Azionario: crescita, IA e liquidità spingono l’outlook positivo

Azionario: crescita, IA e liquidità spingono l’outlook positivo

Nonostante le tensioni geopolitiche e i rischi legati all’energia, lo scenario macro resta favorevole per i mercati azionari. Crescita economica solida, liquidità abbondante e investimenti record nell’Intelligenza Artificiale continuano a sostenere utili e flussi. In questo contesto, la rotazione tra settori e aree geografiche ridefinisce le opportunità di investimento a livello globale.

Crescita globale, liquidità e boom dell’IA

L’economia globale continua a mostrare una tenuta sorprendente, sostenuta da un mix di politiche monetarie più accomodanti, stimoli fiscali e investimenti massicci in Intelligenza Artificiale. Come si legge nel report della Strategy Unit di Pictet Asset Management, questo contesto crea le condizioni per mantenere un sovrappeso strutturale sull’azionario rispetto alle obbligazioni.

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Gli investimenti tecnologici rappresentano uno dei principali motori di questa fase. Le grandi aziende del settore hanno annunciato piani di spesa superiori ai 600 miliardi di dollari nel 2026 per data center e infrastrutture digitali, confermando un ciclo di espansione che non mostra segnali di rallentamento. Negli Stati Uniti, questo impulso si traduce anche in un impatto diretto sulla crescita: secondo Pictet, gli investimenti in IA potrebbero aggiungere circa lo 0,7% al PIL nel corso dell’anno.

A sostenere ulteriormente i mercati contribuiscono utili societari robusti e abbondante liquidità, in un contesto in cui oltre la metà delle principali banche centrali è impegnata in politiche di allentamento, mentre una quota significativa mantiene condizioni finanziarie stabili. Negli Stati Uniti, l’espansione del credito e gli acquisti di titoli da parte della Fed stanno generando un eccesso di liquidità in un sistema già supportato da stimoli fiscali e tecnologici.

Tuttavia, questo equilibrio non è privo di rischi. Pictet segnala che il 95% delle asset class analizzate scambia sopra la propria media storica, un livello senza precedenti che aumenta la probabilità di distorsioni di valutazione e potenziali bolle finanziarie. Inoltre, alcuni segnali di fragilità emergono sul fronte dei consumi statunitensi: il tasso di risparmio è sceso al 3,6%, circa la metà del livello abituale, mentre la crescita dei consumi reali è rallentata all’1,7%.

Nonostante ciò, il quadro complessivo resta positivo. Anche l’Europa beneficia della ripresa dei servizi e di un possibile rilancio manifatturiero, mentre il Giappone si sta lasciando alle spalle decenni di stagnazione grazie a politiche fiscali espansive e miglioramento del sentiment industriale. Nei mercati emergenti, il differenziale di crescita rispetto ai Paesi sviluppati è destinato ad ampliarsi fino a 250 punti base, sostenuto da materie prime robuste, scambi resilienti e rendimenti reali più elevati.

Rotazione, nuove opportunità tra regioni e settori

In questo contesto favorevole, la dinamica dominante nei mercati azionari è rappresentata da una rotazione progressiva dei flussi di capitale. Come sottolinea Pictet, gli investitori stanno spostando risorse dai titoli tecnologici statunitensi verso aree e settori con valutazioni più interessanti.

I dati sui flussi confermano questa tendenza: gli afflussi globali verso l’azionario hanno superato i 100 miliardi di dollari nelle ultime quattro settimane, ma con una riduzione significativa della quota destinata agli Stati Uniti, ai minimi dal 2020. Parallelamente, si osserva un’accelerazione degli acquisti su mercati come il Giappone, mentre cresce l’interesse verso mercati emergenti e asset reali.

Proprio i mercati emergenti rappresentano uno dei principali beneficiari di questa rotazione. Con una crescita attesa del 4,1%, più che doppia rispetto alle economie sviluppate, e un contesto caratterizzato da inflazione contenuta e politiche monetarie favorevoli, questi mercati offrono valutazioni più attraenti e maggiore potenziale di rendimento.

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A livello settoriale, il quadro si fa più articolato. Pictet mantiene una visione positiva su industriali, finanziari e sanità, settori che beneficiano rispettivamente di ripresa degli investimenti, margini in espansione e nuovi cicli di innovazione. Anche la tecnologia resta un tema centrale, ma con un approccio più selettivo: il focus si sposta verso hardware e semiconduttori, ritenuti più resilienti rispetto al software in un contesto dominato dall’IA.

Questo spostamento rafforza ulteriormente l’attrattività dei mercati emergenti, dove il settore tecnologico è più esposto alla produzione di semiconduttori rispetto agli Stati Uniti. Allo stesso tempo, Pictet mantiene una posizione neutrale sugli altri mercati sviluppati, riconoscendo che, pur in presenza di fondamentali solidi, le valutazioni risultano ormai allineate.

Negli Stati Uniti, il cosiddetto premio di eccezionalismo si sta progressivamente riducendo: oltre un terzo del differenziale di valutazione rispetto agli altri mercati è già stato riassorbito, riflettendo una fase più equilibrata del ciclo.

Rischi geopolitici e tenuta dello scenario

Nonostante il quadro complessivamente positivo, le tensioni geopolitiche restano un fattore di rischio rilevante. Il conflitto in Medio Oriente, in particolare, potrebbe generare volatilità sui prezzi energetici, con effetti indiretti su inflazione e aspettative di politica monetaria.

Secondo Pictet, pur in presenza di turbolenze nel mercato petrolifero, non si prevede un’impennata tale da compromettere l’intero sistema finanziario. Tuttavia, il rischio di shock energetici rafforza l’attrattiva di asset difensivi come oro e valute rifugio, che continuano a rappresentare una componente importante nei portafogli.

Il contesto attuale è caratterizzato da una combinazione complessa per Pictet: crescita solida, liquidità abbondante e trasformazione tecnologica da un lato, geopolitica e valutazioni elevate dall’altro. È proprio questa tensione a guidare i mercati, rendendo la selettività e la diversificazione elementi sempre più cruciali nelle strategie di investimento globali.

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