Banche europee: prospettive solide per il 2026, ecco perché

Banche europee: prospettive solide per il 2026, ecco perché

Dopo un 2025 archiviato con risultati superiori alle attese, il settore bancario europeo si avvicina al 2026 con fondamentali robusti, capitale in crescita e una redditività che ricorda i livelli pre-crisi finanziaria, ma con profili di rischio profondamente diversi. In un contesto di spread compressi e mercati del credito sempre più selettivi, il comparto finanziario continua a offrire opportunità interessanti, soprattutto sul fronte degli strumenti subordinati.

Un 2025 da record per il settore finanziario europeo

Il 2025 si è confermato come un altro anno molto positivo per i titoli finanziari europei, inserendosi in un contesto di forte performance dell’azionario continentale, salito del 16% da inizio anno. Secondo Marc Stacey, Senior Portfolio Manager Investment Grade di RBC BlueBay, le strategie di investimento legate al settore hanno registrato rialzi diffusi fino al 10%, dopo il +14% del 2024, a conferma di un trend strutturale e non episodico.

Nel corso dell’ultimo trimestre, la maggior parte delle banche ha pubblicato risultati pienamente coerenti con una visione costruttiva sui fondamentali. I profitti operativi prima degli accantonamenti hanno superato le attese del 4% su base aggregata, segnando il ventisettesimo trimestre consecutivo di sovraperformance. Un dato particolarmente significativo se si considera che le aspettative di mercato sono ormai elevate, rendendo questa continuità di risultati ancora più rilevante.

Margini solidi, capitale in crescita e qualità degli attivi stabile

Il quadro operativo resta favorevole anche guardando alle principali voci di conto economico. Il margine d’interesse netto continua a mantenersi solido, con performance particolarmente brillanti da parte delle banche britanniche, che beneficiano di coperture strutturali sui tassi d’interesse adottate in modo sistematico negli ultimi anni. Anche le commissioni e l’attività di mercato si confermano robuste, mentre i management indicano pipeline di business sane in vista del 2026.

Dal punto di vista del rischio, l’analisi di RBC BlueBay non rileva segnali di deterioramento della qualità degli attivi bancari, nonostante alcune storie idiosincratiche emerse negli Stati Uniti. Il costo del rischio è sceso nel trimestre su base aggregata e i livelli di capitale sono aumentati trimestre dopo trimestre, restando vicini ai massimi storici anche in presenza di distribuzioni di capitale più generose.

Nel complesso, la redditività del settore prima degli accantonamenti dovrebbe attestarsi intorno ai 370 miliardi di euro nel 2025, un livello vicino a quello precedente alla crisi finanziaria globale del 2008. La differenza sostanziale rispetto a quell’epoca è rappresentata da modelli di business molto più sicuri, oggi più simili a quelli delle utility che a strutture altamente speculative.

Un modello di business più resiliente rispetto al passato

A differenza del periodo pre-2008, le banche europee dipendono oggi in misura molto maggiore dal margine d’interesse netto, dal brokerage e dall’asset management, riducendo significativamente l’esposizione a fonti di rischio sistemico. Questa trasformazione strutturale rende il settore decisamente meno fragile e più prevedibile sotto il profilo dei flussi di cassa.

I risultati del quarto trimestre dovrebbero proseguire su un sentiero di solidità. La crescita dei prestiti mostra segnali di rafforzamento, quella dei depositi resta robusta e i volumi operativi continuano a mantenersi elevati. Gli analisti hanno rivisto leggermente al rialzo le stime per il Q4 e, secondo Stacey, questa tendenza non presenta segnali di rallentamento.

Con il progressivo affinamento dei modelli previsionali, diventa sempre più evidente per i management che gli obiettivi annuali potrebbero essere superati. In questo contesto, non sorprenderebbe un anticipo di alcune spese, un aumento degli investimenti o un rafforzamento degli accantonamenti in vista del 2026, elementi che rendono ancora più probabile la prosecuzione di numeri solidi e un ulteriore restringimento degli spread creditizi.

AT1 e credito bancario

Sul piano delle scelte di portafoglio, RBC BlueBay sta agendo in modo coerente con questa lettura dei fondamentali. Le allocazioni discrezionali dei fondi multi-asset credit stanno aumentando l’esposizione agli AT1 CoCos, che rappresentano uno dei principali sovrappesi rispetto ad altri segmenti del mercato del credito all’interno della casa di gestione.

Pur riconoscendo che gli spread creditizi sono compressi, il valore relativo offerto dalle banche europee resta significativo per chi cerca carry interessante e relativamente difensivo. Con un rendimento to worst intorno al 7%, un contesto macro caratterizzato da curve dei governativi più ripide e una crescita economica positiva, insieme a fondamentali bottom-up sempre più solidi, suggerisce che il settore bancario europeo possa continuare a offrire rendimenti corretti per il rischio attraenti nel 2026.

In questo quadro, gli AT1 vengono considerati da Stacey come ancora mis-prezzati all’interno della struttura del capitale bancario, rappresentando un’opportunità che gli investitori possono e dovrebbero valutare con attenzione in una fase di mercato in cui la selezione diventa sempre più determinante.

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