Mercato del lavoro in ripresa oltre le stime
Secondo il Dipartimento del Lavoro, citato dal Wall Street Journal, l’economia Usa ha creato 119 mila nuovi posti di lavoro a settembre, più del doppio rispetto alle attese degli economisti (50 mila). Il dato, diffuso con forte ritardo per via dello shutdown, rappresenta il miglior risultato da aprile e indica che la domanda di lavoro resta solida malgrado tassi elevati e incertezza macroeconomica.

Le revisioni dei mesi precedenti mostrano però un’estate più debole. Agosto è stato corretto a meno 4 mila posti, mentre luglio è sceso a 72 mila. Nel complesso, luglio e agosto contano 33 mila occupati in meno rispetto alle stime originarie, segnale di raffreddamento temporaneo dell’attività.
Il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%, complice l’ingresso nella forza lavoro di quasi mezzo milione di persone. Un aumento che riflette più un ampliamento dell’offerta di lavoro che un peggioramento del quadro occupazionale.

Dati incompleti dopo lo shutdown
Il lungo blocco delle attività federali ha paralizzato la pubblicazione dei principali indicatori economici. Il Dipartimento del Lavoro non produrrà un tasso di disoccupazione per ottobre e pubblicherà solo la variazione dei posti di lavoro, unendo i dati ai numeri di novembre. Restano dubbi anche sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo.
La Federal Reserve si troverà quindi a decidere sui tassi a inizio dicembre con statistiche meno aggiornate del solito. Le minute della riunione di ottobre mostrano posizioni divergenti all’interno del Fomc sull’opportunità di tagliare i tassi già nel prossimo meeting.
Segnali contrastanti da imprese e famiglie
Al di là dei dati ufficiali, diversi indicatori suggeriscono un mercato del lavoro meno omogeneo. Gruppi come Amazon e Target hanno annunciato migliaia di tagli nelle funzioni corporate, mentre i sondaggi mostrano crescente cautela tra consumatori e piccole imprese. Oltre il 70% delle famiglie si aspetta un aumento della disoccupazione nell’arco dei prossimi dodici mesi.
Economia ancora solida ma consumi più prudenti
Nonostante le incertezze, il quadro macro resta robusto. Il modello GDPNow della Fed di Atlanta stima una crescita del Pil del 4,2% annualizzato nel terzo trimestre, sostenuta da utili aziendali generalmente forti. Esempi come Nvidia confermano un sentiment più disteso sul fronte tecnologico.
Al contrario, i risultati di Home Depot e Target segnalano consumi più selettivi e una crescente attenzione delle famiglie ai costi. Alcuni retailer riportano traffico e spesa in calo, influenzati da tassi elevati, mercato immobiliare debole e gli effetti transitori dello shutdown.

di Gino Ercole Zincone















































