Tagli al personale e incremento dell'offerta: il calo del petrolio
I futures del petrolio sono ormai in contrazione da diverse settimane dopo il picco registrato alla fine di giugno scorso, con il Brent in calo di circa il 18% dal massimo del 24 giugno, attualmente in area 63 dollari al barile, e il WTI che segna oltre un -19%, ora a circa 67 dollari al barile.
Il contesto di mercato attuale non è favorevole per l’industria e per le big del settore, che potrebbero soffrire ancora per alcuni anni dei prezzi bassi, come previsto da Wood Mackenzie che vede un calo al di sotto dei 60 dollari al barile per il Brent già da inizio 2026.
Prezzi così bassi per lungo tempo non permetterebbero alle big americane di coprire i piani di investimento annunciati, oltre che i dividendi e i buybacks attesi dagli investitori.
I livelli di indebitamento, inoltre, sono tornati a valori che non si vedevano dal 2022, con un debito netto complessivo di oltre 200 miliardi di dollari spalmato tra le principali aziende del settore a livello globale (ConocoPhillips, Chevron, Exxon Mobil, Equinor, Eni, TotalEnergies, Shell e BP).

A peggiorare ancora di più la situazione nel breve periodo, la recente scelta dell’OPEC+ di continuare ad incrementare l’offerta ad ottobre (+137.000 barili al giorno) guidata principalmente dalla volontà di recuperare quote di mercato e colpire le aziende americane e non OPEC che hanno costi più elevati.
Proprio per questi motivi molte aziende del settore hanno avviato dei piani di riduzione dei costi e tagli al personale, oltre che un ridimensionamento generale degli investimenti che non si vedeva dai tempi del Covid.
ConocoPhillips ha in programma un maxi-taglio di un quarto della forza lavoro entro la fine del 2026 (circa 3.250 lavoratori), BP ha annunciato una riduzione di circa il 15% del personale d’ufficio (oltre 4.500 posti di lavoro) e Chevron a febbraio aveva annunciato il licenziamento di un quinto dei dipendenti (circa 8.000 posti di lavoro).
Anche le aziende statali soffrono il contesto attuale, con Saudi Aramco che ha venduto una partecipazione di 10 miliardi di dollari in una rete di gasdotti.
Le spese in conto capitale per la produzione di petrolio e gas sono viste in calo di oltre 340 miliardi di dollari (-4,3%) quest’anno, secondo Wood Mackenzie, il che porterebbe ad un calo della produzione negli Stati Uniti per la prima volta dal 2021, come confermato anche dalle previsioni della US Energy Information Administration.
