Fed verso due tagli con economia surriscaldata, rischio inflazione nel 2027

Fed verso due tagli con economia surriscaldata, rischio inflazione nel 2027

Gli Stati Uniti viaggiano con una crescita solida, sostenuta da consumi robusti, stimoli fiscali e condizioni finanziarie accomodanti. Eppure, secondo Schroders, la Federal Reserve potrebbe procedere con altri due tagli dei tassi nel 2026, nonostante un quadro macro già vicino al surriscaldamento. Una scelta che rischia di riaccendere le pressioni sui prezzi nel 2027, in un contesto di mercato del lavoro rigido e politiche fiscali espansive.

Crescita senza frenate

Negli Stati Uniti i fondamentali restano solidi e, secondo George Brown, Senior US Economist di Schroders, sono destinati a sostenere la crescita nel 2026 insieme a politiche fiscali e monetarie accomodanti. Questo contesto dovrebbe spingere il mercato del lavoro oltre l’attuale equilibrio di “basso livello di assunzioni, basso livello di licenziamenti”, che ha finora giustificato l’allentamento del FOMC.

Brown evidenzia come la spesa dei consumatori abbia sostenuto un’espansione del 4,4% nel terzo trimestre del 2025, mentre le stime sul PIL della Fed di Atlanta indicano che anche il quarto trimestre abbia mantenuto un ritmo altrettanto robusto e generalizzato. Questo slancio dovrebbe garantire un significativo effetto di trascinamento nel 2026, già avviato su basi solide con l’attenuarsi degli effetti negativi dello shutdown.

La crescita, sottolinea Schroders, sarà ulteriormente accelerata dagli stimoli fiscali introdotti lo scorso anno, con rimborsi fiscali medi annui attesi in aumento del 25% a febbraio. A ciò si aggiunge l’effetto dell’abbassamento dei tassi dello scorso anno, che potrebbe innescare un nuovo ciclo di credito tra le famiglie. Alla luce di questi elementi, Brown ha rivisto al rialzo le previsioni di PIL per il 2026 al 3%, con una crescita attesa al 2,5% nel 2027.

Mercato del lavoro in tensione

Sul fronte occupazionale la situazione resta in stallo. Gli incrementi di produttività hanno consentito alle aziende di soddisfare la domanda senza aumentare il numero di dipendenti. Brown ritiene però che la domanda di lavoro possa riprendere nel corso dell’anno, man mano che la crescita si manterrà robusta e l’incertezza politica si attenuerà.

Questa dinamica si scontra con una riduzione dell’offerta di lavoratori. L’immigrazione ha subito un marcato rallentamento e la quota di popolazione di origine straniera è in calo per la prima volta dagli anni Sessanta. Secondo Schroders, questo squilibrio potrebbe tradursi in pressioni salariali più intense. Se le imprese trasferissero i maggiori costi del lavoro sui prezzi finali, il rischio sarebbe una nuova accelerazione dell’inflazione.

Inflazione sotto la superficie

L’inflazione ha recentemente sorpreso al ribasso, ma si tratta di un effetto in parte tecnico. Lo shutdown ha costretto il Bureau of Labor Statistics ad assumere che molti prezzi siano rimasti invariati tra settembre e ottobre, con effetti che continueranno a influenzare i dati fino alla fine del 2026. Brown spiega che questo fattore giustifica gran parte della revisione al ribasso delle stime sull’inflazione per l’anno in corso.

Allo stesso tempo, i dazi non si sono trasmessi ai prezzi dei beni nella misura prevista, pur in assenza di evidenze di compressione dei margini o di calo dei costi di importazione in grado di compensarli. La previsione attuale di Schroders indica un CPI medio al 2,7% nel 2026, in calo rispetto al precedente 3,3%.

Fed verso nuovi tagli

La Federal Reserve appare più cauta rispetto a un ulteriore allentamento. Secondo Brown, ciò riflette in parte dati macro superiori alle attese, ma potrebbe anche rappresentare una reazione agli attacchi dell’amministrazione nei confronti dell’istituzione.

Nonostante questo atteggiamento prudente, Schroders ritiene che il comitato resti orientato verso un ulteriore allentamento nel 2026, dal momento che la maggioranza dei membri del FOMC continua a considerare i tassi ancora restrittivi. La nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed dovrebbe rafforzare questa inclinazione, anche alla luce della sua convinzione che l’intelligenza artificiale eserciterà una significativa forza disinflazionistica.

Per questo motivo, pur in presenza di fondamentali che potrebbero giustificare una linea più restrittiva, Brown ora prevede che il comitato procederà con un ulteriore taglio complessivo di 50 punti base nel 2026.

Tagliare i tassi in un’economia già surriscaldata comporta però dei rischi. In precedenza Schroders ipotizzava tassi invariati quest’anno, ma ha ora rivisto al rialzo le stime di inflazione per il 2027 al 2,8%, rispetto al precedente 2,3%. Come evidenziato nello scenario “Mid-term push”, esiste inoltre il rischio che l’amministrazione scelga di adottare una linea particolarmente espansiva in vista delle elezioni di novembre. Una mossa che aggiungerebbe ulteriore carburante all’economia e aumenterebbe la probabilità di un inasprimento correttivo in futuro.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche