Tregua commerciale tra USA e Cina: un anno di pausa nella guerra dei dazi e dei chip

Tregua commerciale tra USA e Cina: un anno di pausa nella guerra dei dazi e dei chip

Donald Trump e Xi Jinping trovano un accordo per sospendere dazi, restrizioni su semiconduttori e terre rare. La distensione tra Washington e Pechino segna un momento di tregua tattica, ma i nodi strutturali della rivalità economica restano irrisolti.

Accordo temporaneo su chip, terre rare e tariffe

Il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud ha portato a un’intesa di tregua commerciale di un anno. L’accordo sospende le restrizioni all’export di terre rare e semiconduttori e riduce dal 20% al 10% i dazi sul fentanil, a fronte dell’impegno cinese a limitare le esportazioni dei precursori chimici. Il patto prevede anche lo stop reciproco alle tariffe sul trasporto marittimo e un’intesa per affrontare il nodo TikTok, mentre i colloqui su Nvidia riguarderanno solo chip di fascia intermedia, escludendo quelli più avanzati.

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La Cina ha confermato la sospensione delle misure decise a settembre, che avrebbero colpito oltre 20.000 aziende legate a società nella blacklist americana. In cambio, Washington ha rinviato di un anno l’estensione dei divieti sulle controllate cinesi. Per Trump, che ha definito il summit “un successo straordinario”, la tregua segna una pausa utile per evitare il ritorno di dazi oltre il 100% previsto a novembre.

Pechino consolida la sua posizione strategica

L’accordo appare vantaggioso soprattutto per la Cina, che ottiene tempo per rafforzare la propria autonomia industriale senza fare concessioni sostanziali. Secondo Bloomberg, Xi ha sfruttato la sua influenza sul mercato delle terre rare – indispensabili per elettronica, batterie e difesa – per spingere Washington a rallentare la pressione commerciale.

Analisti del Center for Strategic and International Studies sottolineano come Pechino abbia imparato a rispondere alle minacce americane con fermezza, ottenendo risultati concreti. La sospensione delle sanzioni consente a Xi di continuare a investire in tecnologie critiche, consolidando la leadership nel settore dei chip. Nel frattempo, Trump e Xi hanno annunciato visite reciproche nei prossimi mesi, ma la cooperazione rimane fragile. L’obiettivo, secondo gli osservatori, è guadagnare tempo in vista delle elezioni statunitensi e stabilizzare i mercati.

Tregua tattica, rivalità intatta

Le due potenze stanno creando ecosistemi paralleli nel campo dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dell’energia pulita.

Come si evince dal grafico seguente le esportazioni dagli Stati Uniti verso la Cina sono diminuite progressivamente rispetto al picco di ottobre 2023 (15 miliardi di dollari) fino ad arrivare ai 9,3 miliardi di luglio.

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Allo stesso modo le importazioni sono passate dai 45,4 miliardi di settembre 2024 ai 28,2 miliardi di luglio 2025, segno della sempre minore dipendenza degli Stati Uniti dalle merci importate dalla Cina.

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Per Trump, la tregua offre un vantaggio politico interno: rilanciare le esportazioni agricole e mostrare risultati diplomatici concreti. Ma il compromesso non risolve gli squilibri di fondo né la corsa alla supremazia tecnologica. Come nota Bloomberg, la pausa serve più a evitare un nuovo scontro che a ristabilire la fiducia.

La tregua di Busan è dunque un armistizio di convenienza: utile ai mercati e necessario ai governi, ma incapace di cancellare la competizione tra le due maggiori economie del mondo.