Il Tesoro prepara un’asta da oltre 9,5 miliardi
L’appuntamento di fine mese conferma un quadro di funding ancora intenso, in un contesto in cui il Tesoro continua a distribuire nuove tranche lungo la curva. Come riportato nei dati ufficiali di Banca d’Italia, l’asta del 27 novembre metterà in collocamento tre strumenti distinti, ciascuno caratterizzato da scadenze e cedole adatte a diverse esigenze di portafoglio.
Il primo è il BTP 2,85% (ISIN IT0005671273), un titolo in corso di emissione con vita residua fino al 1 febbraio 2031. Il collocamento avrà un’offerta compresa tra 2,25 e 2,75 miliardi, con prezzo fiscale pari a 99,66 euro e cedola semiannuale dello 0,952582% nella tranche short. L’ammontare minimo sottoscrivibile rimane stabilito a 1.000 euro, come di consueto per i titoli governativi.
Il secondo protagonista dell’asta è il BTP 3,45% (ISIN IT0005676504) con scadenza al 1 febbraio 2036. Anche in questo caso l’offerta sarà compresa nella forchetta 2,25-2,75 miliardi, con cedola semiannuale dello 0,84375% per la tranche short e prezzo fiscale fissato a 100 euro. L’emissione prosegue il completamento della parte centrale della curva, in una fase in cui la domanda per le scadenze oltre i 10 anni resta solida grazie alle dinamiche di carry e roll-down.
Completa il quadro il nuovo CCTeu (ISIN IT0005680753) in scadenza il 15 aprile 2035. L’importo offerto oscilla tra 3,5 e 4 miliardi, con uno spread di 0,8% e un prezzo fiscale non indicato nell’avviso. In un momento in cui le aspettative sulle mosse future della Bce rimangono variabili, il titolo a tasso variabile indicizzato all’euribor rappresenta una soluzione centrale nei portafogli che necessitano flessibilità nella gestione della duration.

Tempistiche, modalità e regolamento
Il calendario operativo ricalca la struttura tipica delle aste di fine mese. La prenotazione da parte del pubblico è possibile fino al 26 novembre, mentre la gara si terrà il 27 novembre alle ore 11, con la consueta asta marginale a prezzo discrezionale. Il regolamento dei titoli è previsto per il 1 dicembre 2025, con giorni dietimi differenziati tra le tre emissioni, pari a 61 per il BTP 2031, 28 per il BTP 2036 e 47 per il CCTeu.
La partecipazione degli investitori istituzionali resterà uno degli elementi chiave da monitorare, anche perché la seduta cade in una fase di mercato caratterizzata da aspettative divergenti sulle politiche monetarie europee e da un sentiment più volatile sul segmento obbligazionario.
Inoltre, la struttura stessa dell’offerta mostra un chiaro riequilibrio tra titoli a tasso fisso e strumenti indicizzati, riflettendo l’obiettivo del Tesoro di mantenere diversificata la base di finanziamento e di preservare la flessibilità necessaria in caso di future revisioni del quadro macro.
Perché l’asta è rilevante per il debito italiano
L’operazione arriva in un momento in cui gli spread sovrani dell’Eurozona rimangono compressi e il mercato sta assorbendo positivamente le ultime revisioni al rialzo del rating sul debito italiano. Il Tesoro sfrutta quindi un contesto favorevole, caratterizzato da domanda stabile e rendimenti ancora appetibili su tutta la curva, per portare avanti il programma di finanziamento previsto nel calendario annuale.
La composizione dell’offerta evidenzia un duplice obiettivo. Da un lato rafforzare la parte intermedia della curva con i due BTP a tasso fisso, strumenti utili per investitori istituzionali e fondi obbligazionari. Dall’altro, offrire protezione rispetto alle incertezze di politica monetaria tramite il CCTeu, la cui indicizzazione all’euribor lo rende più resiliente a uno scenario in cui i tagli dei tassi dovessero rivelarsi più lenti del previsto.
Il risultato dell’asta sarà quindi un indicatore importante della tenuta della domanda domestica ed estera, oltre che del sentiment complessivo verso il rischio Italia.

di Francesco Sicuro















































