Sicurezza e consulenza guidano gli investimenti degli italiani nel 2025

Sicurezza e consulenza guidano gli investimenti degli italiani nel 2025

Tra incertezza macroeconomica e timori per il futuro, gli italiani cercano stabilità e supporto professionale nelle loro scelte finanziarie.

Il capitale prima di tutto

Nel 2025, la priorità assoluta per gli investitori italiani è ancora la sicurezza del capitale. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Investitori 2025 di CNP Assicura, realizzato con BVA Doxa, il 39% degli intervistati pone questo criterio in cima alle proprie scelte finanziarie, seguito dalla stabilità del rendimento (21%). A fare da sfondo, un clima generale di preoccupazione per l’economia e la crescente complessità degli scenari geopolitici e sanitari.

Parallelamente, si afferma un bisogno diffuso di orientamento professionale: l’82% del campione si affida a banche o consulenti finanziari, mentre solo una minoranza del 18% dichiara di sentirsi pienamente autonoma e consapevole nella gestione degli investimenti. La ricerca conferma una tendenza consolidata: l’investitore medio italiano preferisce strategie difensive e informative, puntando su strumenti che offrono certezze più che performance aggressive.

Secondo CNP Assicura, questa esigenza di “rifugio” riflette la vulnerabilità percepita dai risparmiatori italiani, stretti tra aspettative ridimensionate e la consapevolezza che il contesto macro globale può mutare rapidamente.

Polizze vita in testa alle preferenze, calano gli ESG

L’indagine rivela che le polizze vita continuano a essere lo strumento di investimento più conosciuto (86%) e il più sottoscritto (60%). La percentuale sale fino al 69% tra i clienti Private, segno che anche i portafogli più sofisticati riconoscono il valore di strumenti stabili e pianificabili. I fondi comuni restano ben posizionati, con il 49% delle sottoscrizioni, ma mostrano una maggiore incidenza nelle fasce patrimoniali elevate (72% tra gli Upper Affluent e 77% tra i Private).

I titoli di Stato mantengono una buona diffusione (44%), mentre l’interesse verso azioni (38%) e strumenti ESG (22%) appare contenuto. Le criptovalute, con il 14%, restano marginali. Particolarmente significativo è il calo dell’attenzione verso l’investimento sostenibile: solo l’8% degli intervistati lo considera una priorità, contro un 23% che ne possiede effettivamente uno, confermando una tendenza in rallentamento già segnalata nel 2024.

Dati che, secondo BVA Doxa, mettono in luce un’Italia riflessiva ma non ancora pienamente orientata verso l’innovazione finanziaria, con una preferenza netta per soluzioni tangibili e facilmente comprensibili.

La consulenza diventa ancora più centrale

L’attesa di rendimenti più bassi, percepita dal 44% degli intervistati, si accompagna a una crescente richiesta di accompagnamento nella gestione del portafoglio. In caso di mercati negativi, il 40% degli italiani preferisce non disinvestire e attendere il recupero del capitale iniziale, mentre solo una minima parte (2%) sceglie una liquidazione immediata. Questo approccio conferma l’orientamento prudente di gran parte della popolazione.

Cresce però, soprattutto tra i risparmiatori meno patrimonializzati, la quota di chi non saprebbe come reagire in un contesto di perdite. In questa cornice, la consulenza professionale si configura come un alleato chiave per affrontare non solo la complessità dei mercati, ma anche le emozioni e l’ansia che ne derivano.

Come osserva Paolo Fumo, Direttore Commerciale di CNP Assicura, la capacità delle compagnie di costruire relazioni solide e soluzioni semplici rappresenta una risposta concreta al bisogno di protezione e progettualità che emerge dall’Osservatorio.

Intelligenza artificiale e digitalizzazione

L’intelligenza artificiale inizia a farsi largo anche tra gli investitori italiani. Circa il 60% del campione segue con interesse notizie sull’IA, mentre il 47% si dichiara pronto a sottoscrivere prodotti finanziari sulla base di suggerimenti generati da algoritmi. Tuttavia, questa apertura resta ancorata a una richiesta di supervisione umana: il 70% degli interessati vorrebbe che la decisione finale fosse comunque validata da un consulente di fiducia.

Anche la gestione digitale degli investimenti riscuote attenzione: un altro 60% manifesta il desiderio di disporre di portali online più semplici e intuitivi. Questa combinazione tra innovazione tecnologica e presidio umano apre nuove prospettive al settore della consulenza, destinato a trasformarsi in chiave ibrida, dove automazione e relazione si integrano per rispondere a un cliente più esigente e informato.

Secondo Sara Galli di BVA Doxa, i dati delineano un Italia sempre più alla ricerca di sicurezza, chiarezza e accompagnamento, soprattutto in un momento storico segnato da forte instabilità e cambiamenti strutturali nel modo di pensare al denaro e al futuro.