Ripresa dei mercati ma il dollaro resta fragile

Ripresa dei mercati ma il dollaro resta fragile

L’attenzione degli investitori resta focalizzata sul dollaro debole, l’anomalia dei tassi a lungo termine e il rischio crescente legato alla sostenibilità fiscale americana.

Dollaro e tassi a lungo: segnali di squilibrio nei mercati americani

Il mese di maggio ha restituito slancio ai mercati finanziari, con l’S&P 500 tornato in territorio positivo rispetto a inizio anno e una moderata ripresa anche nel comparto obbligazionario. Tuttavia, dietro il recupero si celano dinamiche profonde che sollevano interrogativi sulla tenuta strutturale dell’economia statunitense. In primo piano, la debolezza persistente del dollaro, che si discosta dalle logiche storiche basate sul differenziale dei tassi d’interesse.

Come evidenziato da Flora Dishnica, Investment Manager di Pictet Asset Management, il comportamento del biglietto verde riflette una preferenza implicita dell’amministrazione Trump per una valuta più debole, pur mantenendone il ruolo centrale negli scambi internazionali. Ma a preoccupare maggiormente sono i rendimenti dei Treasury a 30 anni, che restano elevati e distanti da quelli a 10 anni, segnalando crescenti timori sulla sostenibilità fiscale USA.

Questi dubbi si concentrano in particolare sul One Big Beautiful Bill, approvato alla Camera. Il provvedimento non sembra affrontare il problema del deficit, che secondo le stime di Pictet resterà intorno al 6,5% per l’intero mandato presidenziale. La sezione 899 del testo prevede tasse punitive del 5% sui redditi passivi provenienti da paesi ritenuti fiscalmente discriminatori, come Germania e Francia. Questa misura esclude però i titoli del Tesoro, suggerendo un intento più negoziale che strutturale, legato alle trattative internazionali in corso.

Politica monetaria divergente e rischio inflazione negli USA

Sul piano macroeconomico, il mese ha confermato la divergenza crescente tra Stati Uniti ed Europa in tema di politica monetaria. La BCE ha effettuato l’ottavo taglio consecutivo dei tassi, portando il tasso di riferimento al 2%. Nonostante le parole caute di Christine Lagarde, il mercato sconta un ulteriore allentamento nel 2025 e nel 2026, anche alla luce della revisione al ribasso delle stime sull’inflazione per entrambi gli anni.

Negli Stati Uniti, invece, i dati sul mercato del lavoro offrono una lettura ambigua. A maggio i nuovi occupati sono cresciuti oltre le attese, ma le revisioni negative dei due mesi precedenti ridimensionano l’impatto. La disoccupazione rimane stabile, ma la crescita media trimestrale dell’occupazione è in lieve calo, contribuendo a rafforzare lo scenario di attesa nei confronti della Fed, in vista del meeting del 18 giugno.

Nonostante l’incertezza, nessun elemento sembra giustificare un intervento immediato della banca centrale americana, anche perché le pressioni inflazionistiche non si sono ancora dissipate del tutto. Proprio l’andamento dell’inflazione sarà il fattore determinante per le prossime mosse della Federal Reserve, più del mercato del lavoro o della crescita del PIL.

Allocazioni difensive e focus sulla duration europea

In questo quadro, gli investitori si mantengono prudenti. Le valutazioni azionarie risultano elevate rispetto al contesto macro, e le prospettive di crescita degli utili appaiono ottimistiche. Il mercato continua a monitorare il rischio inflattivo negli Stati Uniti, alimentato dalle politiche fiscali espansive e dall’incertezza legata ai dazi ancora irrisolti sul fronte europeo.

Alla luce di queste considerazioni, l’orientamento di Pictet resta cauto sull’equity e favorevole a una maggior esposizione alla duration europea, considerata meno vulnerabile. Il dollaro statunitense si conferma l’asset più esposto alle oscillazioni politiche, motivo per cui l’allocazione valutaria nei portafogli è prossima allo zero.

L’evoluzione del quadro fiscale USA, l’esito delle trattative tariffarie con l’Europa e l’orientamento definitivo della Fed nelle prossime settimane saranno i driver principali dell’estate finanziaria 2025.