Tesla: utili in calo nonostante i ricavi sopra le previsioni

Tesla: utili in calo nonostante i ricavi sopra le previsioni

Pubblicati i dati trimestrali di Tesla: utile -37% a causa di dazi, investimenti e stop ai crediti per le emissioni. -5% in apertura di Wall Street

Ecco i numeri di Tesla

I risultati del terzo trimestre 2025 dell’azienda di Elon Musk sono deludenti (titolo in calo del 5% in apertura a Wall Street) proviamo a capire perché. I ricavi sono ai massimi storici: 28,1 miliardi di dollari, sopra le previsioni di 26,37 miliardi degli analisti. La voce è trainata dall’impennata delle vendite: gli americani si sono lanciati sull’EV (veicoli elettrici) prima del 30 settembre, quando è scaduto l’incentivo all'acquisto di veicoli ecologici (un compenso di 7.500 dollari per veicolo, eliminato da Trump). L’aumento dei ricavi non ha potuto però limitare il calo degli utili: 1,4 miliardi (-37% su base annuale). Tra le cause troviamo i dazi: la guerra commerciale di Trump danneggia Tesla, e da quando Musk ha rotto con il presidente USA non ne influenza più le scelte. Vaibhav Taneja, direttore finanziario dell’azienda, ha riportato che i dazi sono costati 400 milioni.

Trump danneggia Tesla anche con la sua guerra alle politiche green. Alla base del calo dei profitti c’è l’abbassamento degli standard di emissione. Prima Tesla vendeva crediti sulle emissioni ad altri produttori più inquinanti, e l’anno scorso aveva generato 2,8 miliardi di dollari. Nel trimestre questo reddito è sceso a 417 milioni (-44%). A gravare sul bilancio ci sono anche le spese dei settori più innovativi: si parla dell’IA, alla base delle auto a guida autonoma e dei robot umanoidi, i nuovi cavalli di battaglia di Musk. Le spese operative sono salite a 3,4 miliardi (+50%); includono l’acquisto di chip da Nvidia e le offerte per ricercatori e ingegneri dell’IA. “Abbiamo recentemente concesso diversi premi azionari basati sulle prestazioni ai dipendenti che lavorano su iniziative di IA”, ha dichiarato Taneja. “Tali spese continueranno ad aumentare in futuro.”

La performance di Tesla degli ultimi trimestrali

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La posizione di Musk

Al calo degli utili corrisponde il ribasso degli utili per azione, pari a 50 centesimi per azione, meno dei 54 centesimi previsti dagli analisti. Anche l’EBIT crolla: è passato dal 10,8% dell’anno scorso al 5,8%. E’ record invece per il cash flow, a quota 4 miliardi. La reazione degli investitori ai dati trimestrali è stata negativa: nel pre-mercato si registra -3%. Dall’andamento dell’azienda in Borsa dipenderà molto della posizione di Musk: all’assemblea degli azionisti del 6 novembre si voterà per un pacchetto azionario da 1.000 miliardi per il CEO. Si tratta di un pacchetto che permetterebbe a Musk di detenere il 25% delle azioni di Tesla. Il CEO ha minacciato di dedicarsi ad altri progetti IA esterni a Tesla nel caso in cui gli fosse negato il pacchetto. Teme che con una quota inferiore dell’azienda gli altri azionisti potrebbero bloccare i suoi progetti più innovativi.

Se tra gli azionisti c’è chi pensa che sia necessario supportare Musk, c’è anche chi si oppone al pacchetto. Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis, due società di consulenza per gli azionisti, hanno consigliato di votare no. Per loro, la quota di partecipazione richiesta è eccessiva e non ci sono abbastanza vincoli per il CEO. Musk è troppo impegnato in politica e in altre aziende, come SpaceX e xAI. La risposta del numero uno di Tesla non si è fatta attendere: “Non mi sento a mio agio nel costruire un esercito di robot e poi essere estromesso a causa di alcune raccomandazioni idiote di ISS e Glass Lewis, che non hanno la minima idea di ciò di cui parlano.”

I progetti futuri

Le azioni di Tesla continuano ad avere un P/E (prezzo sugli utili) astronomico: 256,1. Da sempre gli investitori scommettono al rialzo su Tesla e gonfiano il prezzo delle azioni. Puntano sul genio dirompente di Musk e sulla sua abilità nell’innovare continuamente il settore tech. All’inizio di quest’anno ha lanciato un servizio di robotaxi a guida autonoma a Austin. Parlando della diffusione dei veicoli autonomi ha detto: “Onestamente, sarà un terremoto”. A settembre ha dichiarato su X che circa “l’80% del valore di Tesla sarà Optimus”, ovvero un robot umanoide progettato per svolgere compiti fisici ripetitivi o pericolosi. Le auto a guida autonoma e i robot umanoidi si serviranno dell’IA, settore in cui Tesla si è buttata a capofitto.

Bisogna però confrontare la realtà con le dichiarazioni altisonanti di Musk. Al momento, Tesla dipende dagli EV, e non potrà convertirsi nell’immediato all’IA e alla robotica. All’inizio di ottobre, per aumentare le vendite, ha lanciato nuovi modelli economici dei veicoli Model Y e Model 3. Una mossa necessaria per compensare l’eliminazione dell’incentivo da 7.500 dollari sugli EV. Gli analisti non hanno reagito positivamente all’annuncio: le varianti economiche potrebbero non riscuotere il successo sperato a causa della crescente concorrenza e - appunto - dell’eliminazione dell’incentivo. Il mercato prevede che le vendite di Tesla diminuiranno dell’8,25% nel 2025.