L’uscita dalla posizione lunga
Nel suo ultimo FX Blueprint, Deutsche Bank aveva aperto una posizione lunga sullo yen, ma la decisione è stata rivista dopo l’esito inatteso delle elezioni interne al LDP. La vittoria di Takaichi ha aumentato l’incertezza sulle priorità politiche e soprattutto sul ciclo di rialzi della Banca del Giappone. L’istituto ricorda come, negli ultimi mesi, lo yen non sia riuscito a capitalizzare la narrativa di repricing della Federal Reserve, e che l’attesa di mosse restrittive da parte della BoJ restava un catalizzatore cruciale. Con il nuovo scenario, la banca passa ora a una posizione neutrale, in attesa di maggiore chiarezza.

Inflazione e approccio politico divergente
Secondo Deutsche Bank, Takaichi ha riconosciuto la necessità di affrontare l’inflazione, tema centrale che ha contribuito anche alle recenti perdite elettorali del LDP. La nuova leader ha evitato di ripetere le posizioni del 2024 contrarie ai rialzi dei tassi, ma la sua impostazione resta diversa dalle ricette tradizionali: ha sottolineato che l’inflazione giapponese è prevalentemente di tipo cost-push, ha proposto misure fiscali come possibili tagli alla tassa sui consumi, e ha insistito sulla stretta collaborazione tra governo e BoJ. Inoltre, ha ventilato l’ipotesi di un allargamento della coalizione includendo partiti più inclini a posizioni accomodanti, come il DPP. Tutti elementi che, secondo l’analisi della banca, rendono più complessa la previsione sul percorso di normalizzazione monetaria.
Prospettive sullo yen
La view di base di Deutsche Bank è che, nell’immediato, lo yen possa indebolirsi fino a quota 150 contro il dollaro, ma senza scivolare molto oltre. Questo riflette sia la minore presenza di posizioni speculative long rispetto ai mesi passati, sia il fatto che il mercato ha sempre prezzato un tasso terminale BoJ vicino all’1%, obiettivo che potrebbe restare raggiungibile anche sotto Takaichi. Tuttavia, ulteriori indebolimenti potrebbero rivelarsi problematici per l’economia domestica, già alle prese con questioni come l’overtourism e l’aumento dei prezzi immobiliari.
Attenzione ai rischi di espansione fiscale
Deutsche Bank sottolinea il rischio, seppur marginale, di una deriva verso la fiscal dominance, con politiche fiscali espansive che potrebbero generare tensioni sul cambio. Sebbene la retorica di Takaichi sembri ridurre tali timori, resta l’incognita di eventuali misure inflazionistiche e del ruolo di una BoJ percepita in ritardo rispetto alle condizioni macroeconomiche, con un tasso di riferimento allo 0,5% a fronte di una crescita nominale al 5%. In prospettiva, la banca ritiene che un eccessivo indebolimento dello yen indurrebbe comunque le autorità a intervenire, ma il percorso potrebbe essere segnato da forte volatilità. Per il medio periodo, la banca conferma i fattori positivi per lo yen, come l’atteso tightening della BoJ, la riduzione dei costi di hedging sul dollaro e i flussi di rimpatrio verso asset domestici, ma nel breve mancano i catalizzatori per sostenere posizioni rialziste.
