Trimestrali record a Wall Street, ma il mercato resta freddo: “troppi guadagni, poca sorpresa”

Trimestrali record a Wall Street, ma il mercato resta freddo: “troppi guadagni, poca sorpresa”

Oltre l’80% delle società dell’S&P 500 ha battuto le stime nel terzo trimestre, ma l’indice è salito appena dell’1,3% da metà ottobre. Gli investitori temono eccessi di valutazione, spese eccessive sull’intelligenza artificiale e un mercato vicino all’esaurimento dopo mesi di rally.

Earnings sopra le attese, ma reazioni tiepide

La stagione delle trimestrali a Wall Street sta regalando uno dei migliori risultati degli ultimi anni, ma il mercato sembra aver perso entusiasmo. Secondo i dati di LSEG I/B/E/S, su 446 società dell’S&P 500 che hanno pubblicato i conti finora, oltre l’80% ha superato le previsioni degli analisti — la quota più alta dal 2021. Eppure, dal 14 ottobre, data di inizio della stagione con i risultati delle grandi banche come JPMorgan Chase, l’indice S&P 500 è cresciuto appena dell’1,3%.

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Secondo Goldman Sachs, i titoli che hanno battuto le stime hanno sovraperformato l’indice di riferimento di appena 0,3% nel giorno successivo alla pubblicazione, contro una media storica dell’1%.

Il mercato è carico di aspettative dopo quattro mesi di corsa ininterrotta”, osserva Chris Grisanti, chief market strategist di MAI Capital Management. “Anche risultati eccellenti vengono accolti con stanchezza”.

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L’euforia dell’AI rallenta e i timori crescono

La reazione contenuta non dipende solo dalla saturazione del mercato, ma anche da nuove preoccupazioni legate al settore tecnologico. Nella prima settimana di novembre, i timori per spese eccessive nei progetti di intelligenza artificiale hanno trascinato il Nasdaq Composite al suo calo settimanale più marcato da aprile.

Gli investitori guardano con crescente diffidenza ai giganti tech, i principali beneficiari dell’ondata di entusiasmo per l’AI. I titoli più capitalizzati trattano oggi a multipli di decine, talvolta centinaia di volte gli utili previsti, e l’indicatore CAPE di Robert Shiller — che misura il prezzo in rapporto agli utili medi corretti per il ciclo — ha raggiunto livelli paragonabili solo alla bolla dot-com.

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Molti investitori temevano di aver spinto troppo in alto le valutazioni”, spiega Ed Yardeni di Yardeni Research. “Le buone trimestrali sono state accolte più con sollievo che con sorpresa”.

I casi emblematici: Meta, Palantir e Robinhood

Alcuni esempi mostrano bene la nuova sensibilità del mercato. Meta Platforms ha pubblicato a fine ottobre risultati record, ma il titolo ha perso l’11% in un solo giorno dopo aver annunciato un ulteriore aumento della spesa in AI nel 2026.

Lo stesso destino è toccato a Palantir Technologies, che ha alzato la guidance per l’intero esercizio e previsto il raddoppio delle vendite negli Stati Uniti, ma ha visto il titolo cedere l’8% nel dopo mercato.

Persino Robinhood, che ha triplicato i profitti trimestrali e segnato ricavi record, ha perso quasi l’11%, penalizzata da costi giudicati troppo alti e da una performance debole nel trading di criptovalute.

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Una pausa fisiologica dopo mesi di rally

Con Nvidia e Walmart ancora attese tra le ultime big a pubblicare i conti, gli analisti ritengono che la debole reazione di mercato non sia necessariamente un segnale d’allarme. Dopo un rally di mesi, alimentato dall’ottimismo per l’AI e dalle scommesse sulla resilienza dell’economia USA, molti gestori parlano di una fase di consolidamento salutare.

Non sono affatto preoccupato – commenta Grisanti –. È naturale che il mercato prenda fiato dopo guadagni così consistenti. Anzi, potrebbe essere un segnale di solidità di fondo”.

Per ora, insomma, Wall Street applaude i bilanci ma non li premia: i numeri brillano, ma le aspettative — gonfiate da mesi di euforia — restano ancora più alte.