USA: Tassi dei mutui in rialzo dopo il declassamento del debito da parte di Moody’s

USA: Tassi dei mutui in rialzo dopo il declassamento del debito da parte di Moody’s

I tassi sui mutui negli Stati Uniti hanno registrato un’impennata in seguito al declassamento del rating del debito sovrano da parte di Moody’s. L’agenzia ha ridotto la valutazione del credito degli Stati Uniti da AAA ad Aa1, diventando l’ultima delle tre principali agenzie di rating a togliere la tripla A al Paese, dopo Standard & Poor’s nel 2011 e Fitch nel 2023.

Effetti immediati sul mercato obbligazionario e mutui ai massimi

Lunedì mattina il downgrade ha esercitato pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasury USA, innescando un aumento dei tassi sui mutui a tasso fisso a 30 anni, saliti di 12 punti base fino al 7,04%, secondo Mortgage News Daily, piattaforma online statunitense specializzata dati e analisi sul mercato dei mutui e considerata una delle fonti statunitensi più autorevoli del settore. Successivamente, i tassi si sono stabilizzati intorno al 6,99%.

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Andamento delle richieste di mutui negli USA nel periodo 2012-2025 (fonte MarketScreener su dati MBAA)

Motivi del downgrade: debito pubblico e spesa per interessi in crescita

Moody’s ha giustificato la decisione citando l’espansione del debito pubblico e l’aumento del rapporto tra interessi da pagare e PIL, superiore a quello di altri Paesi con rating simile. Poiché i tassi dei mutui sono strettamente legati ai rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni, l’aumento di questi ultimi ha trascinato con sé anche i tassi ipotecari.

Secondo Jake Krimmel, economista senior presso Realtor.com, `l’aumento dei tassi sui mutui non è affatto positivo per i potenziali acquirenti di casa`.

Crisi di accessibilità: tassi alti e case costose bloccano il mercato

Il mercato immobiliare statunitense è in stallo: i prezzi elevati delle case, combinati con tassi ipotecari ai massimi pluriennali, hanno reso l’acquisto di una casa proibitivo per molte famiglie. Il risultato? Le vendite immobiliari sono scese ai minimi degli ultimi 30 anni nel 2024, nonostante la primavera sia storicamente la stagione più vivace per il settore.

Lawrence Yun, capo economista della National Association of Realtors, ha confermato che le transazioni immobiliari sono rimaste lente fino a marzo. Un dei motivi può essere il fatto che negli Stai Uniti il reddito familiare medio non tiene il passo con i costi abitativi. Secondo i dati della Federal Reserve Bank di Atlanta, infatti, il divario tra le due voci continua ad ampliarsi.

Costruttori pessimisti tra tassi alti, politica incerta e materiali costosi

Anche i costruttori di case mostrano segni di pessimismo. In un recente sondaggio sulla fiducia del mercato immobiliare, molti hanno espresso preoccupazioni legate a:

Tassi di interesse elevati

Instabilità politica

Aumenti nei costi dei materiali da costruzione

Segnali positivi: più sconti e incentivi per gli acquirenti

Nonostante il contesto difficile, emergono comunque nuove opportunità per gli acquirenti. Sempre più costruttori stanno infatti tagliando i prezzi: a maggio, il 34% delle nuove case ha subito una riduzione, in aumento rispetto al 29% di aprile, con uno sconto medio del 5%.

Anche i venditori privati si stanno adeguando: un quarto degli annunci sulla piattaforma immobiliare online Zillow ha registrato una riduzione di prezzo ad aprile, il dato più alto dal 2018 per questa stagione dell’anno.

Un dato in contrasto con quello del prezzo di vendita medio di una casa negli USA ad aprile 2025, che secondo la società immobiliare Redfin era di 438.500 dollari, in crescita dell’1,4% su base annua nonostante la pressione sul mercato.

Conclusione: un mercato sotto tensione ma con spiragli per chi compra

Il mercato immobiliare americano resta sotto pressione a causa di mutui sempre più costosi e prezzi delle case elevati, ma i segnali di flessibilità da parte dei costruttori e dei venditori potrebbero offrire un’opportunità a chi è in cerca di una casa, soprattutto se l’incertezza macroeconomica dovesse tradursi in nuove misure di sostegno o riduzioni future dei tassi.