L’oro crolla, il Bitcoin resiste: ecco perché

L’oro crolla, il Bitcoin resiste: ecco perché

Negli ultimi mesi si è osservata una divergenza significativa tra oro e Bitcoin con il metallo prezioso in calo e la criptovaluta sorprendentemente resiliente. Dietro questa dinamica emergono fattori geopolitici, flussi istituzionali e differenze strutturali tra i due asset. In un contesto di crescente incertezza, la diversificazione tra oro e Bitcoin assume un ruolo sempre più centrale.

Due asset simili, ma trattati in modo opposto

Negli ultimi due anni, nonostante le numerose caratteristiche in comune, oro e Bitcoin sono stati trattati come asset profondamente diversi dagli investitori. Stephen Coltman, Head of Macroeconomics di 21 shares, osserva che che anche gli afflussi nei rispettivi ETF hanno mostrato una correlazione addirittura negativa, suggerendo che il mercato tenda a scegliere tra uno dei due asset piuttosto che combinarli.

Coltman evidenzia però che questa conclusione è meno immediata di quanto sembri, poiché gran parte degli afflussi sull’oro proviene dalla Cina, dove il trading di criptovalute è illegale. Inoltre, Coltman ricorda che con lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, l’oro ha perso la sua tradizionale correlazione con i tassi reali, sostenuto da massicci acquisti di banche centrali e fondi sovrani. Questi fattori hanno alimentato il rally del metallo giallo fino ai primi mesi dell’anno.

Guerra e liquidità: perché l’oro scende

Coltman spiega che la crescita dell’oro si è interrotta con l’inizio delle ostilità tra Iran, Israele e Stati Uniti, mentre il Bitcoin ha mostrato una resilienza sorprendente, restando vicino alla soglia dei 70mila dollari.

Secondo Coltman, identificare con precisione le cause della divergenza è complesso a causa del ritardo nei dati sui flussi, ma alcune dinamiche risultano evidenti. L’oro è detenuto principalmente da istituzioni, fondi sovrani e banche centrali. Con l’inizio del conflitto, i player del Golfo Persico non hanno più potuto contare sugli introiti tradizionali da petrolio e tasse.

Coltman ritiene quindi plausibile che si sia verificata una liquidazione delle riserve auree per soddisfare esigenze di liquidità e finanziare l’aumento delle spese per la difesa. Questo elemento aiuta a spiegare la pressione ribassista sul prezzo dell’oro.

Bitcoin tra accessibilità e resilienza operativa

Sul fronte opposto, Coltman sottolinea che, nonostante la crescente presenza istituzionale tramite ETF, il Bitcoin resta un asset in cui gli investitori retail giocano ancora un ruolo dominante.

Un elemento chiave, secondo Coltman, è la natura operativa del Bitcoin: il trading è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, offrendo un accesso continuo anche in contesti di crisi. Questo aspetto si è rivelato cruciale durante il conflitto, quando le borse di Dubai e Abu Dhabi sono state chiuse a seguito di attacchi con droni.

Coltman evidenzia che, mentre i canali finanziari tradizionali erano limitati, alcuni investitori locali potrebbero aver trasferito ricchezza verso soluzioni blockchain, in particolare Bitcoin, per garantire accesso costante ai propri asset.

Ruolo geopolitico dell’oro e funzione individuale del Bitcoin

Coltman distingue chiaramente il ruolo dei due asset. L’oro mantiene una funzione geopolitica, rappresentando un bene rifugio per governi e istituzioni che vogliono proteggere le riserve da tensioni internazionali, come dimostrato anche durante la guerra in Ucraina e le tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Il Bitcoin, invece, assume un ruolo più individuale: è utilizzato sia a fini speculativi sia come strumento per proteggere il patrimonio e mantenere operatività finanziaria in contesti in cui la fiducia nei sistemi bancari locali viene meno.

Diversificazione come risposta al nuovo scenario

Alla luce di queste differenze, Coltman conclude che la strategia più efficace per gli investitori è puntare su entrambi gli asset. Secondo Coltman, in un contesto di mercato caratterizzato da incertezza crescente, la diversificazione rappresenta oggi una delle poche strategie a basso rischio.

In particolare, l’integrazione di oro e Bitcoin in portafoglio consente di ottenere protezione dall’inflazione e dal rischio di controparte, grazie alla loro bassa correlazione e alla complementarità delle rispettive funzioni.

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