Riforma delle accise sui carburanti: da oggi benzina più economica e diesel più caro

Riforma delle accise sui carburanti: da oggi benzina più economica e diesel più caro

Dal 15 maggio entra in vigore la riforma delle accise sui carburanti, che prevede un aumento del costo del gasolio e una riduzione dell'imposta sulla benzina. Questa modifica fiscale fa parte del quindicesimo decreto di attuazione della riforma fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo, con l’obiettivo di riallineare progressivamente le aliquote e ridurre i cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi (SAD).

Nuove accise sui carburanti

La variazione delle accise comporta un cambiamento diretto sul prezzo della benzina e del gasolio, pari a 1,5 centesimi al litro (equivalente a 1,5 euro ogni 100 litri). Ecco le nuove tariffe:

- Accisa sulla benzina: ridotta da 72,84 a 71,34 centesimi di euro per litro

- Accisa sul gasolio per auto: aumentata da 63,24 a 61,74 centesimi di euro per litro

Questa misura rappresenta solo il primo passo della riforma, che prevede entro cinque anni il riallineamento delle accise attorno ai 67 centesimi al litro, con una progressiva riduzione dell’accisa sulla benzina e un incremento sul gasolio.

Motivazioni della riforma

L''obiettivo principale è disincentivare l’uso di carburanti più inquinanti e ridurre la discrepanza di tassazione tra benzina e diesel, che è stata appunto classificata come sussidio ambientalmente dannoso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Alcuni punti chiave:

- Il gasolio viene considerato più inquinante rispetto alla benzina, quindi il Governo vuole riallineare la tassazione per promuovere una transizione energetica sostenibile.

- La differenza di prezzo tra i due carburanti è stata inserita nell’elenco dei sussidi ambientalmente dannosi e quindi va progressivamente eliminata.

- La riduzione delle agevolazioni sul diesel potrebbe favorire l’adozione di motorizzazioni meno impattanti sull’ambiente.

Maggiori entrate per il Governo e destinazione dei fondi

Secondo uno studio del Codacons, la variazione delle accise avrà un impatto diretto sui consumatori e sul mercato dei trasporti. In Italia ci sono 40,5 milioni di veicoli, di cui:

- 17 milioni alimentati a benzina (42%)

- 16,6 milioni alimentati a diesel (40,9%)

Grazie al riallineamento delle accise, il Governo prevede un introito di oltre un miliardo di euro annui, che verrà destinato al potenziamento del trasporto pubblico locale e al taglio delle tasse.

Prezzi medi aggiornati della benzina e del diesel

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 14 maggio il prezzo medio alla pompa era:

- Benzina: 1,702 euro al litro (self-service)

- Gasolio: 1,586 euro al litro (self-service)

Per il servito, il costo aumenta di circa 14 centesimi al litro per entrambi i carburanti.

Cos’è l’accisa e perché si chiama così?

L’accisa è una tassa indiretta applicata su specifici prodotti, tra cui carburanti, energia elettrica, tabacchi e bevande alcoliche. Le sue principali caratteristiche:

- Imposta indiretta: viene pagata inizialmente dal produttore, ma il costo si trasferisce al consumatore finale.

- Applicata su specifici prodotti: energia, carburanti, tabacchi, alcolici.

- Calcolata sulla quantità: per i carburanti si applica per litro, e non in percentuale sul prezzo.

Il termine `accisa` deriva dal latino `ad + caedere`, che significa “cadere addosso”. L’idea è che la tassa colpisca direttamente determinati beni di consumo, influenzandone la produzione e la vendita.

Cosa aspettarsi nei prossimi anni?

La riforma delle accise non si fermerà qui. Nei prossimi cinque anni, l’aliquota del diesel aumenterà progressivamente, mentre quella della benzina scenderà fino a raggiungere 67 centesimi al litro.

L’impatto economico sarà significativo per gli automobilisti, ma potrebbe favorire una transizione energetica verso carburanti meno inquinanti. Il Ministero dell’Ambiente monitorerà l’andamento della riforma per valutarne gli effetti sui consumi e sui prezzi.