Un occhio al 2026 e ai megatrend che ridisegnano economia e mercati globali

Un occhio al 2026 e ai megatrend che ridisegnano economia e mercati globali

Si prevede un 2026 dominato dal ritorno dello Stato nell’economia, dal boom degli investimenti in settori strategici e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale. Mentre gli Stati Uniti affrontano il peso del debito e la Cina punta su una nuova sfera monetaria asiatica, l’Europa si presenta come area di opportunità grazie a resilienza bancaria, stimoli fiscali e valutazioni contenute.

Il ritorno dello Stato e il boom degli investimenti

Nel 2025 i governi hanno rafforzato il proprio ruolo nell’orientare l’economia, rilanciando politiche industriali e interventi pubblici in settori chiave. Come spiegano Thomas Friedberger, Deputy CEO e Co-CIO, e Nina Majstorovic, Investment Specialist Capital Markets Strategies di Tikehau Capital, questa tendenza, che proseguirà nel 2026, si accompagna però a un livello di debito pubblico record: negli Stati Uniti il rapporto debito/PIL è al 122,1%, mentre nell’Unione Europea è all’83,3%, con oneri di finanziamento in rapido aumento.

Parallelamente, si assiste a un boom degli investimenti in conto capitale legati alle cosiddette “4D”: decarbonizzazione, difesa, digitalizzazione e deglobalizzazione. La sola transizione energetica richiederà tra i 3 e i 5 trillion di dollari l’anno fino al 2035, mentre tra il 2024 e il 2028 i colossi tecnologici hanno già annunciato investimenti stimati in 1,2 trillion di dollari per intelligenza artificiale e data center. Anche la spesa per la difesa è in forte crescita, con i Paesi UE che tra il 2021 e il 2024 hanno aumentato i budget di oltre il 30%, raggiungendo 326 miliardi di euro.

L’intelligenza artificiale tra opportunità e rischi

L’IA generativa continua a catalizzare entusiasmo e capitali, ma presenta rischi strutturali. I costi di sviluppo restano elevatissimi, soprattutto per data center energivori e soggetti a rapida obsolescenza. L’esempio di DeepSeek mette in luce il pericolo di cattivo impiego del capitale e disruption repentina. Nel 2026, secondo Tikehau Capital, il tema della sovranità tecnologica sarà cruciale: il controllo delle infrastrutture digitali e delle capacità di calcolo diventa fattore determinante di competitività economica e geopolitica.

Il peso crescente dell’Indo-Pacifico

Tikehau Capital sottolinea come il baricentro economico mondiale si stia spostando verso l’Indo-Pacifico. Entro il 2100, Asia e Africa ospiteranno circa 9 miliardi di persone su una popolazione mondiale di 10 miliardi, rafforzando il peso economico dell’area. La Cina sta consolidando la propria influenza, puntando a costruire una sfera monetaria asiatica insieme a India e Russia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal dollaro.

Gli Stati Uniti restano il mercato dominante, ma mostrano fragilità crescenti: il debito federale sfiora i 30 trillion di dollari e il servizio del debito al 4% del PIL ha superato la spesa militare (3,4%). Inoltre, l’uso politico del dollaro e il rischio di congelamento degli asset esteri mettono in discussione la sua stabilità come valuta di riserva globale.

I punti di forza dell’Europa

L’Europa si distingue come area di opportunità: la Germania ha varato un piano fiscale espansivo, le banche del Sud hanno completato i processi di risanamento e la BCE ha sostenuto il ciclo con politiche accomodanti. Le valutazioni azionarie restano più basse rispetto a Wall Street, mentre l’indebitamento delle imprese è contenuto. I programmi di investimento in difesa, cybersecurity, transizione energetica e infrastrutture strategiche (inclusi i data center) rafforzano la prospettiva di una sovranità economica più solida.

Per il 2026, Tikehau Capital individua tre aree di investimento chiave: sovranità europea, con budget militari in crescita fino al 5% del PIL entro il 2035 e oltre 10 trilioni di dollari annui di danni da cybercrime da contrastare; private debt secondaries, con un mercato in espansione da 160 miliardi di dollari e sconti medi oltre il 15% rispetto al NAV; e real estate, con opportunità legate alla riconversione di asset obsoleti e allo sviluppo di data center e abitazioni sostenibili in un contesto di funding bancario limitato.