità futura degli utili.
L’intelligenza artificiale traina quasi tutto il business
Nel primo trimestre del FY2027 emerge con ancora maggiore evidenza la dipendenza quasi totale di Nvidia dalla domanda enterprise legata all’intelligenza artificiale. Rao sottolinea che la divisione “Compute & Networking” rappresenta ormai il vero motore operativo della società, sostenuta dagli investimenti delle aziende in infrastrutture AI e data center avanzati.
Al contrario, il segmento “Graphics”, storicamente associato a gamer, consumatori e professionisti della grafica, continua a perdere rilevanza. La divisione contribuisce ormai solo per circa il 5% al reddito operativo del gruppo e il trend suggerisce un ulteriore ridimensionamento entro la fine dell’esercizio fiscale 2027.
Secondo Rao, le dinamiche stagionali degli investimenti aziendali stanno sostenendo un trimestre particolarmente forte. Se il ritmo registrato nel Q1 2027 dovesse proseguire, Nvidia potrebbe chiudere l’intero FY2027 con una crescita netta del 152% rispetto al FY2026.
Anche l’utile netto per azione continua a mostrare numeri molto elevati, con una traiettoria di crescita pari al 220%. Il dato, però, va letto considerando il peso crescente delle partecipazioni strategiche detenute dalla società.
Partecipazioni AI e valutazioni sempre più centrali
Rao evidenzia che una parte importante della crescita dell’EPS deriva dal portafoglio di investimenti di Nvidia in aziende AI, piattaforme cloud e società tecnologiche quotate e non quotate. Tra queste figurano realtà come OpenAI e CoreWeave, spesso coinvolte in accordi stake-for-sales pensati per garantire continuità commerciale.
L’entusiasmo del mercato per l’intelligenza artificiale ha avuto un impatto enorme soprattutto sulle valutazioni delle società non quotate. Nel FY2026 il portafoglio investimenti di Nvidia valeva circa 1 miliardo di dollari, cifra salita a 9 miliardi entro la fine dello stesso esercizio.
Nel primo trimestre del FY2027, appena tre mesi dopo, il valore complessivo è arrivato a 15,9 miliardi di dollari, mostrando quanto rapidamente si stiano rivalutando gli asset legati all’AI.
Escludendo il contributo di queste partecipazioni, l’EPS rettificato mostra però una crescita molto più contenuta. Rao spiega che l’incremento reale sarebbe pari al 52% nel FY2027, circa tre quarti della crescita registrata nell’esercizio precedente.
Il dato potrebbe risultare ancora inferiore considerando la stagionalità delle decisioni di acquisto delle imprese. Anche la stock-based compensation mostra un’accelerazione significativa: dopo tre esercizi caratterizzati da incrementi tra il 30% e il 35%, il FY2027 punta verso una crescita del 64%, vicina ai livelli del FY2021. Nonostante questo aumento, la voce rappresenta comunque solo il 2% dei ricavi del Q1 2027.
Stati Uniti sempre più centrali per Nvidia
Nvidia continua inoltre a mostrare una forte concentrazione geografica delle vendite. Rao osserva che nel FY2023 Cina e Taiwan, considerando anche i potenziali flussi di prodotto tra le due economie, rappresentavano quasi metà dei ricavi del gruppo.
Nel Q1 2027 il loro peso è sceso a poco più di un quinto del totale. Di fatto, nessuna regione diversa dagli Stati Uniti ha registrato crescita dei ricavi.
Questo significa che Nvidia appare oggi sempre più dipendente dalla domanda delle aziende statunitensi, elemento che aumenta la sensibilità del gruppo a eventuali rallentamenti del mercato americano dell’intelligenza artificiale.
Il cambiamento arriva in una fase delicata per il settore dei semiconduttori e per le tensioni commerciali tra Washington e Pechino, fattori che continuano a influenzare il comparto tecnologico globale.
Concorrenza più aggressiva e clienti che diventano rivali
La competizione nel mercato dell’AI compute sta diventando molto più articolata. Rao evidenzia che AMD sta proponendo chip significativamente più economici nel segmento inference, cercando allo stesso tempo di ridurre il gap con Nvidia sul fronte del training dei modelli AI.
