Settimana cruciale: inflazione USA, tensioni Cina-Occidente e il ritorno di Apple

Settimana cruciale: inflazione USA, tensioni Cina-Occidente e il ritorno di Apple

Tra nuovi negoziati USA-Cina, attesa per i dati sull’inflazione americana, sviluppi tech con Apple sotto pressione e segnali fragili dall’Eurozona.

Sotto osservazione l’inflazione statunitense

La settimana che si apre ruota intorno a un interrogativo cruciale: quanto l’aumento dei dazi americani impatterà sui prossimi dati inflattivi? Mercoledì verrà diffuso il CPI (Consumer Price Index), seguito giovedì dal PPI (Producer Price Index). Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, si tratta della prima vera verifica concreta della cosiddetta “tarifflation”, la nuova ondata inflazionistica alimentata da politiche protezionistiche. Il Beige Book della Fed ha già segnalato che molte imprese americane intendono trasferire i costi sui consumatori nei prossimi tre mesi. Questo rende il dato di maggio particolarmente rilevante, poiché potrebbe scardinare la narrativa di un’inflazione transitoria.

Nel board della Fed non mancano i dissidi: da un lato, Waller minimizza gli effetti dei dazi; dall’altro, Goolsbee e Kugler lanciano l’allarme su un possibile effetto duraturo sui prezzi. Venerdì, la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan offrirà un’ulteriore lente per cogliere eventuali incrinature nelle aspettative d’inflazione.

Apple e il tech tra debolezze e rilanci

La settimana è cruciale anche per Apple, con l’avvio della WWDC previsto per lunedì. Il contesto, come sottolinea Debach di eToro, è delicato: il titolo ha perso oltre il 18% da inizio anno. Le aspettative su Siri e intelligenza artificiale sono contenute, mentre l’attenzione si concentra su aggiornamenti incrementali di iOS e CarPlay. La società di Cupertino appare in difficoltà nel proporre una nuova narrativa capace di convincere i mercati.

A peggiorare il quadro ci sono le possibili sanzioni tariffarie statunitensi su iPhone prodotti in Cina, che potrebbero partire già da giugno. Apple è anche nel mirino dell’UE, che intende aprire il suo ecosistema alla concorrenza, e degli Stati Uniti, dove l’App Store rischia un ridimensionamento normativo. Senza un nuovo ciclo di sostituzione dell’iPhone, il titolo potrebbe restare sotto pressione. La WWDC rappresenta un momento chiave per capire se Apple saprà difendere il proprio status premium.

Nel frattempo, Nvidia continua la sua maratona mediatica con presenze annunciate a Londra, VivaTech e al summit AI di Rosenblatt. Anche Tesla è attesa al varco, con la possibile ufficializzazione del lancio del servizio robotaxi ad Austin.

Tensioni USA-Cina e segnali preoccupanti da Pechino

I negoziati tra Stati Uniti e Cina riprendono a Londra, primo confronto diretto dopo la recente telefonata tra Trump e Xi. Come evidenzia eToro, il clima resta prudenzialmente ottimista, ma con poche aspettative di risultati concreti. Il nodo principale resta la guerra commerciale: dazi medi al 40% imposti dagli USA e restrizioni cinesi su minerali critici sono solo alcuni dei dossier aperti. Washington ha alzato il tiro anche su componenti nucleari e semiconduttori AI, mentre Pechino mira a ottenere concessioni soprattutto in ambito tecnologico.

Nel frattempo, i dati economici cinesi mostrano segnali preoccupanti: a maggio le esportazioni verso gli USA sono crollate del 34,5% su base annua, peggior risultato dal 2020. Il CPI interno è in calo dello 0,1% per il quarto mese consecutivo, e il PPI registra un -3,3%, segnale di pressione competitiva crescente. Il settore auto, con BYD in testa, sta spingendo una guerra dei prezzi che riflette la fragilità della domanda interna.

Eurozona tra fragilità industriale e attesa per i dati

Anche l’Eurozona si prepara a una settimana densa, in particolare con l’attesa per i dati su produzione industriale in Italia e Germania. La Francia pubblicherà l’inflazione definitiva di maggio, mentre giovedì la BCE aggiornerà il suo Wage Tracker, utile per comprendere eventuali spinte salariali persistenti. Gabriel Debach di eToro sottolinea che, nonostante un contesto di inflazione sotto controllo, la crescita rimane anemica e la fiducia fragile.

La politica monetaria è in fase di transizione e l’Ecofin sarà impegnato in diverse discussioni su stabilità finanziaria e integrazione bancaria. Interverranno figure di rilievo come Cipollone, Lane, Holzmann e de Guindos. L’attenzione resta elevata: in un contesto globale incerto, anche piccoli segnali negativi possono influenzare profondamente i mercati europei.