Robotaxi: l'era della guida autonoma è davvero arrivata?

Robotaxi: l'era della guida autonoma è davvero arrivata?

I costi della tecnologia stanno diminuendo, l’adozione nei mercati iniziali sta crescendo e l’intelligenza artificiale sta migliorando le capacità operative.

La promessa mancata dei veicoli autonomi

Negli ultimi anni, le auto a guida autonoma sono state uno dei temi più discussi nel settore tecnologico e automobilistico. Da Elon Musk a Carlos Ghosn, tutti hanno previsto un futuro in cui i veicoli avrebbero eliminato la necessità dei conducenti umani. Tuttavia, le scadenze promesse sono state più volte rinviate e gli ostacoli tecnologici e normativi hanno rallentato il processo.

Un cambio di rotta: il settore accelera

Oggi, l’atmosfera è cambiata. I costi della tecnologia stanno diminuendo, l’adozione nei mercati iniziali sta crescendo e l’intelligenza artificiale sta migliorando le capacità operative. Tesla ha annunciato il lancio di un servizio di robotaxi ad Austin, in Texas, entro la fine del mese, mentre Waymo, parte di Alphabet, a San Francisco ha già superato Lyft (un servizio simile a quello di Uber) in termini di utilizzo.

Anche in Asia e Medio Oriente, la guida autonoma sta prendendo piede. WeRide ha iniziato a operare ad Abu Dhabi, mentre Waymo sta testando i suoi servizi in Giappone.

Il calo dei costi spinge il mercato

Il successo della guida autonoma dipende in gran parte dalla riduzione dei costi. Gli analisti di Morgan Stanley stimano che i veicoli autonomi di nuova generazione potrebbero costare 85.000 dollari, rispetto agli oltre 120.000 dollari attuali. Goldman Sachs prevede una riduzione fino a 50.000 dollari entro il 2030, mentre Baidu ha dichiarato di poter abbassare il costo a meno di 30.000 dollari.

Tesla punta a ridurre i costi eliminando sensori costosi come il sensore LiDAR (Light Detection and Ranging), mentre il produttore cinese Hesai Technology ha sviluppato un sistema più economico dimezzando il prezzo rispetto alla generazione precedente.

Sfide tecnologiche e operative

L’intelligenza artificiale generativa sta aiutando le aziende a creare scenari di addestramento per migliorare la sicurezza dei veicoli. Wayve, startup britannica, ha dichiarato che il suo software può navigare su strade sconosciute con poche settimane di addestramento, segnando un passo avanti nell’autonomia.

Tuttavia, nonostante il progresso le difficoltà restano. Le normative locali e le preoccupazioni sulla sicurezza potrebbero però rallentare l’espansione globale. Il caso del Cruise di General Motors, coinvolto in un incidente mortale nel 2023, ha evidenziato i rischi dei veicoli autonomi. Inoltre, il monitoraggio remoto è ancora necessario: secondo Pony AI (società tecnologica specializzata nella guida autonoma di auto e camion con sedi in Cina e in California e quotata al Nasdaq), un operatore può controllare fino a 12 veicoli, ma le necessità di supervisione variano da 1 ogni 5 veicoli a 1 ogni 50.

La redditività della guida autonoma

Secondo Huatai, Pony AI potrebbe ridurre il costo dei suoi veicoli a 28.000 dollari entro il 2028 e raggiungere la redditività nel 2029. La connazionale WeRide potrebbe invece ottenere profitti già nel 2027, grazie alla diversificazione con servizi autonomi come la pulizia delle strade.

Tuttavia, gli operatori come Waymo e WeRide si affidano a piattaforme di ride-hailing (prenotazione a chiamata) come Uber, che trattengono fino al 30% delle prenotazioni. Anche la politica potrebbe influenzare il settore: gli Stati Uniti hanno vietato la tecnologia cinese per le auto connesse, ostacolando l’espansione internazionale.

Il futuro della guida autonoma

Le auto a guida autonoma stanno finalmente superando le barriere tecnologiche e economiche, ma rimangono sfide normative e di sicurezza. Le aziende dovranno dimostrare che il modello robotaxi è sostenibile e conveniente, superando le esitazioni di regolatori e consumatori.