Rendimenti USA e ombre sul mercato del lavoro
Negli ultimi cinque giorni i rendimenti statunitensi hanno invertito la rotta rispetto alla settimana precedente, calando in assenza di nuovi catalizzatori in grado di muovere i prezzi. Lo shutdown del governo USA ha ritardato la pubblicazione di dati cruciali, ma l’attenzione si è concentrata sul mercato del lavoro. L’indagine ADP di mercoledì ha segnalato una contrazione di 32.000 posti, una sorpresa negativa che alimenta i timori di rallentamento.
Inoltre, stanno scadendo i pagamenti semestrali legati ai licenziamenti DOGE, un fattore che contribuisce a indebolire i numeri sull’occupazione. In parallelo, i repubblicani hanno introdotto provvedimenti per licenziare dipendenti federali ritenuti non essenziali, una mossa che potrebbe far crescere la disoccupazione nei prossimi mesi. In questo contesto, Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay AM, ritiene che il FOMC sarà portato a tagliare i tassi già a fine mese, considerando che i rischi al ribasso superano quelli al rialzo.
Europa tra inflazione stabile e tensioni politiche
Nel Vecchio Continente, l’IPC dell’Eurozona si è attestato al 2,2% annuo, in linea con le aspettative. L’attività economica resta moderata, mentre in Francia le proteste non hanno prodotto cambiamenti sostanziali sul bilancio che il ministro Lecornu sta cercando di varare. Secondo Dowding, non si intravede un ritorno alle urne, ma un compromesso che dovrebbe prevalere. Gli spread OAT francesi si muovono in linea con i BTP italiani attorno a quota 80 punti base sulla scadenza decennale, considerata area di fair value. Tuttavia, i rischi rimangono: se Lecornu fosse costretto a dimettersi, non si esclude un allargamento degli spread.
Nel Regno Unito, la politica resta in primo piano: Starmer e Reeves attaccano il Reform Party, ma i sondaggi favoriscono Nigel Farage. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Gilt decennali restano sopra il 4,7% e le preoccupazioni sul debito pubblico non si attenuano. Dowding critica l’approccio del governo, segnalando che l’emissione di bond indicizzati all’inflazione con breakeven sopra il 3% equivale a una tacita ammissione che la Bank of England non centrerà l’obiettivo del 2%.
Giappone verso una svolta politica
Gli occhi sono puntati anche sul Giappone, dove il weekend segnerà l’elezione della leadership del LDP e quindi l’arrivo di un nuovo primo ministro. Shinjiro Koizumi guida i sondaggi: una sua vittoria spingerebbe al rialzo yen e JGB. Sanae Takaichi, sua rivale, ha invece una posizione più favorevole a tagli fiscali, il che potrebbe aumentare i dubbi sulla sostenibilità del debito e pesare sui titoli di Stato.
Dowding sottolinea che le elezioni del LDP hanno spesso riservato sorprese, quindi non è escluso un esito alternativo. In ogni caso, un nuovo premier dovrebbe segnare una fase più assertiva dal punto di vista politico. Nel frattempo, la BoJ resta osservata speciale, con attese di un possibile rialzo dei tassi entro fine mese.
Oro, valute e credito emergente
Nei mercati valutari la settimana è stata stabile, ma l’oro ha continuato a salire grazie alla domanda sostenuta. La diversificazione dal dollaro è emersa anche su asset digitali e commodity fisiche. Nonostante i titoli tecnologici abbiano sostenuto Wall Street, Dowding prevede che titoli globali ed emergenti sovraperformeranno quelli statunitensi. Il dollaro rimane vulnerabile a fattori strutturali come debito, commercio e politica monetaria.
In questo scenario, il team di RBC BlueBay ha incrementato l’esposizione sulla Romania, giudicata estremamente sottovalutata con spread oltre i 350 punti base, contro un iTraxx crossover poco sopra i 250. Per quanto riguarda lo shutdown, Dowding osserva che entrambi i partiti americani sembrano irrigidirsi sulle proprie posizioni, nel tentativo di addossare la colpa agli avversari. I mercati restano relativamente indifferenti, ma un prolungamento del blocco potrebbe aumentare la volatilità e spingere la Fed verso ulteriori allentamenti monetari.
