La decisione della Corte: i dazi di Trump sono illegali
Un verdetto inaspettato scuote in queste ore la politica commerciale statunitense: la US Court of International Trade, un tribunale di Manhattan di secondo livello, ha stabilito che i dazi imposti da Donald Trump violano le leggi federali e ha ordinato la loro sospensione immediata.
Secondo la sentenza, l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 utilizzata da Trump per imporre dazi a numerosi Paesi è una normativa che non concede al presidente il potere di imporre tariffe su scala globale.
La decisione ha quindi bloccato le tariffe introdotte con lo ‘show’ del `Liberation Day” del 2 aprile ma anche quelle introdotte precedentemente contro Cina, Messico e Canada per combattere il flusso di droga sintetica fentanyl che entra negli Stati Uniti.
Dieci giorni di tempo per lo stop e appello annunciato
Il Tribunale del Commercio Internazionale è intervenuto sulla base di numerose cause intentate da aziende e Stati USA che contestano la legittimità delle decisioni prese dal presidente. Secondo la CNN, i giudici hanno chiarito che l’IEEPA non può essere utilizzato per giustificare dazi indiscriminati, poiché il potere di regolamentare il commercio internazionale spetta al Congresso.
La Corte ha comunque concesso un periodo di dieci giorni per attuare la sentenza, finestra che consente a Trump di presentare il già annunciato appello che, se accolto, gli permetterebbe di evitare l’applicazione della sentenza.
In vino veritas anche per i giudici USA
È sempre la CNN che spiega come sia stato il Liberty Justice Center, un gruppo di difesa legale, ad avviare una causa contro le tariffe imposte da Donald Trump, rappresentando il venditore di vini VOS Selections e altre quattro piccole imprese che hanno denunciato gravi danni economici derivanti dai dazi.
La giuria ha deliberato all’unanimità, emettendo un parere favorevole non solo sulla causa intentata da VOS Selections, ma anche su un’azione legale promossa da dodici Stati democratici contro le misure tariffarie dell’ex presidente
Trump reagisce: appello e possibile escalation legale
L’amministrazione Trump non ha tardato a rispondere, annunciando un ricorso immediato contro la decisione della Corte. Il caso potrebbe ora arrivare fino alla Corte Suprema, alimentando una battaglia legale che potrebbe durare mesi.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato: `Non spetta ai giudici non eletti decidere come affrontare un’emergenza nazionale. Il presidente Trump si è impegnato a mettere l’America al primo posto e utilizzerà ogni leva del potere esecutivo per affrontare questa crisi e ripristinare la grandezza dell’America`. Il vicecapo di gabinetto della Casa Bianca per la politica Stephen Miller ha inoltre aggiunto che “il colpo di stato giudiziario è fuori controllo”.
La sentenza non blocca tutti i dazi
La decisione della Corte impedisce quindi l’applicazione dei dazi del 30% imposti da Trump sulle importazioni dalla Cina, così come delle tariffe del 25% su alcuni beni provenienti da Messico e Canada. Inoltre, vengono sospese le tariffe universali del 10% applicate alla maggior parte delle merci in ingresso negli Stati Uniti.
Tuttavia, la sentenza non modifica i dazi del 25% su auto, ricambi, acciaio e alluminio, poiché questi rientrano nella Sezione 232 del Trade Expansion Act, una legge distinta da quella utilizzata dall’ex presidente per giustificare le sue tariffe globali.
Mercati in ripresa dopo la sentenza
La decisione della Corte ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari:
Wall Street ha registrato un rialzo dei futures di oltre l’1%.
Il dollaro ha recuperato terreno contro l’euro (1,1244, -0,38%) e lo yen (145,76, +0,69%).
I prezzi del petrolio sono aumentati, con il WTI a 62,79 dollari al barile (+1,54%) e il Brent a 65,19 dollari (+1,35%).
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito al 4,5%, mentre quello a 30 anni ha raggiunto il 4,99%.
Scenari futuri per il commercio internazionale
Secondo gli analisti, la sentenza potrebbe avere ripercussioni globali:
I tribunali potrebbero negare definitivamente i dazi, eliminando un rischio significativo per i mercati.
I partner commerciali degli Stati Uniti potrebbero sospendere i negoziati con la Casa Bianca, in attesa di sviluppi.
La decisione potrebbe favorire un clima di maggiore stabilità, ma l’eventuale reazione di Trump potrebbe riaccendere le tensioni.
La battaglia legale è solo all’inizio e il futuro delle politiche commerciali statunitensi rimane incerto
