Argento: data center, fotovoltaico ed EV spingono la domanda

Argento: data center, fotovoltaico ed EV spingono la domanda

L’argento torna sotto i riflettori dopo il forte rialzo registrato negli ultimi mesi. Storicamente considerato soprattutto un metallo monetario sensibile a dollaro, tassi e beni rifugio, oggi il suo equilibrio dipende sempre di più dalla domanda industriale legata a fotovoltaico, veicoli elettrici, data center e intelligenza artificiale. A fronte di consumi in crescita, l’offerta continua però a mostrare rigidità strutturali, alimentando il timore di deficit persistenti in un mercato sempre più strategico per la transizione energetica e digitale.

Domanda industriale e offerta rigida ridisegnano il mercato

Le recenti performance dell’argento hanno riportato l’attenzione su un metallo che per anni è stato interpretato soprattutto in chiave monetaria, per il suo legame con il dollaro, i tassi d’interesse e la domanda di beni rifugio.

Oggi, però, una quota crescente della domanda arriva da filiere industriali osservate con attenzione dai mercati finanziari, tra cui fotovoltaico, veicoli elettrici, reti elettriche, data center e intelligenza artificiale. Sul fronte opposto, l’offerta continua a mostrare forti rigidità: circa il 70% della produzione mondiale di argento deriva infatti come sottoprodotto dell’estrazione di altri metalli, un elemento che rende il mercato poco elastico proprio mentre cresce la componente industriale della domanda.

Lo si legge nell’analisi di Jake Coulson, Investment Analyst di HANetf, secondo cui l’argento occupa ormai una posizione sempre più rilevante nelle filiere industriali legate a trasporti, energia e intelligenza artificiale. La dinamica del mercato, però, resta diversa rispetto a quella di molti altri metalli industriali.

Coulson osserva che quando il prezzo del rame sale, i produttori tendono normalmente ad aumentare l’estrazione. Nel caso dell’argento il meccanismo è molto meno diretto, perché circa il 70% della produzione dipende dall’estrazione di rame, piombo e zinco. Questo significa che l’offerta non reagisce semplicemente alle variazioni del prezzo dell’argento, ma dipende anche da decisioni industriali prese su altri mercati minerari.

Secondo Coulson, questa struttura contribuisce a spiegare l’attuale equilibrio del settore: prezzi elevati, offerta rigida e deficit strutturale persistente. Negli ultimi cinque anni il divario tra domanda e offerta complessiva è stato pari a circa 100 milioni di once, dato che evidenzia la difficoltà della produzione nell’adeguarsi rapidamente alla crescita della domanda globale.

Fotovoltaico e auto elettriche spingono i consumi

La domanda di argento continua a essere trainata soprattutto dagli utilizzi industriali. A differenza dell’oro, che viene considerato prevalentemente una riserva di valore e uno strumento di copertura, l’argento beneficia delle proprie caratteristiche fisiche ed è sostenuto dalle politiche pubbliche legate all’elettrificazione e alla transizione energetica.

Come sottolinea Coulson, l’argento è il metallo più conduttivo al mondo, caratteristica che lo rende centrale in molte tecnologie strategiche. Nel 2025 le applicazioni industriali hanno rappresentato il 59% della domanda complessiva.

Uno dei principali driver resta il fotovoltaico. Nel 2024 la produzione di pannelli solari ha assorbito circa il 19% della domanda totale di argento, contro il 5,5% registrato nel 2015. Il metallo viene utilizzato sotto forma di pasta conduttiva, componente essenziale per il funzionamento dei pannelli.

Nonostante gli sforzi dell’industria per ridurre la quantità di argento impiegata, la domanda legata al settore solare dovrebbe mantenersi intorno a 150 milioni di once nel 2026. Secondo Coulson, questo avviene anche perché non esiste ancora un’alternativa pienamente comparabile in termini di conducibilità e costi.

Un secondo driver strutturale è rappresentato dai veicoli elettrici. Un’auto elettrica utilizza infatti tra il 67% e il 79% di argento in più rispetto a un veicolo con motore a combustione interna, considerando batterie, infrastrutture di ricarica e sistemi di propulsione.

Il dato assume ancora più rilevanza in un mercato destinato a crescere rapidamente. Le vendite globali di veicoli elettrici sono attese a 22,7 milioni di unità nel 2026, oltre il 15% in più rispetto al 2025, con una crescita prevista fino a 39 milioni di unità entro il 2030.

AI, data center ed elettrificazione aumentano il fabbisogno di argento

Il terzo grande driver della domanda è rappresentato dall’elettricità e dalla crescita delle infrastrutture digitali. Coulson evidenzia che la capacità energetica globale collegata all’information technology è aumentata di circa il 5.200%, passando da 0,93 GW nel 2000 a quasi 50 GW nel 2025.

Nell’emisfero orientale questa crescita è sostenuta soprattutto da urbanizzazione e industrializzazione. Nei Paesi occidentali, invece, il principale motore è rappresentato da intelligenza artificiale, data center, elettrificazione e reshoring industriale.

A questi elementi si aggiunge anche la spinta globale verso la decarbonizzazione. Secondo le stime riportate da Coulson, queste tendenze potrebbero portare la domanda mondiale di elettricità oltre gli 81.000 TWh entro il 2050.

La costruzione e l’alimentazione di data center e infrastrutture ad alta intensità energetica potrebbero quindi rafforzare ulteriormente la domanda di argento nei prossimi anni. Il punto centrale, secondo Coulson, è che questi trend non dipendono esclusivamente dal ciclo economico. Sono legati a mandati di policy, investimenti infrastrutturali difficilmente reversibili e alle caratteristiche fisiche della conduzione elettrica. Si tratta quindi di trasformazioni strutturali destinate a svilupparsi su orizzonti temporali molto lunghi.

Prezzi elevati e volatilità restano centrali

Per questo motivo l’argento non può essere interpretato come un semplice metallo industriale. Coulson ricorda che resta un asset volatile, con una forte componente monetaria ancora sensibile ai tassi d’interesse e all’andamento del dollaro.

Dopo il rialzo del 161% registrato nel 2025, con il superamento per la prima volta della soglia degli 80 dollari l’oncia, a fronte di un incremento del 66% dell’oro, il prezzo dell’argento ha successivamente corretto fino a 79 dollari l’oncia all’inizio di febbraio.

Secondo Coulson, si tratta di un movimento coerente con la dinamica storica del metallo, caratterizzata da fasi di forte accelerazione seguite da correzioni altrettanto rapide.

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