Una ripresa sorprendente, ma ancora vulnerabile
Le compagnie aeree hanno riconquistato terreno nel 2025 dopo il crollo di primavera provocato dall’annuncio dei nuovi dazi di Donald Trump. Il comparto, monitorato dall’ETF Global JETS si è riportato oltre il 53% dai minimi di aprile.

Anche i singoli titoli risultano in territorio positivo da inizio anno, con Ryanair (linea blu) come top performer con un +49% circa, seguita da Lufthansa (linea rossa) con un +33% circa e Air France (linea marrone) con un +31%. Tra le americane i guadagni sono più limitati, con Delta Airlines (linea bianca) che segna un +6,2%, United Airlines (linea verde) un +4,6% e Southwest Airlines (linea viola) un +4,2%. Solo American Airlines (linea gialla) segna una performance da inizio anno negativa e pari ad un -20% circa.

Questa ripresa delle americane rischia però di essere compromessa dall’impatto del blocco del governo federale, che potrebbe riflettersi nelle guidance che le compagnie pubblicheranno nelle prossime settimane.
Il nodo cruciale: traffico di novembre in calo
La stagione dei viaggi tra Thanksgiving e Capodanno è tradizionalmente determinante per i conti del settore, ma quest’anno assume un valore ancora maggiore. L’ente federale FAA, inizialmente colpito dalla mancanza di fondi, ha ordinato una riduzione dei voli a inizio novembre, con effetti sulla circolazione aerea.
I dati non sono incoraggianti: secondo Fitzgerald di TD Cowen, il traffico aereo negli Stati Uniti nei primi venti giorni di novembre è sceso dell’1,8% rispetto all’anno precedente. L’analista si aspettava un rimbalzo più deciso una volta terminati i tagli imposti dalla FAA.
Per ora, il giorno più trafficato è stato venerdì 21 novembre, con 2,8 milioni di passeggeri controllati dalla TSA. Ma la vera prova sarà la domenica successiva al Thanksgiving, tradizionalmente la più intensa dell’anno.
Perché la stagione festiva è più importante del solito
Gli analisti concordano sul fatto che il quarto trimestre dipenderà in gran parte da due fattori: la tenuta del traffico corporate a ottobre e la forza dei viaggi delle festività. Con la prima componente già debole a causa dello shutdown, il peso maggiore ricade ora sui flussi turistici di fine anno.
Secondo Raymond James, il sentiment dei viaggiatori ha iniziato a indebolirsi proprio a novembre, nonostante una partenza relativamente stabile nei primi giorni del blocco governativo. Le compagnie, quindi, potrebbero rivedere al ribasso gli obiettivi annuali già a dicembre.
Il settore non può permettersi un passo falso
La storia recente mostra quanto questa fase dell’anno possa essere insidiosa: tra il 2018 e il 2024 l’ETF Global Jets ha registrato una performance negativa tra Thanksgiving e Capodanno per quattro anni su 7, con una flessione media di solo un -0,39%, grazie ai record di traffico del 2023 e del 2024 che avevano riportando ottimismo nel settore.

Quest’anno la posta in gioco è ancora più alta. Le compagnie hanno recuperato faticosamente dopo i cali di marzo e aprile e puntano ora a consolidare questi risultati. Una stagione festiva debole rischierebbe di cancellare i progressi ottenuti.
Fitzgerald resta moderatamente fiducioso, sostenendo che “c’è ancora tempo per salvare la stagione di dicembre”. Ma avverte, come molti analisti, che il mercato si sta preparando a ricevere revisioni negative nelle comunicazioni di fine anno.

di Gino Ercole Zincone















































