Dalla rotazione dall’oro a bitcoin al “risk-on” macro
Negli ultimi giorni, i cripto asset hanno nuovamente sovraperformato i mercati tradizionali, mentre è riemerso un appetito per il rischio legato a un ciclo di politica monetaria più accomodante. Come sottolinea André Dragosch, Head of Research per l’Europa di Bitwise, nell’ultima settimana bitcoin ha battuto l’oro di circa +860 punti base, un segnale che una modesta riallocazione dal metallo giallo verso BTC — data la dimensione enorme del mercato dell’oro — potrebbe produrre impatti amplificati sulle criptovalute. Per Bitwise, questa rotazione può proseguire perché il sentiment “risk-on” tende a migliorare in parallelo con la ripresa del ciclo USA, dinamica storicamente favorevole agli asset più rischiosi. Il fenomeno s’innesta su un trend più ampio: il numero cumulato di tagli dei tassi a livello globale negli ultimi 24 mesi ha già superato il periodo post-Covid, un segnale di stabilizzazione del ciclo che in genere supporta gli asset di rischio.
Fed, taglio da 25 pb e fine del QT
La riunione del FOMC del 29 ottobre è, per Bitwise, il principale catalizzatore della settimana. A inizio settimana i Fed Funds Futures implicavano ~97% di probabilità di un taglio da 25 pb a ottobre, con un’ulteriore riduzione da 25 pb entro fine anno (per 50 pb complessivi nel 2025). Inoltre, grandi istituzioni come Bank of America e JPMorgan si aspettano che la Fed ponga fine al Quantitative Tightening già questo mese, interrompendo la riduzione del portafoglio e preparando il terreno a una nuova espansione del bilancio. Secondo Dragosch, persino i soli annunci di allentamento hanno gonfiato le aspettative d’inflazione nei mercati CPI swap, via prospettiva di maggiore liquidità: una fine formale del QT potrebbe accelerare la dinamica, spingere al ribasso i rendimenti reali e allentare sostanzialmente le condizioni finanziarie, contesto storicamente pro-bitcoin e favorevole agli asset rari e sensibili alla liquidità.
ETF spot su Solana
Accanto al fattore-Fed, Bitwise vede nell’imminente via libera della SEC agli ETF spot su Solana (SOL) un vento favorevole che l’asset non aveva mai sperimentato. Con la maturazione dell’ecosistema e la crescente istituzionalizzazione nei portafogli, gli ETF cripto sono destinati a diventare centrali nel determinare la performance di lungo periodo. Come ricorda Max Shannon, Senior Research Associate per l’Europa di Bitwise, solo il 16,5% dei rendimenti di SOL finora è stato spiegato dai flussi ETP — una quota relativamente bassa che potrebbe salire. Nello scenario base di Bitwise, 1 miliardo di dollari di flussi netti con un beta-flussi attuale di 1,5x implicherebbero un apprezzamento atteso di circa il 38% per Solana. E il mercato, secondo Shannon, sottovaluta questa leva: nel 2025 il moltiplicatore ETP su SOL ha superato 4x in vari periodi; se tale intensità si ripetesse, l’effetto FOMO potrebbe accelerare la salita dei prezzi ben oltre lo scenario prudente.
Alt-Season selettiva e pipeline regolamentare
Per Bitwise, il bull market cripto può estendersi oltre il 2026 sostenuto da ripresa delle aspettative di crescita e risk appetite. Ma non si tratta di una marea che solleva tutte le barche: la “Alt-Season” finora è debole perché i retail sono più selettivi e concentrano capitale su progetti con adozione reale, flussi di cassa positivi e alto beta come Solana; molte altcoin sono state trascurate o abbandonate e la dispersione tra settori è elevata. Ciò potrebbe cambiare se la SEC e gli altri regolatori amplieranno gli standard di quotazione: sono già 155 le richieste di ETP cripto su 35 asset digitali, e — secondo analisti di Bloomberg citati da Bitwise — gli Stati Uniti potrebbero superare le 200 richieste nei prossimi 12 mesi. Un perimetro più ampio di ETF approvati faciliterebbe l’accesso del capitale istituzionale a un ventaglio più esteso di token, potenzialmente riducendo la concentrazione e riattivando segmenti oggi ai margini.
