Yen ai minimi e bond giapponesi in crisi: i mercati scommettono contro la stretta della Bank of Japan

Yen ai minimi e bond giapponesi in crisi: i mercati scommettono contro la stretta della Bank of Japan

Il crollo dello yen, la vendita dei titoli di Stato giapponesi e la nomina di Sanae Takaichi a nuova premier hanno acceso un’ondata di volatilità sui mercati di Tokyo. Gli investitori, scoraggiati dall’assenza di segnali di rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan (BoJ), stanno riposizionando i portafogli tra azioni record e obbligazioni in perdita. L’atteggiamento prudente della banca centrale, unito alle aspettative di stimolo fiscale del nuovo governo, alimenta il cosiddetto “widow-maker trade”, una delle scommesse più rischiose — e oggi più redditizie — del mondo obbligazionario.

Yen in caduta libera mentre svaniscono le attese di rialzo della BoJ

Lo yen ha toccato i livelli più bassi tra le valute del G10, proseguendo la discesa iniziata con le dichiarazioni di funzionari della Bank of Japan che escludono urgenze per un rialzo dei tassi.

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Il cambio USD/JPY ha esteso le perdite con l’apertura dei mercati statunitensi, mentre le scommesse su un aumento di 25 punti base al prossimo meeting della BoJ sono crollate dal 20% al 2% dopo la pubblicazione del report.

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Gli operatori segnalano che la banca centrale non intravede ancora progressi sufficienti verso il target d’inflazione (2%) e teme di compromettere la fragile ripresa (l’ultima rilevazione è stata pari al 2,72%, in costante calo dal 4,03% di gennaio).

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Allo stesso tempo, il contesto politico non gioca a favore della stabilità monetaria. Sanae Takaichi, appena eletta prima premier donna del Giappone, ha promesso stimoli fiscali e sostegno all’economia reale, un messaggio che il mercato ha interpretato come una svolta espansiva.

Come spiegato da Vassilis Karamanis di Bloomberg, “gli investitori sono divisi su ciò che accadrà ora: un dollaro più forte pesa sullo yen, ma il sentiment resta dominato da fattori specifici legati al Giappone”. Con il valore rifugio della valuta ormai eroso, molti analisti vedono spazio per ulteriori ribassi nel breve termine.

Takaichi al governo e il “Takaichi trade” sui mercati di Tokyo

La notizia dell’elezione di Sanae Takaichi a primo ministro ha dato una spinta record alla Borsa di Tokyo, con il Nikkei 225 che ha chiuso in rialzo dello 0,3% dopo aver toccato in giornata un massimo dell’1,5%, vicino alla soglia simbolica dei 50.000 punti. Da inizio anno, l’indice segna un +25%, sostenuto dal cosiddetto “Takaichi trade”, un movimento che riflette l’ottimismo degli investitori per un governo stabile e orientato alla crescita.

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Il Parlamento ha eletto Takaichi con 237 voti nella Camera bassa, grazie a un nuovo accordo di coalizione tra il Partito Liberal Democratico (LDP) e il Japan Innovation Party (JIP), formazione riformista che ha guadagnato seggi soprattutto nell’area di Osaka. L’intesa prevede un aumento della spesa per la difesa, tagli fiscali e una riapertura graduale dei reattori nucleari inattivi dal disastro di Fukushima.

La premier ha nominato Satsuki Katayama come ministra delle finanze, la prima donna a ricoprire questo ruolo in Giappone, e ha integrato nel nuovo esecutivo tre ex rivali interni — Hayashi, Motegi e Koizumi — nel tentativo di consolidare l’unità del partito.

“Il mercato vede nel nuovo esecutivo una forza espansiva pro-crescita”, spiega Tomochika Kitaoka di Nomura Securities, aggiungendo che la combinazione di stimoli fiscali e politica monetaria accomodante “potrebbe sostenere il rally azionario ancora a lungo”.

Il crollo dello yen e la rinascita del “widow-maker trade”

L’indebolimento dello yen e la cautela della BoJ hanno innescato una corsa a vendere titoli di Stato giapponesi (JGB). La valuta nipponica è oggi la peggiore performer tra le dieci principali valute mondiali, e i rendimenti sul bond trentennale hanno toccato nuovi massimi storici.

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Da anni, gli hedge fund globali cercano di guadagnare scommettendo contro i JGB — un’operazione soprannominata “widow-maker trade” per le pesanti perdite inflitte a chi l’ha tentata nei periodi di politica ultra-espansiva. Ora, questa strategia è tornata una delle più redditizie del mercato obbligazionario globale.

I rendimenti dei JGB sono saliti oltre l’1,2% sui titoli a cinque anni e hanno raggiunto livelli mai visti per i trentennali, mentre i trader scontano il rischio di un massiccio piano di spesa pubblica da parte del nuovo governo.

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Secondo Mark Nash di Jupiter Asset Management, gli short sui titoli giapponesi sono oggi tra le operazioni più redditizie al mondo.

I bond giapponesi hanno perso oltre il 4% nel 2025, il peggior risultato tra i mercati sovrani del G10. Solo Francia e Finlandia mostrano performance positive, mentre il Giappone chiude la classifica con un risultato di -4,2%.

Debito record e incertezza politica

Dietro la tensione sui mercati obbligazionari si nasconde un equilibrio fragile. Il debito pubblico giapponese rappresenta il più alto rapporto debito/PIL del mondo sviluppato, e ogni nuova misura di stimolo rischia di peggiorare la sostenibilità fiscale. Secondo le stime il PIL dovrebbe toccare il 234,9% del PIL entro la fine del 2025.

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Come osserva RBC BlueBay Asset Management, “molti investitori ritengono che il trade sui JGB sia diventato un’occasione da non perdere”, poiché i fondi locali potrebbero rientrare sul mercato a fine anno, sostenendo ulteriormente i rendimenti. Tuttavia, il rischio principale resta la politica interna.

Dopo la vittoria parlamentare, la coalizione del Partito Liberal Democratico ha dovuto riformarsi in fretta, in seguito al crollo dell’alleanza con Komeito, durata 26 anni. Takaichi, che ha promesso sussidi e tagli fiscali, è vista dai mercati come la promotrice di una politica espansiva che potrebbe sostenere la crescita ma spingere ancora più in alto i rendimenti.

“È difficile immaginare un’inversione di tendenza da qui alla fine dell’anno, soprattutto dopo la vittoria elettorale di Takaichi”, ha dichiarato Matthew Ryan, responsabile strategia di mercato di Ebury, aggiungendo che “vendere titoli giapponesi resta una delle scommesse più logiche” nel contesto attuale.

Pressioni sui rendimenti e strategie degli investitori

Il rendimento del bond trentennale giapponese ha raggiunto un nuovo record storico, mentre l’indice Nikkei 225 avanza dello 0,5%, sostenuto da capitali esteri e da una rinnovata fiducia nelle prospettive di crescita. Gli investitori globali, pur consapevoli dei rischi, continuano a preferire le azioni giapponesi ai bond domestici, che restano soggetti a forte volatilità e al rischio di nuove ondate di vendita.

Mentre gli investitori valutano se il nuovo governo riuscirà a bilanciare stimoli e prudenza fiscale, il messaggio dei mercati appare chiaro: la pazienza della BoJ — e la solidità del debito giapponese — stanno per essere messe alla prova come non accadeva da decenni.