Anche AMD ha adottato accordi stake-for-sales per accelerare la diffusione delle proprie piattaforme, puntando sulla possibilità che il mercato diventi più ricettivo una volta raggiunti benchmark iniziali convincenti.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la concentrazione del fatturato. Nel primo trimestre del FY2027 tre clienti diretti hanno generato il 64% dei ricavi complessivi di Nvidia, contro il 56% registrato nel Q4 2026.
Per Rao, questo elemento suggerisce che il mercato indirizzabile potrebbe non essere ampio quanto spesso percepito dagli investitori.
Sul fronte operativo le scorte restano sotto controllo, nonostante un lieve accumulo di materie prime rispetto all’esercizio precedente. Nvidia aveva previsto per il Q1 2027 una crescita trimestrale dei ricavi del 15%, poi superata grazie a un incremento effettivo del 20%.
Per il Q2 2027 la società prevede invece una crescita trimestrale del 12%, con ricavi attesi pari a 91 miliardi di dollari, segnale interpretato dal mercato come un possibile rallentamento.
Rao richiama inoltre il rischio che alcuni grandi clienti possano trasformarsi in concorrenti diretti. Nvidia ha riconosciuto che diverse aziende stanno sviluppando ASIC proprietari e design ottimizzati per workload specifici, capaci di ridurre la necessità di utilizzare l’intera gamma di funzionalità offerte dai sistemi data center del gruppo.
Nvidia punta tutto sull’Agentic AI
Nel tentativo di rafforzare la narrativa di crescita futura, Nvidia sta puntando con decisione sull’Agentic AI e sull’intelligenza artificiale applicata alla robotica fisica.
Rao ricorda che il CEO Jensen Huang ha accompagnato il presidente Donald Trump in Cina insieme ad altri protagonisti del settore tecnologico, probabilmente nel tentativo di sostenere il business in una regione oggi in rallentamento.
Nonostante diverse indiscrezioni abbiano parlato di vendite confermate di GPU in Cina, non compaiono riferimenti concreti né nella trimestrale né nell’outlook futuro. Secondo Rao, questo potrebbe indicare risultati limitati per Nvidia e per le altre aziende coinvolte nella visita.
In un contesto caratterizzato da crescita meno lineare, concorrenza crescente e segnali di rallentamento dell’EPS, Nvidia ha quindi cercato un nuovo motore strategico attraverso la scommessa sull’Agentic AI e sulla physical robotic AI.
“Il mondo sta ricostruendo l’informatica per l’agentic AI e per la physical robotic AI”, ha dichiarato Huang durante la conference call. “Nvidia è al centro di queste trasformazioni”.
Per rendere più evidente questo cambio di direzione, il gruppo riorganizzerà il reporting finanziario in due piattaforme: Data Center ed Edge Computing. Quest’ultima sarà dedicata ai dispositivi di elaborazione per agentic AI e AI fisica.
Maxi buyback e dividendo rafforzato
Il possibile rallentamento della crescita continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sul titolo e Nvidia sta cercando di sostenere la fiducia del mercato anche attraverso misure finanziarie aggressive.
Nel primo trimestre del FY2027 la società ha annunciato riacquisti di azioni proprie per 20 miliardi di dollari. A questa cifra si aggiungono ulteriori 38,5 miliardi già autorizzati e altri 80 miliardi disponibili senza una scadenza temporale definita.
Contestualmente Nvidia ha comunicato un aumento di 25 volte del dividendo trimestrale, passato da 0,01 a 0,25 dollari per azione.
Per gli investitori focalizzati esclusivamente sui dividendi, l’incentivo potrebbe restare limitato. Rao sottolinea anche che l’enorme disponibilità di capitale destinata ai buyback rischia di rendere meno trasparente la reale valutazione di mercato del titolo nel corso del prossimo anno.
Come accade per le partecipazioni in società non quotate, anche il massiccio utilizzo dei riacquisti può introdurre elementi di volatilità e mascherare il reale livello di convinzione del mercato sul business Nvidia.

di Francesco Sicuro















































