Wall Street in calo: salgono deflazione e inflazione

Wall Street in calo: salgono deflazione e inflazione

L’ultimo rapporto CPI più elevato del previsto e le domande di disoccupazione in aumento pongono sfide alla Federal Reserve nel suo percorso di riduzione graduale dei tassi.

Inflazione e disoccupazione: due segnali contrastanti

Dopo i massimi storici, l'S&P 500 ha perso lo 0,2%, mentre i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti di due punti base al 4,09%. I dati sull’inflazione core, esclusi alimenti ed energia, sono aumentati dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,3% su base annua. Contestualmente, le richieste di sussidi di disoccupazione hanno raggiunto il livello più alto in oltre un anno, con forti aumenti in Michigan e nelle aree colpite dall’uragano Helene.

La Fed verso un taglio moderato dei tassi

Secondo i trader obbligazionari, è sempre più probabile che la Fed riduca i tassi di soli 25 punti base a novembre, rispetto alla riduzione di mezzo punto operata il mese scorso. Quincy Krosby di LPL Financial commenta: `I dati economici recenti non sono la combinazione che la Fed vorrebbe vedere. Se l’inflazione continua a salire mentre il mercato del lavoro si raffredda, il prossimo incontro potrebbe riservare una discussione accesa su quale dei mandati della Fed debba avere la priorità.`

Reazioni degli analisti di mercato

Bret Kenwell, eToro: `Il rapporto CPI di oggi abbassa l’entusiasmo per i tagli ai tassi previsti il prossimo mese. Tuttavia, il mercato sembra solido, e ci aspettiamo più informazioni dai prossimi rapporti sulle vendite al dettaglio e sugli utili aziendali per valutare la salute dei consumatori.`

Bill Adams, Comerica Bank: `La Fed continuerà a tagliare i tassi a novembre, probabilmente solo di un quarto di punto. La riduzione di settembre ha avvicinato l'inflazione all'obiettivo, ma la Fed vuole un’ulteriore riduzione per confermare il rallentamento fino al 2025.`

Jamie Cox, Harris Financial Group: `La disinflazione sta progredendo, ma chi pensava che la Fed avrebbe ridotto di 0,50 punti in novembre si sbagliava di grosso. I tassi caleranno, ma a un ritmo più misurato.`

Chris Larkin, E*Trade di Morgan Stanley: `Una lettura dell’inflazione leggermente superiore non scatenerà una nuova ondata inflazionistica, ma combinata con un aumento delle richieste di disoccupazione potrebbe aggiungere incertezza a breve termine.`

La Fed e il compromesso tra inflazione e occupazione

Gli analisti concordano sul fatto che, con il prossimo rapporto sull'occupazione in arrivo a novembre, la Fed avrà ulteriori dati per decidere. Alcuni, come Skyler Weinand di Regan Capital, evidenziano come la Fed sembri disposta a tollerare un’inflazione leggermente più alta per favorire la piena occupazione.

Il quadro generale indica un contesto in cui la Fed si muove con cautela, cercando di bilanciare la crescita economica con la stabilità dei prezzi. Il tono del mercato resta in gran parte positivo, ma i timori legati all’inflazione e ai tagli dei tassi continuano a pesare sulle scelte di investimento a breve termine