Lo shutdown e la calma dei mercati
Siamo entrati nella terza settimana di chiusura parziale del governo statunitense, ma senza che si intravedano segnali di compromesso politico. Eppure, come osserva Steve Auth, Chief Investment Officer for Equities di Federated Hermes, il mercato continua a ignorare la situazione, e con buone ragioni. Nella storia americana, tutti i dieci shutdown precedenti hanno avuto un impatto minimo nel lungo termine e, in ciascun caso, l’andamento dell’equity è stato positivo nei sei mesi successivi alla riapertura del governo. Nessuna delle parti in causa, sottolinea Auth, ha interesse a prolungare un blocco delle attività federali, e l’esperienza insegna che alla fine una delle due fazioni politiche cede.
Secondo Auth, anche questa volta lo scenario non dovrebbe essere diverso. Tuttavia, alcuni fattori collaterali potrebbero preoccupare gli operatori prima che si raggiunga un compromesso politico.
I rischi legati ai dati economici e alla Fed
Un primo canale di rischio potrebbe derivare dall’assenza di dati economici ufficiali, poiché lo shutdown interrompe la pubblicazione delle statistiche governative. Questo vuoto informativo potrebbe indurre la Fed a esitazioni nel ciclo attuale di riduzione dei tassi o generare incertezza tra gli operatori sull’andamento dell’economia reale.
Tuttavia, come spiega Auth, è improbabile che ciò provochi turbolenze significative, indipendentemente dalla durata dello shutdown. La maggior parte degli investitori, infatti, non dipende più in modo strutturale dai dati governativi, che vengono percepiti come indicatori ritardati o talvolta imperfetti rispetto alle dinamiche effettive dell’economia.
Il vero pericolo, i tagli ai servizi essenziali
Un impatto concreto potrebbe invece arrivare se il potere esecutivo fosse costretto a operare tagli drastici ai servizi pubblici fondamentali, come la TSA (sicurezza aeroportuale) o la FAA, che gestisce il traffico aereo. Finora, le entrate derivanti dai dazi imposti dal presidente Trump hanno permesso di evitare questa situazione, ma un protrarsi del blocco fino alle festività potrebbe rendere inevitabili le riduzioni operative.
In quel caso, un eventuale deterioramento del sentiment di mercato sarebbe da interpretare come un’occasione di ingresso, sostiene Auth. Un calo dei mercati dovuto a disagi nei trasporti aerei o nei servizi essenziali forzerebbe le parti politiche a un accordo rapido, riportando la macchina amministrativa alla piena operatività.
Federated Hermes conclude che, sebbene il rischio di breve termine aumenti con la durata dello shutdown, il quadro di fondo resta favorevole agli investitori, e ogni scossone legato a questa impasse politica potrebbe rappresentare un punto d’ingresso strategico sui mercati azionari.
