JPMorgan anticipa i tagli dei tassi e ribilancia il portafoglio: maxi spostamento verso i Treasury Usa

JPMorgan anticipa i tagli dei tassi e ribilancia il portafoglio: maxi spostamento verso i Treasury Usa

La prima banca statunitense per dimensioni ha ritirato centinaia di miliardi di dollari parcheggiati presso la Federal Reserve per investirli in titoli del Tesoro. Una mossa difensiva e strategica, pensata per bloccare rendimenti elevati prima che la stagione dei tagli dei tassi eroda la redditività del settore bancario.

Dalla liquidità alla carta governativa

JPMorgan Chase ha avviato negli ultimi due anni una profonda riallocazione della propria liquidità, riducendo drasticamente i fondi detenuti presso la Federal Reserve e aumentando in modo speculare l’esposizione ai Treasury Usa.

Dal 2023 a oggi, la banca ha ritirato circa 350 miliardi di dollari dal conto presso la Fed, portando il saldo da oltre 400 miliardi a poco più di 60 miliardi, mentre le detenzioni di debito pubblico statunitense sono salite da 231 a 450 miliardi di dollari.

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L’obiettivo è chiaro: congelare rendimenti più elevati in vista di un ciclo di allentamento monetario che rischia di comprimere i margini.

Una scommessa sul ciclo dei tassi

La strategia riflette la lettura che JPMorgan dà del contesto macro. Dopo il rapido e aggressivo rialzo dei tassi tra il 2022 e il 2023, la Federal Reserve ha avviato una fase di riduzione graduale del costo del denaro, segnalando che ulteriori tagli sono probabili. In questo scenario, spostare risorse dalla liquidità remunerata presso la banca centrale a titoli di Stato consente di anticipare il mercato e difendere i ricavi da interessi, con il decennale attualmente al 4,16%.

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La banca non ha reso noti né la durata media dei Treasury in portafoglio né l’uso di derivati per la gestione del rischio, ma il messaggio al mercato è esplicito: meglio fissare ora i rendimenti che inseguirli domani.

Il vantaggio competitivo costruito negli anni

La mossa è coerente con la disciplina mostrata da JPMorgan negli anni dei tassi a zero. A differenza di alcuni concorrenti, la banca aveva evitato di accumulare grandi quantità di debito a lunga scadenza nel 2020-2021, limitando le perdite potenziali quando i rendimenti sono poi schizzati verso l’alto.

In parallelo, una base di depositi particolarmente stabile ha consentito all’istituto di guadagnare molto parcheggiando liquidità presso la Fed durante la fase di tassi elevati, pagando ai correntisti interessi relativamente contenuti. Ora che il ciclo sta cambiando, quella liquidità viene riconvertita in attivi più redditizi nel medio periodo.

Un impatto che va oltre JPMorgan

Le dimensioni dell’operazione sono tali da avere effetti sistemici. Il deflusso di fondi deciso da JPMorgan è stato sufficiente a compensare da solo i movimenti di liquidità di migliaia di altre banche statunitensi, contribuendo alla riduzione complessiva dei depositi bancari presso la Fed da 1.900 a circa 1.600 miliardi di dollari.

Dal 2008, la remunerazione delle riserve è uno degli strumenti chiave della politica monetaria americana, ma negli ultimi anni ha generato pagamenti record alle banche, con oltre 186 miliardi di dollari di interessi versati nel solo 2024.

Il fronte politico e le critiche

Proprio questi numeri hanno alimentato un acceso dibattito politico. Alcuni senatori repubblicani hanno criticato il meccanismo, accusando la Fed di pagare le banche per tenere liquidità inattiva. Un tentativo di vietare il pagamento degli interessi sulle riserve è stato bocciato in Senato, ma le polemiche restano.

Secondo stime circolate a Washington, JPMorgan avrebbe incassato circa 15 miliardi di dollari di interessi sulle riserve nel 2024, a fronte di utili complessivi superiori ai 58 miliardi.

Una banca che guarda avanti

Nel complesso, la scelta di JPMorgan evidenzia come le grandi banche stiano ripensando i modelli di gestione della liquidità in vista di una nuova fase monetaria. Con i tassi in discesa e la concorrenza sui depositi destinata ad aumentare, bloccare oggi rendimenti su asset considerati sicuri come i Treasury diventa una leva cruciale per stabilizzare la redditività futura.

Ancora una volta, l’istituto guidato da Jamie Dimon mostra di voler giocare d’anticipo, trasformando il cambio di ciclo della Fed da rischio a opportunità.

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Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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