Una delle aste più ampie del mese
L’emissione del Tesoro di fine maggio si caratterizza per una struttura particolarmente articolata, con cinque titoli in collocamento tra BTP a tasso fisso e CCTeu indicizzati all’Euribor.
Il Tesoro punta così a mantenere una presenza ampia lungo tutta la curva, offrendo agli investitori strumenti con duration differenti e differenti profili di rischio-rendimento.

BTP 5 anni
Il primo titolo in emissione è il BTP 3,15% a 5 anni (ISIN IT0005707614), giunto alla terza tranche, con data di emissione 4 maggio 2026 e scadenza 1° giugno 2031.
L’importo offerto sarà compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro, con pagamento della cedola previsto il 1° dicembre 2026.
Il titolo rappresenta uno dei nuovi benchmark sul tratto intermedio della curva italiana e continua ad attirare attenzione grazie al rendimento elevato rispetto agli standard degli ultimi anni.
BTP 10 anni
Accanto al quinquennale, il Tesoro collocherà il nuovo BTP 3,80% a 10 anni (ISIN IT0005706285), alla seconda tranche, con data di emissione 22 aprile 2026 e scadenza 1° luglio 2036.
L’importo offerto sarà compreso tra 2 e 2,5 miliardi di euro.
Il titolo presenta una prima cedola corta, con tasso lordo pari a 0,734807%, corrispondente a un periodo di 70 giorni su un semestre di 181 giorni. Le cedole successive saranno pagate il 1° gennaio e il 1° luglio di ogni anno.
Si tratta del nuovo benchmark decennale collocato via sindacato ad aprile, operazione che aveva registrato una domanda record superiore ai 150 miliardi di euro.
BTP 20 anni
Completa la componente a tasso fisso il BTP 2,25% a 20 anni (ISIN IT0005177909), giunto alla quindicesima tranche, con data di emissione 1° marzo 2016 e scadenza 1° settembre 2036.
Il titolo presenta una vita residua di 10 anni e sarà offerto per un importo compreso tra 1 e 1,25 miliardi di euro.
Il pagamento della cedola è previsto il 1° settembre 2026. Il comunicato del Tesoro precisa inoltre che il titolo presenta almeno una tranche emessa “ad hoc” per operazioni di REPO, elemento che contribuisce a sostenere la liquidità del titolo sul mercato.
CCTeu 2036
Tra i titoli in asta figura anche il nuovo CCTeu (ISIN IT0005707689), alla terza tranche, con data di emissione 15 aprile 2026 e scadenza 15 aprile 2036.
L’importo offerto sarà compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro.
Il titolo presenta un tasso annualizzato del 3,237% e una cedola semestrale dell’1,645%, confermando livelli ancora elevati sul comparto dei titoli indicizzati ai tassi monetari.
CCTeu con vita residua 9 anni
Accanto alla nuova emissione, il Tesoro collocherà anche il CCTeu con vita residua di 9 anni (ISIN IT0005680753), giunto alla nona tranche, con emissione originaria del 15 ottobre 2025 e scadenza 15 aprile 2035.
L’importo offerto sarà compreso tra 1 e 1,25 miliardi di euro.
Anche in questo caso il titolo presenta un tasso annualizzato del 3,237% e una cedola semestrale dell’1,645%, riflettendo l’attuale livello dell’Euribor di riferimento.
Calendario operativo dell’asta
Le prenotazioni da parte del pubblico potranno essere effettuate entro il 27 maggio 2026, mentre la presentazione delle domande in asta sarà consentita entro le ore 11:00 del 28 maggio.
Le richieste per l’asta supplementare dovranno essere presentate entro le 15:30 del 29 maggio, mentre il regolamento delle sottoscrizioni avverrà il 1° giugno 2026.
Modalità di collocamento
Il collocamento avverrà tramite asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione, modalità standard per le emissioni a medio-lungo termine del Tesoro.
L’ammontare effettivamente collocato sarà determinato escludendo le offerte formulate a prezzi non ritenuti convenienti rispetto alle condizioni di mercato. In caso di richieste eccedenti al prezzo marginale, si procederà al riparto pro-quota tra gli operatori.
Strategia del Tesoro
Con questa operazione il Tesoro continua a mantenere una presenza equilibrata lungo tutta la curva dei rendimenti, offrendo sia titoli a tasso fisso sia strumenti a tasso variabile.
La forte presenza dei CCTeu nell’asta di fine mese riflette inoltre l’interesse crescente degli investitori verso strumenti più protettivi in una fase in cui il mercato continua a monitorare attentamente l’evoluzione dei tassi della Bce e delle aspettative inflazionistiche nell’area euro.

di Francesco Sicuro















































