Corsa all’oro: banche e trader trasformano il rally storico in una miniera di profitti

Corsa all’oro: banche e trader trasformano il rally storico in una miniera di profitti

Il rally senza precedenti di oro e argento non sta arricchendo solo gli investitori. Nel 2025 l’impennata dei prezzi dei metalli preziosi ha trasformato un segmento tradizionalmente considerato marginale in uno dei più redditizi della finanza globale. Trading, custodia fisica e infrastrutture logistiche tornano al centro delle strategie di banche, broker e operatori specializzati, in una competizione sempre più intensa per intercettare flussi, margini e nuove opportunità.

Prezzi record e domanda in accelerazione

Il nuovo slancio dei metalli preziosi ha trovato ulteriore carburante nelle ultime settimane, alimentato da tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Venezuela e dalle crescenti scommesse su tagli dei tassi di interesse americani. L’oro ha superato per la prima volta quota 4.500 dollari l’oncia, mentre l’argento ha oltrepassato la soglia dei 70 dollari, portando i rialzi da inizio anno rispettivamente al 68% e al 155%.

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Una dinamica che ha riportato i metalli preziosi al centro dei portafogli come bene rifugio, copertura contro l’inflazione e strumento di protezione geopolitica, ma che ha avuto un impatto diretto anche sui conti degli intermediari finanziari.

I desk dei metalli tornano protagonisti

Secondo i dati di Crisil Coalition Greenwich, i ricavi delle principali banche dal trading di metalli preziosi sono aumentati di circa il 50% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, i desk di 12 grandi istituti hanno generato circa 1,4 miliardi di dollari tra gennaio e settembre, mettendo il 2025 sulla traiettoria per diventare il secondo miglior anno di sempre, dietro solo al 2020.

Per molti gruppi bancari, i metalli preziosi stanno diventando una quota sempre più rilevante del business dei mercati, spingendo anche chi in passato aveva ridimensionato o chiuso queste attività a tornare sul settore. Nel corso dell’anno, player come Société Générale, Morgan Stanley e Mitsui hanno rafforzato i team dedicati, intercettando un mercato tornato improvvisamente molto competitivo.

Non solo banche: l’assalto dei nuovi operatori

La crescita dei volumi e dei margini ha attirato anche operatori esterni al mondo bancario. Raffinerie, broker e piattaforme finanziarie stanno ampliando rapidamente la loro presenza nel mercato dei metalli. StoneX, Marex e la raffineria svizzera MKS Pamp hanno investito in nuove strutture, assunzioni e capacità operative.

StoneX, in particolare, ha inaugurato un vault Comex a New York e sta ampliando una raffineria nel Regno Unito, puntando su una maggiore integrazione tra trading fisico e infrastrutture di custodia. Secondo diversi operatori, il settore sta vivendo una vera e propria “democratizzazione”, con più partecipanti e maggiore concorrenza lungo tutta la filiera.

Il ritorno di moda dei caveau

Per anni considerata un’attività poco redditizia e quasi marginale, la custodia fisica dell’oro è tornata improvvisamente strategica. In un mercato come quello londinese, che movimenta oltre 35.000 miliardi di dollari di oro fisico all’anno, avere un caveau è un requisito essenziale per essere clearing member del mercato “Loco London”.

Negli anni passati alcune banche avevano ceduto i propri vault, giudicandoli poco attraenti. Oggi la tendenza si è invertita. Essere sulla lista dei gestori di caveau consente di generare ricavi aggiuntivi stabili, con rendimenti contenuti ma continui. Secondo fonti di mercato, anche Citigroup starebbe valutando un ritorno diretto nel business della custodia.

Arbitraggio, logistica e capitale contano più che mai

Tra le operazioni più redditizie del 2025 spicca l’arbitraggio tra New York e Londra, esploso tra gennaio e febbraio quando il prezzo del metallo fisico negli Stati Uniti ha superato nettamente quello europeo, complice il timore di nuovi dazi. Una distorsione che ha premiato gli operatori con accesso a capitale, infrastrutture logistiche e capacità di movimentare rapidamente il metallo.

In questo contesto, le grandi banche beneficiano di bilanci solidi, fondamentali in un anno in cui l’aumento improvviso dei prezzi ha messo sotto pressione produttori e piccoli trader. Al tempo stesso, operatori non bancari mantengono un vantaggio competitivo nella gestione della catena fisica del metallo, inclusa la complessa verifica dell’origine e della conformità agli standard di “good delivery”.

Una nuova centralità per l’oro

Il ritorno dei metalli preziosi al centro della scena segna un cambio strutturale. Non si tratta solo di un rally speculativo, ma di un riequilibrio del ruolo dell’oro e dell’argento nella finanza globale, in un contesto di incertezza geopolitica, debito elevato e transizione monetaria.

Per molti veterani del settore, è una rivincita attesa da anni. Quello che un tempo era un mercato silenzioso e poco considerato è oggi una delle aree più dinamiche e redditizie della finanza, e tutto lascia pensare che l’attenzione resterà alta anche nel 2026.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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