Shutdown Usa, effetti economici e impatto sui mercati

Shutdown Usa, effetti economici e impatto sui mercati

Il governo degli Stati Uniti si è fermato per la ventiduesima volta dal 1976, aprendo un nuovo capitolo di incertezza politica. Se da un lato lo shutdown rappresenta una prova per la macchina federale e la fiducia dei consumatori, dall’altro la storia recente suggerisce che le ricadute sull’economia e sui mercati restano contenute.

Lo shutdown e i precedenti storici

Poco dopo la mezzanotte, il governo statunitense ha avviato il suo ventiduesimo shutdown in quasi cinquant’anni. Solo quattro volte in passato la paralisi è durata più di un giorno lavorativo. L’episodio più recente e rilevante è stato quello di 34 giorni tra fine 2018 e inizio 2019, il più lungo nella storia americana, avvenuto durante il primo mandato del presidente Donald Trump.

Secondo l’analisi Eric Winograd, US economist di AllianceBernstein, oggi gli investitori si trovano a fare i conti sempre più spesso con le notizie provenienti da Capitol Hill, ma le ricadute economiche e di mercato di questi eventi sono sempre risultate limitate. Le aspettative prevalenti sono che anche questa volta lo scenario non si discosterà molto dai precedenti.

L’impatto economico e il rischio per i consumi

Lo shutdown più lungo mai registrato, quello del 2018-2019, ebbe un costo stimato di circa 11 miliardi di dollari di PIL, con il Congressional Budget Office che calcolò solo 3 miliardi di perdite permanenti, pari allo 0,02% del PIL del 2019. L’effetto, pur dirompente, si rivelò dunque contenuto. Rispetto al rischio del tetto del debito, secondo Winograd un blocco delle attività governative è ritenuto decisamente meno grave.

Tuttavia, oggi il sentiment dei consumatori appare già fragile e un prolungamento dello stallo potrebbe rappresentare un ulteriore freno alla fiducia. A differenza del passato, spiega Winograd, quando l’impatto sul mercato del lavoro si limitava a sospensioni temporanee non retribuite, la Casa Bianca ha discusso l’ipotesi di licenziare alcuni dipendenti federali in modo permanente. Al momento non esistono piani concreti, ma anche nell’eventualità di un intervento di questo tipo, la forza lavoro federale incide solo per l’1,8% sull’occupazione non agricola degli Stati Uniti. Pertanto, l’impatto complessivo sui salari e sul PIL sarebbe ridotto, salvo licenziamenti molto estesi.

Dati economici a rischio e difficoltà per la Fed

Una complicazione ulteriore deriva dalla possibile mancata pubblicazione di dati economici chiave. Se lo shutdown dovesse proseguire, il Bureau of Labor Statistics non diffonderebbe il report sull’occupazione di settembre, previsto per venerdì, e resterebbero sospese anche altre rilevazioni cruciali, tra cui quelle sull’inflazione. Questo scenario, sottolinea Winograd, rappresenterebbe un problema per la Federal Reserve, attesa a fine ottobre a una riunione già complessa, in cui dovrà bilanciare un mercato del lavoro in indebolimento con rischi ribassisti, senza perdere di vista una dinamica inflazionistica crescente.

Per i policymaker, come sottolineato, dati solidi sono essenziali in un contesto potenzialmente di svolta. Lo stesso vale per gli investitori, che utilizzano tali informazioni per valutare rischi e opportunità di breve e medio termine, in un quadro in cui convivono segnali di riaccelerazione dell’economia e multipli di mercato già elevati.

L’esperienza dei mercati durante gli shutdown

La storia mostra che gli shutdown non hanno mai avuto un impatto diretto rilevante sui mercati finanziari. Spesso, osserve Winograd, i listini azionari scendono leggermente nei giorni che precedono il blocco per poi recuperare una volta iniziato. Per le obbligazioni, i rendimenti tendono a salire modestamente in avvicinamento allo shutdown, salvo poi tornare a scendere subito dopo l’avvio.

Attribuire ai blocchi federali i movimenti dei mercati sarebbe quindi fuorviante, considerando il loro impatto limitato e la durata storicamente breve. Anche se questa volta lo shutdown dovesse protrarsi più a lungo rispetto a molti episodi passati, l’attesa secondo Winograd resta per effetti contenuti sia sull’economia che sulle dinamiche finanziarie.