Il Tesoro prepara un’asta fino a 9 miliardi
L’appuntamento è fissato per il 26 febbraio 2026, con regolamento previsto il 2 marzo 2026. Il collocamento riguarderà il BTP 2,85% con scadenza 1 febbraio 2031 (ISIN IT0005671273), giunto alla nona tranche, per un importo compreso tra 2,25 e 2,75 miliardi di euro. Accanto a questo sarà offerto il BTP 3,45% con scadenza 1 febbraio 2036 (ISIN IT0005676504), settima tranche, con un ammontare tra 3,25 e 3,75 miliardi. Completa il quadro il CCTeu con scadenza 15 aprile 2035 (ISIN IT0005680753), quinta tranche, per un importo tra 2 e 2,5 miliardi di euro.
Il BTP 2031 riconosce una cedola annuale del 2,85%, mentre il BTP 2036 offre il 3,45%. Il CCTeu presenta invece uno spread dello 0,8%, con un tasso annualizzato del 2,903% e una cedola semestrale dell’1,468%.
La struttura dell’offerta evidenzia un bilanciamento tra titoli a tasso fisso, utili a intercettare la domanda sul segmento core della curva, e strumenti indicizzati, pensati per chi cerca maggiore flessibilità rispetto all’andamento dei tassi.

Calendario operativo e modalità di collocamento
Il calendario ricalca lo schema tipico delle aste di fine mese. La prenotazione da parte del pubblico è consentita entro il 25 febbraio 2026, mentre le domande in asta dovranno essere presentate entro le ore 11:00 del 26 febbraio. L’eventuale asta supplementare è fissata per il 27 febbraio, con regolamento il 2 marzo.
Il meccanismo utilizzato sarà quello dell’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa. L’ammontare effettivamente collocato sarà definito escludendo le offerte giudicate non convenienti in base alle condizioni di mercato.
Possono partecipare esclusivamente gli Specialisti in titoli di Stato e gli Aspiranti Specialisti, che possono presentare fino a cinque offerte a prezzi differenti, per importi non inferiori a 500 mila euro di capitale nominale. L’importo minimo sottoscrivibile per il pubblico resta fissato a 1.000 euro.
Perché l’asta è rilevante per il mercato
L’operazione si inserisce in una fase in cui il mercato obbligazionario europeo monitora con attenzione l’evoluzione delle politiche monetarie e il posizionamento degli investitori sulle scadenze intermedie. Il doppio collocamento su 5 e 10 anni consolida il tratto centrale della curva italiana, mentre il CCTeu offre un’alternativa indicizzata utile in uno scenario di tassi ancora oggetto di revisione.
La risposta del mercato fornirà indicazioni importanti sulla tenuta della domanda domestica ed estera e sulla capacità del Tesoro di mantenere una distribuzione equilibrata tra strumenti a tasso fisso e variabile, in linea con la strategia di finanziamento delineata per il 2026.

di Francesco Sicuro















































